Una storia sbagliata

È una storia da carabinieri
è una storia per parrucchieri
è una storia un po’ sputtanata
o è una storia sbagliata“.
(Fabrizio De Andrè)

Il fatto

Antonino Amato, 16 anni da 2 mesi, viene trovato a fumare una sigaretta, il 14 dicembre all’interno del Centro di Preparazione Olimpica di Formia, da un Tecnico Federale.

Il Direttore Tecnico delle Nazionali di tennistavolo decide di allontanarlo dal Centro dopo 2 giorni, dopo essersi consultato con tutti gli Allenatori e, presumo, con il presidente federale, dal 18 dicembre 2015 fino al  31 gennaio 2016.
Viene quindi inflitta al ragazzo una assenza forzata dalla scuola per ben 19 giorni effettivi.
Potrà continuare ad allenarsi a casa sua a Palermo o dove la sua Società, lo Stet Mugnano di Napoli, ha la sede oppure dove ora vive e lavora il suo tutore legale, a Roma.
Le spese delle trasferte, che il ragazzo dovrà sostenere per partecipare alle gare di Campionato di Serie A1 ed eventualmente ai Tornei individuali a cui verrà iscritto, saranno a totale carico della Società per cui è tesserato.

Le reazioni

Il Dirigente della Società di Mugnano, che appunto è anche il tutore legale del ragazzo da diverso tempo, Ady Gorodetzky, appena apprende la notizia attraverso la mail scritta dal Direttore Tecnico e solo a lui indirizzata, chiede se è possibile avere un incontro immediato per parlare dell’accaduto. Ovviamente non giustifica in nessun modo il comportamento del ragazzo perché il fumo è chiaramente un vizio da non far coltivare ad un giovane atleta e per un sedicenne in genere, ma evidenzia come sia assurdo penalizzare la presenza a scuola del ragazzo.

La replica

Il D.T. Deniso parla di infortunio comportamentale, di attenzione alle regole, di coerenza dei comportamenti, di momento di crescita e di responsabilizzazione nel contesto dove il ragazzo si trova. Assicura che lo stop di solo 3 settimane non inciderà sul futuro sportivo e conferma l’allontanamento fino al 31 gennaio 2016.
Ricorda inoltre di avere un ruolo nei confronti dei ragazzi oltre che tecnico anche educativo e di esercitarlo con questa decisione.

La dirigenza della Federazione

La notizia si sparge nell’ambiente e, dopo 48 ore, praticamente la sanno tutti gli addetti ai lavori.
Il referente per il Consiglio federale del Centro di Formia è il Vicepresidente Renato Di Napoli, per nomina del Consiglio Federale stesso e, contattato telefonicamente da Ady Gorodetzky, dichiara di non sapere nulla sulla pena inflitta al ragazzo e si dice disponibile ad informarsi nel merito.
Dichiara di essere a conoscenza dell’episodio della sigaretta ma non della mail inviata ad Ady e della relativa sanzione applicata.
Stessa risposta data dal Segretario Generale della Federazione, Giuseppe Marino, contattato sempre telefonicamente da Ady.
Altri 3 consiglieri federali, contattati sempre da Ady, cominciano a scrivere mail in merito e chiedono come sia possibile e condivisibile una scelta del genere. Raffaele Curcio è il primo di loro, seguono Nicola Vernillo e Fausto Pelliccia.
Gli altri consiglieri magari lo fanno privatamente, non saprei.
 
Il presidente ufficialmente tace ma sembra impossibile che il D.T. abbia preso questa decisione non informandolo (…e ci mancherebbe pure che lo abbia fatto).
Un forte indizio che sappia tutto e che abbia condiviso la scelta di Deniso, si trova proprio nell’ultima frase della mail di Patrizio Deniso: “…resta inteso che durante il mese di sospensione le spese sostenute per eventuali trasferte saranno a carico delle rispettive società”.
Questa frase, conoscendo i ruoli e le persone, difficilmente è attribuibile al Direttore Tecnico, mentre è propria del presidente, che si preoccupa delle spese a carico della Federazione e chiede evidentemente di chiarire subito che saranno tutte a carico della Società oppure chissà, della famiglia dell’atleta stesso.
Nonostante le richieste telefoniche di Ady di farsi mettere qualcosa nero su bianco da parte della Federazione, tutto tace per giorni e giorni.
Finalmente, il giorno 4 gennaio 2016, a 20 giorni dal fattaccio (!!!) e su nuova sollecitazione via mail di Gorodetzky, la Federazione risponde che la proposta di allontanamento fatta da Deniso è stata ridotta dal presidente e dal Vicepresidente federale e la riunione con Società, tutor legale e genitori dell’atleta sarà anticipata a giovedì 14 gennaio.
Fine delle trasmissioni.

