Tra spigoli e retine… FABIO ANGIOLELLA

Se non sai perdere
non sai neanche
assaporare
la vittoria.




 
Qual è il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?
Ho iniziato a giocare nel 1972, quindi i ricordi delle tante partite fatte si addensano, ma la vittoria (di squadra) che ricordo con più piacere è legata allo spareggio di A/2 che giocammo (PGS  BORGO DON BOSCO) nella stagione 1997/98 contro il Cus Torino.
All’andata subimmo un pesante 2-6 (si giocava con la bellissima formula della doppia Davis con 10 incontri: 8 singolari e 2 doppi),
al ritorno vincemmo per 6 a 3 e io persi al tempo limite (dopo 1 ora e 1/2  di partita) con il compianto Saporito – n. 40 delle classifiche nazionali  (giocatore di difesa al tavolo … imperforabile), battei il nazionale junior Fabrizio Cadamagnani, n. 50 delle classifiche  nazionali, e vinsi il doppio in coppia con Zhan Hou Sheng, in un’atmosfera da plaza de toros per il tifo che c’era.
Per la cronaca la bella si disputò a Modena, nella sede della Villa D’Oro, e vincemmo 6 a 5 al doppio di spareggio e rimanemmo in A/2!

Alle Olimpiadi di Londra 2012

Da tecnico giovanile sicuramente il mio ricordo più bello è legato alla medaglia di bronzo conquistata da Fabietto Di Silvio nel singolo giovanissimi ai Campionati Italiani 1997.

Da tecnico paralimpico i miei ricordi sono legati alla mia atleta Clara Podda, che alleno dal 2006; il giorno che è nata mia figlia Chiara (12 ottobre 2007) Clara è diventata Campionessa Europea della classe 2 a Kraniska Gora.
Nel 2008 alle paralimpiadi a Pechino Clara ha vinto la medaglia di bronzo nel singolo e d’argento a squadre; infine la mia partecipazione alle paralimpiadi di Londra 2012 (dopo i mondiali in Korea 2010 egli europei a Lubiana 2011) è stato il momento massimo della mia carriera di allenatore.

E la tua sconfitta più amara?
Nello sport le vittorie e le sconfitte, come nella vita, si alternano e, come dicono i più saggi, se non sai perdere non sai neanche assaporare per il giusto verso la vittoria.

Con il Maesto Migliarini

La sconfitta più amara non è legata alla posta della partita o alla forza dell’avversario ma piuttosto al suo comportamento; ricordo (ma l’avevo rimosso …) in un torneo Nazionale a Fondi intorno al 2000 giocai con un certo Zappini Giovanni (di Brescia) il quale prima della partita mi chiese cortesemente di anticipare l’orario della partita perchè doveva fare entro mezz’ora un’iniezione di insulina, poi durante la partita si mise a palleggiare sino quasi ad arrivare al tempo limite in tutti i set; io che notoriamente sono molto calmo e raramente reagisco alle provocazioni persi letteralmente le staffe ….. e la partita, inveendo durante tutta la partita contro il tal Zappini per la sua scorrettezza (mi aveva raccontato una balla per condizionarmi …).

Il tuo gesto scaramantico nel tennistavolo prima, durante o dopo una partita?
Nella gara a squadre, che mi piace disputare molto di più del torneo di singolo, il rituale va dal cambio delle scarpe fatto esclusivamente in palestra al lungo riscaldamento, di fatto mi piace giocare la prima partita ed entrare in campo già caldo.

Telaio e gomme?
Attualmente utilizzo un telaio Donic Def Play, con una gomma liscia Kokutaku da 2,0 mm sul dritto e una Talon Dragon Special (puntinata lunga) da 1,0 mm sul rovescio.


Set a 11 o a 21?

In doppio con Floriana

Il passaggio dai set a 21 a quelli a 11 ha completamente rivoluzionato il nostro sport; nessun cambiamento regolamentare porta vantaggi concreti tali che si possano avvertire scossoni nella graduatoria dei giocatori, però si può tendenzialmente affermare che il set a 11 porta un leggero svantaggio ai giocatori di difesa, i quali possono impiegare più tempo per “tessere” una tattica vincente; a volte la rapidità dei set non dà modo di organizzare la tattica.
Ad ogni modo il set a 11 fa vivere le partite con punti sempre decisivi e questà modalità ha di fatto aumentato percentualmente i cosiddetti punti di fortuna (retine e spigoli) proprio per la precisione dei colpi realizzati e di conseguenza lo “scarto” d’errore molto esiguo.

Da quale stagione giochi nell’APD Castello?
Con Florena e Di Folco

Gioco alla Castello dal 1999/2000 e vi sono approdato 2 anni dopo Bruno (Di Folco), passando per la sua stessa esperienza con società legate a parrocchie, dopo tanti anni (13) di avventure sportive vissute al BORGO DON BOSCO.

La tua migliore posizione in classifica raggiunta e in che anno.
Nella stagione 1997/98, dopo aver disputato il campionato di serie A/2 (15 vittorie – 15 sconfitte) e essere arrivato 2 volte in semifinale a Tornei Nazionali di III Categoria sono stato classificato al n. 115 delle classifiche nazionali, mia migliore posizione di sempre.

Se il tennistavolo fosse un brano musicale, quale sarebbe?
Se si tratta di musica classica penserei alle 4 stagioni di Vivaldi,
per la musica rock/pop la mia preferenza va all’album “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd.

Infine?
Nella lunghissima militanza da giocatore mi piace molto ricordare i derby degli anni ’90 (noi eravamo io, Marco Nobile e Antonio Di Silvio) contro i cugini dello Juvenilia ’88 (Toti, Geronzi, Di Folco, Salvatori e Boncoraglio), con incontri tirati allo spasimo e sfottò sportivi prima durante e dopo le partite che testimoniavamo, al di là della gara, il legame che c’era con i “cugini”; insieme abbiamo disputato per anni i Campionati Nazionali PGS (Polisportive Giovanili Salesiane), girando in lungo e in largo per l’Italia.

Castello Giallo
promossa in C1 nel 2011-2012

Campionati a squadre che ricordo con piacere sono quelli di serie C/1 prima e di B/2 disputati negli anni 2007/2009  insieme a Marco Nobile, Sandrino De Nigris e Max Coppolelli.
Lo scorso anno ho avuto infatti difficoltà emotive ad affrontare l’amico di sempre Sandrino De Nigris come avversario ai Play Off per salire in C/1.

Sicuramente i ricordi più divertenti sono legati al Campionato di serie A/1 Veterani, che ho disputato con ottimi risultati dal 2000 al 2008 con Di Silvio e Nobile prima e negli anni successivi col furioso Bruno Esposito con trasferte sempre legate alla puntata al Casinò, dove Bruno dà il meglio di sè (meglio che in campo!).

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