Tokyo 2021? Sì, su Zoom.

Kohei Uchimura, tre volte campione olimpico e figura di spicco nello Sport giapponese, ammette apertamente lo scetticismo che si fa largo in Giappone: l’entusiasmo per i Giochi ha ormai lasciato spazio al calcolo dei rischi per la salute, dei miliardi di dollari pubblici e alle domande sul perché le Olimpiadi debbano essere una priorità in mezzo a una pandemia. Del resto gli ultimi sondaggi mostrano un Giappone spaccato in due.
Sfortunatamente, l’80% dei giapponesi non crede che le Olimpiadi di Tokyo possano aver luogo a causa della pandemia CoViD19. – ha detto Uchimura – Io vorrei che le persone cambiassero idea, da “Non possiamo tenere le Olimpiadi” a “Come possiamo farlo?”

Nonostante il dibattito pubblico, il Comitato olimpico internazionale e gli organizzatori giapponesi hanno il sostegno incrollabile del partito al governo e dell’amministrazione municipale di Tokyo. Il messaggio è costruito intorno al patriottismo di un Giappone epico e tenace: la forza collettiva e coesa di un popolo eroico per risollevare lo spirito mondiale (e magari farsi perdonare le ultime su Fukushima), grazie alle Olimpiadi e alla volontà di tutto il paese. E poi, se il Giappone dovesse fallire, la solita Cina sarebbe già pronta a salire sul palco sei mesi dopo, con l’apertura delle Olimpiadi invernali di Pechino il 4 febbraio 2022.

Ma i numeri fanno paura: 15.400 atleti olimpici e paralimpici, a cui si aggiungono decine di migliaia di funzionari, allenatori, accompagnatori, giornalisti e VIP. Per non parlare della inevitabile partecipazione di visitatori stranieri.

Dovremmo cominciare a capire se i Giochi siano qualcosa che possiamo gestire in questo modo. – ha detto in un’intervista Genki Sudo, un parlamentare ex wrestler e kickboxer – Queste Olimpiadi non saranno giuste per gli atleti. Alcuni possono allenarsi, ma molti non possono a causa della pandemia. Sudo ha suggerito scherzosamente che i giochi dovrebbero essere svolti a distanza, magari su Zoom. Se l’ambiente in cui gli atleti stanno portando avanti la loro preparazione è così diverso, vi sembra giusto? No, non è assolutamente giusto.
Finora gli atleti che hanno ottenuto la qualificazione per Tokyo sono il 57%. Il completamento delle qualifiche sta diventando un problema urgente per molte Federazioni.

Il presidente del CIO Thomas Bach incontrerà la prossima settimana il nuovo Primo Ministro Yoshihide Suga, il presidente del comitato organizzatore Yoshiro Mori e probabilmente qualsiasi sponsor locale sia possibile convincere che le Olimpiadi possano ancora dare ottimi risultati. Gli sponsor locali, guidati dal gigante pubblicitario Dentsu Inc, hanno sborsato più di 3 miliardi di dollari per finanziare i Giochi, almeno il doppio rispetto ai precedenti. Ma le finanze olimpiche dicono che i Giochi devono andare avanti, in particolare in televisione, che paga la maggior parte dei conti. Il CIO ha generato il 73% del suo reddito di 5,7 miliardi di dollari nell’ultimo ciclo olimpico quadriennale dalla vendita dei diritti di trasmissione. La rete americana NBC paga ben oltre 1 miliardo di dollari per ogni Olimpiade. Ai circa 20 miliardi, di cui 15 pubblici, che si spenderanno per questa edizione andrà aggiunto il costo del rinvio, che è stato stimato in circa 3 miliardi.

Ryu Honma, giornalista di inchiesta famoso per i suoi libri sui legami tra la mafia Dentsu e i colletti bianchi, ha sintetizzato così: Vedremo i taxi prelevare gli atleti quando arrivano all’aeroporto, per depositarli nella quarantena del Villaggio degli atleti. Niente scambi tra culture, niente incontri, niente giri per la città, niente feste, niente passerella festosa nella Cerimonia di Apertura: gli atleti saranno caldamente invitati a lasciare Tokyo il giorno dopo la gara, perché dovremo evitare che essi diventino una massa di contagiati. Sì, se facciamo così forse sarà possibile tenere i giochi.
Ma cosa resterà dello spirito olimpico?

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