Considerazioni

Da dove comincio? Dalla fine o dall’inizio? Cominciamo dall’inizio.
Da quando, dopo aver cambiato repentinamente il luogo dove fare il Centro residenziale della Federazione Tennistavolo, da Roma a Formia, il presidente federale spediva una lettera a tutti i genitori dei ragazzi e ragazze interessate a farne parte.
In quella lettera, che molti genitori conserveranno e che invitava gli stessi genitori a conoscere di persona la struttura di Formia, il presidente scriveva:
Io stesso, da genitore, prima di consentire a mio figlio di fare un’esperienza di tal genere, vorrei avere tutte le garanzie che le condizioni organizzative e soprattutto lo staff delle persone che avranno la responsabilità non solo tecnica ma formativa (nel suo ampio significato) sia valido, competente ed affidabile. Ed è questo il punto sul quale stiamo fortemente centrando la nostra attenzione affinché la strategia organizzativa del Centro, che intendiamo porre in essere, trasmetta a tutti Voi la necessaria serenità per fare una scelta consapevole”. 
Queste parole hanno evidentemente convinto la maggioranza dei genitori (ma non tutti) la cui lettera fu indirizzata, tanto che, a settembre 2015 il Centro federale regolarmente è stato inaugurato.
Non scriverò in questo resoconto della proposta tecnica di questo Centro federale che già è stato tema di mie personali considerazioni, ma mi atterrò strettamente a queste parole, che convinsero i genitori a mandare i propri figli, alla luce  di quello che è accaduto in questi giorni.
– L’episodio di Antonino è così inaspettato?
– È un episodio fuori dalla normalità per un sedicenne?
– Punirlo non mandandolo a scuola per 1 mese è la punizione migliore?
– Non preoccuparsi di come si allenerà il ragazzo per 45 giorni (ora per 30 giorni) è una cosa normale per una Federazione che punta su un ragazzo come lui che ha scelto da anni di fare il pongista?
Le risposte sono talmente scontate che neanche perdo tempo a scriverle.
Sono invece preoccupato e molto, per quello che avverrà in un prossimo futuro a Formia e se la risposta è questa da parte dei responsabili politici, dei responsabili tecnici e da parte di questi pseudoeducatori, siamo a posto.
Lo staff di persone decantate dal presidente nella lettera ad aprile 2015 dove sono? Non parliamo di chi è presente in palestra come sparring o come allenatore, parliamo di persone professionalmente abituate a prevenire o a mitigare o a risolvere le problematiche tipiche di ragazzi in età adolescenziale o post adolescenziale.
– Ci sono delle persone di riferimento, non solo per lo studio ma per la loro crescita personale a disposizione dei ragazzi?
– Ragazzi e ragazze che hanno lasciato casa, la loro famiglia, la loro città a 13 anni hanno un supporto psicologico adeguato?
– C’è del personale chi si interfaccia con loro e che studi ed esperienze specifiche ha avuto in precedenza?
Se devo giudicare da quello che mi raccontano e da quello che è successo ad Antonino direi assolutamente di NO.
Non vorrei che i fantasmi di 25 anni fa del Centro federale di Fiuggi riaffiorassero ma vorrei invece che le esperienze negative nate durante e soprattutto dopo quel Centro fossero utili a non commettere errori simili o peggiori.
Essere poco preparati ad affrontare queste problematiche è un delitto come è un delitto ignorarle, sottovalutarle o trovare soluzioni improvvisate.
Nello specifico reputo la punizione inflitta ad Antonino antipedagogica, autoritaria, inutile e dannosa.
Potrei aggiungere altri aggettivi ma sarebbero troppo termini molto crudi e preferisco dirli a voce alle persone che ritengo siano le responsabili, cioè ai consiglieri federali e al presidente federale se ne avrò l’occasione.
La Costituzione Italiana (qualcosa di “leggermente” più importante delle regolette della nostra Federazione tennistavolo) all’art. 34 ha sancito l’obbligo scolastico e le ultime Leggi in materia e soprattutto il Decreto Legislativo 76 del 2005 ha stabilito il diritto/dovere all’istruzione fino ai 16 anni e alla formazione fino al 18° anno di età.
Forse la punizione inflitta ad Antonino oltre ad essere fuori ogni logica lede qualche diritto? Non è grave il solo doverselo chiedere?
Ovvio che reputo sbagliata la cosa fatta da Antonino, ma credo che una non-convocazione ad un impegno internazionale o a più impegni internazionali potessero essere la punizione più consona, più efficace e più giusta.
Una bella lezione a tutti i ragazzi del Centro sugli effetti del fumo e su come eventualmente liberarsi (magari con il supporto adeguato) del vizio, avrebbe avuto un maggior impatto e l’episodio sarebbe stato ricordato in maniera ben diversa da tutti gli atleti.
 
