Tra spigoli e retine… VALERIO MARZULLI

Ogni maledetta domenica
si vince o si perde,
resta da vedere
se si vince o si perde
da uomini.






Qual è il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?


La premiazione al Paladifiore

Ricordo con particolare piacere il primo torneo vinto della mia carriera, il 5 gennaio 2008 al Paladifiore di Ostia dove superai in finale Caldarini e fui premiato dall’allora presidente regionale Bruno di Folco.

Motivo di grande soddisfazione è stata anche la vittoria della C2 della stagione 2011-2012 insieme ad Angiolella, Placidi, Di Laurenzio e Monia Franchi.
La squadra aveva come obiettivo la salvezza ma il graduale inserimento di Monia e Fabio ci ha portato fino ai playoff.
Mi “prendo” il merito di aver portato dei punti decisivi alla causa come la “doppietta” al Trionfale contro Marchisio e Corini ma soprattutto il punto “Pazzo” portato contro Crispino Mattioli il 14 gennaio 2012.
Era per me un periodo particolare, non mi allenavo praticamente più e avevo tutta l’intenzione di smettere (ma lo stop durò solo un paio di mesi).
Fui “costretto” a giocare l’incontro, per noi decisivo perché il Manziana era primo e imbattuto e portare punti contro di loro era importante per arrivare ai playoff a scapito del Ciampino e del Trionfale.
La partita con Mattioli fu molto combattuta, ma il quinto set andai sotto 9-4. Pigna e Angiolella già pronti ad entrare in campo.
Time out chiamato da Coach Placidi.
Tornai in campo deciso a forzare ogni colpo, e ricordo come miracolosamente riuscii a fare 7 punti consecutivi toppando la prima palla in modo esageratamente rischioso e forte.
Non ci sono più riuscito.

2011/2012. La C2 promossa in C1

Altri successi che ricordo volentieri sono il Titolo di Campione Provinciale 2010 conquistato a Dragoncello, il passaggio del girone agli italiani allievi 2009 e la vittoria della D3 nel 2008-2009 dove chiusi il campionato da imbattuto (16 su 16).
Il miglior tennistavolo giocato è stato in questa stagione al primo torneo Top 2000 unico a Terni l’8 settembre dove arrivai agli ottavi di finale e due volte in campionato quando portai 4 punti su 5 (sconfitto solo da Carlo Rossi) in campionato il 6-7 aprile nella trasferta sarda contro Oristano e Marcozzi e il 5 maggio in casa contro il Guspini.

E la tua sconfitta più amara?
Alcuni dei ricordi più brutti sono legati ai palazzetti di Colleferro e Ciampino, anche se la medaglia d’oro della peggior location spetta alla Palestra del Monterotondo, per me luogo stregato.
Il peggio l’ho spesso dato nei tornei giovanili regionali.
Peccati di gioventù furono le sconfitte con Giorgetti Stefano ad un torneo 4.5 nel febbraio 2008 dove per la prima (e credo unica) volta ruppi la racchetta alla fine dell’incontro; il match con Guastafierro ad un nazionale giovanile a Colleferro nel 2009 e la finale del 4.4 persa da 10-6 al quinto contro un giovane Ale Pizzi nel 2010.
Indimenticabile in senso negativo anche la trasferta del novembre 2009 a Velletri, dove giocai una partita surreale contro Soderini (di cui c’è traccia anche su Youtube).
Sconfitte più recenti sono quella del marzo 2012 contro D’onofrio Zefferino e un torneo di questo gennaio dove persi due volte nel giro di 3 ore contro Cosma Costantini, di cui una avanti 10-6 al quinto set e l’altra 8-4 alla bella.
La sconfitta ancora da metabolizzare è la magra prestazione ai Campionati Italiani di Riva del Garda; ho disputato un torneo sotto le mie aspettative non facendo nessuna vittoria inattesa; è stata una grande delusione perché mi ero preparato e allenato davvero molto per arrivare in forma al torneo dove però ho giocato sottotono.

Con il Lazio alla Coppa delle Regioni 2007      

Il tuo gesto scaramantico nel tennistavolo prima, durante
o dopo una partita?

Negli ultimi tempi piego l’asciugamano sempre nello stesso modo e lo ripongo nello stesso posto, e appena prima di iniziare mi giro e mi prendo qualche secondo per concentrarmi al meglio.
Durante gli incontri di campionato non ripongo mai la racchetta nel fodero fino alla fine dell’incontro.

Telaio e gomme?
Non ho mai dato una particolare importanza ai materiali: credo che, almeno al mio livello, incidano poco sulla qualità del gioco.
Attualmente utilizzo telaio Butterfly Kreanga Powerspin (7 strati legno) con gomme Acuda S2 Max, anche se per la prossima stagione non è escluso che scelga qualcosa di più leggero e con maggiore controllo.

Meglio i set a 21 o a 11?

Ho esperienza solo di set a 11, che hanno pregi e difetti; parlando dei pregi il set è molto breve quindi l’attenzione deve sempre essere massima come in ogni sport che si rispetti, ed è decisivo entrare subito in partita e cominciare bene.
Per quanto riguarda gli aspetti negativi, anche se credo che la sconfitta dipenda al 100% da propri demeriti, può capitare che dei colpi fortunati decidano in modo negativo o positivo l’incontro, senza che possiamo fare nulla per cambiare l’ordine delle cose.
Spesso un colpo singolo decide un intero incontro senza avere la possibilità di rimediare ad un errore.

