Tra spigoli e retine… FABRIZIO PLACIDI (secondo atto)


L’intervista a Fabrizio Placidi
ci ha indotto a cercare su Internet
qualche approfondimento relativo
al convegno degli allenatori
svolto a Fiuggi nel 1991.
Molte fonti sul Web ne sottolineano l’importanza “storica” per il tennistavolo
in Italia, ma non abbiamo trovato alcun contenuto specifico: né foto, né relazioni,
né programma.
Sono trascorsi 22 anni (!) ma chiediamo
a Fabrizio se ha ancora qualcosa
di quell’evento: foto, appunti, ecc…
Sarebbe interessante condividerlo sul sito.


Riguardo al convegno nazionale allenatori del giugno 1991 ho l’attestato di partecipazione che gelosamente custodisco ancora oggi.
Le cose che più ricordo con piacere furono l’intervento di Glenn Östh D.t. Nazionale svedese, con intervento incentrato su le differenze di copertura del tavolo con il dritto tra noi europei e cinesi.
1) più rovescio e meno dritto;

2) l’uso della colla fresca e le ripercussioni sulle gestualità dei movimenti più corti e più vicini al tavolo (almeno nelle prime 3-4 palle);

3) la dimostrazione in palestra (eravamo a Fiuggi) con Milan Stencel dove con un giovanissimo Minervini, ci dimostrò l’uso del polso nell’attacco di dritto e nel topspin di dritto (con numerose cazziate nel mezzo).

Da sinistra:  Coach Glenn Östh, Appelgren, Waldner, Persson
dopo la vittoria nella Coppa del Mondo del 1989.

Ritornando al convegno c’è una parte “politica”.
A quei tempi certe cose non mi interessavano granché:
per me era già importante esserci; per di più ero il più giovane
in mezzo a tutti i mostri sacri dei tecnici italiani.

Certo fu estremamente evidente, il terzo giorno, presente anche il gruppo Senigallia con Pettinelli in testa, il distacco fra Bosi (presidente) e la linea federativa poggiata sul tecnico straniero: mentre i dissidenti, dopo tanti anni di gestione cinese spingevano ad un allenatore italiano e la creazione di una nostra scuola di pensiero autonoma e attinente alle singole specificità del nostro vivere il TennisTavolo.

E poi adesso che ci penso meglio ricordo che in quei 3 giorni ebbi anche modo di fare la corte a una ragazza dell’albergo di Fiuggi… passeggiata, gelatino e… il resto non ve lo dirò mai!

È vero, fu proprio un evento storico! Il convegno, intendo…

E cosa ci dici dello stage del 2002?
Il ricordo di quell’incontro è senz’altro più vivido.

Per lo stage di Terni del 2002, organizzato da un giovane ma già bravo e “competente” (cosi ama dire lui…) Quarantelli mi colpirono varie cose.


Essenzialmente:
1) la precisione e la puntualità nei feedback verso i giocatori, in particolare nel colpire la pallina con un movimento lento-veloce;

2) il braccio, l’ampiezza della leva: stretto con palle vicino al tavolo più lungo con i colpi da media distanza (stessa cosa appresa anni dopo anche in uno stage a Grenzau in Germania con un allenatore tedesco);

3) le cazziate a Stefanova (mi sembra ancora junior all’epoca) per il suo maldestro spostamento nei passi laterali;

4) il totale coinvolgimento degli altri tecnici Errigo e Zilong nel seguire Deniso;

5) l’atteggiamento serio e di rigida disciplina con cui si lavorava in palestra.

Patrizio Deniso

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