Sarei però curioso di sapere, se fosse accaduta la stessa cosa a un figlio o ad nipote di un Consigliere federale, se costui avesse ritenuto educativo un allontanamento dalla scuola per 1 mese o anche per 1 solo giorno del proprio figlio o nipote.
Sono quasi certo della loro risposta e vorrei che trattassero Antonino esattamente come un loro figlio o come un loro nipote.
E’ il loro compito: non devono o non dovevano demandare ad altri questa scelta.
Sono stati votati dai Dirigenti delle Società italiane per prendere decisioni come questa e sono stati scelti per assumere il Direttore Tecnico e gli Allenatori e avallare e supportare i progetti tecnici da loro proposti qualora ritenuti validi.
Devono comportarsi esattamente come nelle Società sportive di provenienza dove il loro ruolo è quello del Dirigente.
Non credo che gli Allenatori, soprattutto se a stipendio e non volontari come spesso accade siano i Dirigenti, prendano decisioni analoghe in maniera autonoma, come del resto non credo che loro ingeriscano nelle decisioni tecniche degli Allenatori.
Questo del rispetto dei ruoli è uno dei tanti problemi della nostra Federazione.
Irrisolto vedo.
Ma andiamo oltre e parliamo della fine della vicenda o almeno di quella che oggi, 5 gennaio, appare come tale.
Il rispetto per i genitori e per la Società dell’atleta.
Sono stati informati in colpevole ritardo o non sono stati proprio informati dell’accaduto.
Un segnale pessimo.
Una volta presa la decisione finale sono stati convocati in un giorno feriale (giovedì 14 gennaio) a più di 800 Km di distanza, come se questo non comportasse dei problemi personali per gente che lavora. La Federazione si è preoccupata solo della presenza del D.T. Deniso, professionista a contratto (anche se part time) della stessa Federazione.
Un altro segnale pessimo.
Mi aspetto un comportamento di attenzione ben diverso nei confronti delle famiglie degli atleti e un comportamento più professionale nei confronti delle Società a cui si chiede sempre la condivisione e la collaborazione senza però riuscire a fare altrettanto.
Spero che queste riflessioni personali facciano cambiare (non cancellare) la penalità ad Antonino e per far riflettere sul proprio ruolo alcune persone.
Anche io ho avuto molte remore a scrivere qualcosa in merito, visto che si tratta di ragazzi minorenni, ma ho deciso che non affrontare l’argomento sarebbe stato da parte mia molto più colpevole.
E’ il momento che tutti si assumano le proprie responsabilità e mi riferisco agli adulti che ne hanno di enormi.
Non è il momento di girare la testa dall’altra parte fregandosene.
Il mondo dello sport, e quello del tennistavolo in special modo, è fatto di persone perbene, gradirei che qualcuno in alto fosse degno di rappresentarlo. L’occasione è quella giusta.

Roma 5 gennaio 2016                                                                   Bruno Di Folco
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