Da quale stagione giochi nell’APD Castello?

Gioco alla Castello dal 2009-2010.
L’anno precedente avevo giocato in D3 all’Eureka di Marco Colantoni ma per vari dissidi con l’allenatore Davor decisi di farmi seguire tecnicamente da Petre Munteanu, tesserato per la Castello.
La dirigenza creò una squadra di C2 dove confluirono anche Alessandro Pizzi dal Circolo Roma e Carassia Claudia dal Trionfale, oltre a Caldarini già tesserato Castello.
Insieme giocammo due stagioni, il primo anno arrivammo penultimi e l’anno successivo riuscimmo ad ottenere la salvezza.

La tua migliore posizione in classifica raggiunta e in che anno.

La mia migliore classifica raggiunta è l’ultima uscita al 1° luglio 2013, 734 d’Italia.
Spero che il “record” possa essere aggiornato al più presto.

Se il tennistavolo fosse un brano musicale, quale sarebbe?
Ho ancora la forza di Guccini
Leva calcistica ’68 di De Gregori
Il discorso di Al Pacino/Tony D’Amato in Any Given Sunday (Ogni maledetta domenica)

Quali sono le aspettative / speranze per la tua prossima stagione?
La prossima stagione sarà la mia prima da Senior.
Sono in parte dispiaciuto perché credo che l’atmosfera e le emozioni vissute agli Italiani Giovanili siano uniche ed irripetibili, anche se l’anno prossimo da maturando sarà positivo avere qualche week-end libero da impegni agonistici.
In questo modo potrò preparare meglio ed in modo diverso i tornei, cercando di arrivare sempre in forma negli appuntamenti che contano.
Anche l’anno prossimo disputerò la C1.
Mi farebbe piacere tornare a giocare in Sardegna, ma soprattutto disputare un campionato di vertice sia a livello individuale che di squadra.
Infine, qualora partecipassi ai Campionati Italiani, evitare la magra figura della scorsa stagione e togliermi qualche soddisfazione.

Infine…
Era il settembre del 2005 quando per la prima volta andai alla palestra dell’Isola a Viale Trastevere, e cominciai a giocare a ping pong.
Nel corso di queste 8 stagioni “quasi-agonistiche” ho vissuto molte esperienze piacevoli e legato amicizie con diverse persone del nostro piccolo mondo.
Ricordo perfettamente il mio primo torneo Regionale Giovanile giocato nel novembre del 2005 alla Castello dove arrivai secondo e la prima volta che giocai al palazzetto di Terni nel novembre 2007, all’epoca per me il tempio del tennistavolo.
Esperienze molto formative sono state le 6 partecipazioni ai Campionati italiani Giovanili, dove in doppio ho raggiunto anche due volte i quarti di finale nel Misto e due volte gli ottavi nel maschile (e con Turi nel 2012 sfiorammo l’impresa di accedere ai quarti).
Altre esperienze molto belle sono state le 3 partecipazioni alla Coppa delle Regioni dal 2007 al 2009, manifestazione con un clima particolare perché per 4 giorni tutti i giovani “migliori” di Italia vivono nello stesso albergo a stretto contatto tutto il giorno.
Divertente è stato anche partecipare alle trasferte sarde della C1: prendere l’aereo, prenotare macchina e alberghi dà un tocco di professionalità alla gara.

In doppio con Caldarini
ai Campionati Italiani Giovanili 2010

Molti ricordi sono legati a vari miei coetanei con cui ho condiviso molte esperienze di tornei e campionati; in primis Angelo Caldarini, per anni compagno di squadra e di allenamenti e letteralmente mia bestia nera, a cui auguro un continuo ritorno sui tavoli. Con lui ho un saldo di 13 sconfitte (consecutive nell’arco di due anni) e solo 3 vittorie.

Altri compagni più recenti con cui ho condiviso trasferte, raduni e ritiri sono Giovanni Turi (mio compagno di allenamenti oltre al grande Di Silvio Senior da due stagioni ) e Luca Brinchi, con cui ultimamente ho diviso allenamenti e ritiri in quel di Montefiascone.

I consigli di Petre Monteanu

Un ringraziamento finale a Petre Munteanu, con cui ho diviso due anni di duro e a lunghi tratti proficuo lavoro, al mio attuale coach Martini, oltre che agli amici-dirigenti Scatena, Di Folco e Angiolella e a tutti quelli che nel corso degli anni sono stati miei compagni di squadra (Placidi, Fabio, Monia, Gabriel, “Picchio”, “Totonno”, …).


Grande professionalità
di tutta la squadra
nelle trasferte in Sardegna


Non so cosa dirvi davvero.
3 minuti alla nostra più difficile sfida professionale.
Tutto si decide oggi.
Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta.
Siamo all’inferno adesso signori miei.

Credetemi.

E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce.
Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.
Io però non posso farlo per voi.
Sono troppo vecchio.
Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso “certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare”.
Si perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no.
Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.
Sapete con il tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita.
Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football.
Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo.

Capitelo.

Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa.
Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.
In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire.

E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro.

La nostra vita è tutta lì, in questo consiste.

In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare.
Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.
Questo è essere una squadra signori miei.
Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente.
È il football ragazzi, è tutto qui.

Allora, che cosa volete fare?

(Al Pacino/Tony D’Amato)

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