TIME-OUT

L’aula era illuminata dalla luce tagliente e rossastra del tardo pomeriggio.
“Il Tempo è un Non-Essere” disse con voce fievole l’anziano professore.
Voleva spiegarci che il Tempo non esiste, sospeso tra due abissi di Non-Essere:
il Passato, che non è più; il Futuro, che non è ancora.
Noi che cerchiamo di afferrarlo, in equilibrio precario su un confine incerto e sottilissimo.

Ed ecco il Time-Out: sospensione del tempo, sospensione dal tempo.
Tra quello che la partita ha già scritto e quello che racconterà alla ripresa del gioco.
Tra quello che non possiamo cambiare e quello che non sappiamo ancora.
Il Time-Out è “Perché Non”.
Tentativo estremo Perché la partita Non continui ad andare così male.
Perché l’avversario Non rimonti nel punteggio che ci vede nettamente avanti.
Perché siamo al turno di servizio decisivo e Non dobbiamo sprecare l’opportunità.

A volte lo chiamiamo da soli con la coscienza del problema, ma non della soluzione e ascoltiamo i consigli dalla panchina, da chi vede le cose da una certa distanza.
A volte non ci rendiamo conto di cosa stia accadendo e sembriamo perfino sorpresi quando qualcuno da fuori congiunge le mani a forma di “T”.

Un minuto.

In un minuto c’è il tempo per decisioni e scelte che il minuto successivo rovescerà.
(Thomas Stearns Eliot)

 

Foto degli incontri disputati al PalaKP per la dodicesima giornata di campionato.
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foto www.kingpong.it

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