WTT alla prova del fuoco

Esordio ufficiale a Macao per il circuito World Table Tennis, la nuova creatura concepita da ITTF e Deloitte sulla falsariga dell’ATP Tour tennistico (ne abbiamo scritto qui). Il programma 2020/21, ovviamente condizionato dalla persistenza della pandemia CoViD-19 e dallo svolgimento di Tokyo2020, sarà suddiviso in tre fasi regionali, indicate come HUB. Il primo HUB sarà il Medio Oriente, che ospiterà i primi tornei dal 17 Marzo al 3 Aprile.

A seguire la Cina (dal 13 Aprile al 16 Maggio), dove si terrà il primo torneo Grand Smash, e infine l’Europa, nella quale si concluderà la Stagione, dal 27 Maggio al 20 Giugno. Nonostante le difficoltà causate da CoViD-19, questo primo anno rappresenta il trampolino di lancio verso un programma completo di eventi, che sarà implementato negli anni successivi, parole di Stephen Duckitt, WTT Event Strategy Director. Questo approccio HUB ha l’obiettivo di ridurre i viaggi e di superare più facilmente i problemi logistici prodotti dalla crisi sanitaria.

A partire dalla fine di Giugno il calendario WTT lascerà il posto ai Giochi Olimpici di Tokyo, dal 23 Luglio all’8 Agosto, per ripartire, ci auguriamo a pieno regime, con la Stagione 2021/2022. Duckitt tra l’altro ci fa sapere che sono ancora aperte le candidature per ospitare i tornei dei tre HUB.

Non mancano i primi mugugni: la Federazione tedesca ha espresso preoccupazione per la gestione del WTT proprio alla vigilia della sua gara di presentazione a Macao. Forse non sarà stato gradito il contratto in esclusiva per il settore soft drink con CocaCola che riguarda i soli tornei dell’HUB cinese, ma la DTTB non ha risparmiato toni molto duri: WTT ha violato i principi essenziali di buon governo e trasparenza – riporta la lettera inviata a ITTF – e ha imposto le sue scelte alle Federazioni nazionali.

WTT ora ha il “pieno controllo” sul sistema dei tornei internazionali – prosegue la lettera – ed è in grado di vendere i diritti per gli eventi senza il coinvolgimento delle Federazioni continentali, di ITTF o del Consiglio di amministrazione, facendo affari in modo indipendente per i propri interessi commerciali. Pur essendo guidato da personale stipendiato ITTF, rifiuta di rivelare i dettagli dei suoi accordi con società di marketing, consulenti e licenziatari. I flussi di denaro (dalla retribuzione degli amministratori a bonus e compensi per i consulenti) sembrano blindati all’interno di strutture complesse.

DTTB inoltre manifesta il suo dissenso sui punteggi assegnati dai tornei del Circuito (che a dire il vero non fanno altro che riproporre quanto già fatto dal tennis: ATP e WTA hanno di gran lunga più appeal per pubblico e atleti di qualunque altra manifestazione internazionale), sostenendo che si rischia in futuro di svalutare il valore di Olimpiadi e Campionati del Mondo.
Sembra che la vittoria di un Campionato continentale assegnerebbe molti meno punti in classifica rispetto a una vittoria in un evento Grand Smash, e anche vincere una medaglia d’oro ai Giochi Olimpici o ai Campionati del mondo inciderebbe meno di un primo posto in qualche evento WTT.
Giochi Olimpici e Campionati del Mondo sono essenziali per le Associazioni nazionali, poiché il loro sostegno finanziario è solitamente collegato a questi grandi eventi. Una simile concezione significa una perdita di potere di tutte le Federazioni nazionali e continentali e un grave ostacolo al loro lavoro, alla base del nostro sport.

In conclusione la lettera chiede un’indagine da parte di esperti legali ed economici indipendenti: Ci troviamo di fronte alla conquista del nostro sport da parte di un piccolo gruppo dislocato a Singapore invece che a Losanna, dove ITTF ha la sua base giuridica e storica. Questa concentrazione di potere dovrebbe essere esaminata a fondo da esperti economici e legali indipendenti, per verificare la trasparenza e la legittimità dei processi in corso. A questi esperti, persone a cui in precedenza non siano stati affidati incarichi ITTF, dovrebbe essere assegnato un mandato che non includa solo una mera revisione dei rendiconti finanziari annuali.

Una presa di posizione, quella tedesca, che non lascia spazio a interpretazioni o dubbi, avendo tra l’altro immediatamente ricevuto l’appoggio di Christian Palierne, Presidente della Federazione francese FTT, a conferma dei timori continentali destati da quello che si prospetta come un imminente asse Stati Uniti – Far East orientato al puro business, in grado di relegare la componente europea come area di secondo piano.

Aspettiamo in proposito eventuali commenti di Liu Guoliang, chairman di WTT.

Condividi: