Tra spigoli e retine… FLAVIO MARACCHIA

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.
Il mondo era cosí recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. 


Vignetta originale
realizzata da Flavio Maracchia
per il sito tt-castello.it

Qual è il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?
Erano i primi tempi al Peano.
Parliamo del neolitico della Castello.
Non ricordo né l’anno né quale campionato fosse, però ricordo di essere stato sollevato in trionfo e Candido (marito di Ida e antico custode della scuola) che per l’occasione tirò fuori dalla cantina una bottiglia del suo vino speciale.

E la tua sconfitta più amara?
Ho davvero l’imbarazzo della scelta. Direi tutte quelle ad Arpino nei vari campionati di C2, tra calcinacci, tubi di scarico, mattonelle scivolose e chiese sconsacrate. Maturate in condizioni così assurde da far venire ogni volta voglia di smettere…

Il tuo gesto scaramantico nel tennistavolo prima, durante o dopo una partita?
Recito a memoria l’incipit di Cent’anni di solitudine.
Scherzo, le scaramanzie mi sembrano questioni da sacerdoti precolombiani.  

Telaio e gomme?
Il telaio della mia vita è il Darker super light al carbonio, purtroppo in via di estinzione come il panda reale.

Così quest’anno, per giocare con qualcosa all’occorrenza rintracciabile sul mercato, l’ho sostituito col TSP Balsa 5.5.
Per renderlo ancora più rigido l’ho rettificato con una mano di vernice ad acqua (viola) di quelle che utilizzo solitamente per i murales.
Le gomme sono e saranno sempre le Friendship 729 super fx con tappetino arancione, che poi col viola ci stanno come il cacio sui maccheroni.

Con il padre Silvio
alla festa dei 10 anni dell’Isola

Set a 11 o a 21?
I set a 21 tutta la vita.

La carriera di Flavio Maracchia
nella ricostruzione storico-statistica
di Valerio Marzulli

Da quale stagione giochi nel TT Castello?
Da quando ancora non c’era neanche la palestra del Peano. Sono il più vecchio dopo Luciano Bernardo e Andrea De Cunzo.  Non so se mi spiego.


La tua migliore posizione in classifica raggiunta e in che anno.
L’ultimo anno con i set a 21 ero 4.1 (che anno era? boh), poi si è aperta una voragine e ancora sto precipitando….

Se il tennistavolo fosse un brano musicale, quale sarebbe?
Direi il Concerto n. 1 per violino e orchestra op. 35 di Tchaikovsky.

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Il brano ha costituito la colonna sonora del film “Il Concerto”
di Radu Mihaileanu (2009).
Cliccando sulla miniatura si accede al video su Youtube.

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