PRIMA STAGIONE

Roma Sud, anni Duemila.
Cosa ci direbbe un tavolo da ping pong se potesse parlare? La storia di un lungo legame, di sfondo una città che si trascina indolente verso il Terzo Millennio: passato, presente e futuro raccontato da chi non ti aspetteresti mai…

EPISODI

Calabro di Catanzaro, classe 1988.
Già 19 d’Italia, 3 podi in singolo ai Campionati Italiani Seconda Categoria, in cui ha vinto l’oro nel 2016.
Seconda stagione in maglia KingPong, ha all’attivo due campionati di serie A1, cinque di A2 (con una promozione due anni fa con Città di Castello) e l’ultimo, in B1, giocato proprio con KingPong.

Ciao Luigi: dopo tanti anni da giocatore in Sardegna tra Cagliari e Norbello inizia per te il quarto anno a Formia come sparring: quanto è difficile unire l’attività di sparring e essere giocatore di alto livello?
Sì, questo è il quarto anno al centro olimpico federale di Formia.
Gestire l’attività di sparring con l’alto livello per me è in realtà abbastanza semplice poiché i ragazzi del centro sono tutti giocatori di ottimo livello e mi alleno con loro; in alcuni periodi sono più sparring mentre in altri riesco ad allenarmi personalmente per prepararmi al campionato.
Con loro riesco a fare entrambe le cose.
Unire entrambi gli aspetti non è difficile anzi lo faccio volentieri e con amore visto che è la mia professione.

Sei a Formia dall’inaugurazione del Centro; come valuti il lavoro svolto e quali credi siano i maggiori pregi di Formia?
Credo che il lavoro che si sta svolgendo sia intenso e mirato a far crescere i ragazzi poiché puntiamo a farli diventare dei buoni giocatori a livello internazionale, con la speranza che qualcuno riesca a qualificarsi alle olimpiadi di Tokyo 2020.
Pregi di Formia: tutti. Chi ha avuto l’occasione di visitare il Centro avrà di sicuro notato che i ragazzi sono fortunatissimi e, a differenza di quanto ricordo dei Centri precedenti, hanno tutto a disposizione: palestra con 15 tavoli, tecnici a disposizione 24h, fisioterapia, piscina, sauna, ghiaccio… sono in paradiso.
Devono solo capire che hanno una grande opportunità di cui non tutti possono usufruire e farla fruttare al meglio.

Sei cresciuto come giocatore nei centri federali di Messina e Terni e sei tornato nel Centro di Formia da adulto, in momenti e ruoli completamente diversi: vedi punti in comune tra le due esperienze, cosa è cambiato in quasi 20 anni… Un piccolo confronto.
Sono cresciuto da piccolino prima al centro di Messina e poi a quello di Terni, ora da adulto torno a far parte di un Centro federale a distanza di circa 15 anni.
Le regole generali da rispettare sono le stesse, tuttavia oggi sono meno rigide anche a causa delle differenze dettate dal cambio di generazione, insomma per stare al passo coi tempi.
Prima non c’erano televisione, internet, wi-fi; le occasioni di uscita erano limitate e solo se supervisionati dai tecnici; ora i ragazzi possono fare “di tutto”. Far parte di un Centro come Formia è essere realizzati: sei in mezzo ad atleti olimpici, si respira aria di Sport di alto livello.

C’è qualcuno in particolare tra gli allenatori/tecnici che ti ha aiutato più di altri a crescere e migliorare come giocatore?
Colui che ha contribuito in grandissima parte alla mia crescita è Antonio Gigliotti, anche lui di Catanzaro. Ho lavorato con lui in Calabria e a Cagliari, ricordo che mi seguiva nei tornei quando giocavo, prima che smettessi per un periodo.
È la persona che mi ha fatto tornare nel giro della nazionale: dopo i sei anni in cui avevo abbandonato il tennistavolo: ho ricontattato Antonio che mi ha dato la possibilità di ritornare all’alto livello a Cagliari; poi il caso volle che lui stesso venne ad allenare a Cagliari. Infine ha proposto il mio nome per entrare nel Centro federale di Formia come sparring: Antonio mi ha fatto crescere come persona e come atleta.

Inizi la decima stagione di fila da seconda categoria, sei stato 19 d’Italia, 2 anni di serie A1 e 3 podi italiani 2° ctg: come si sente Luigi Rocca? Pensi di poter ancora crescere come giocatore o ritieni che il tuo meglio sia alle spalle?
Mi sento ancora bene ma non credo di poter migliorare ulteriormente il mio livello.
Voglio mantenere questo stato e difendermi, i giovani crescono ed è difficile seguire il loro passo.
Capita spesso di saltare qualche allenamento a causa del mio ruolo e questo mi limita nei miglioramenti. Cerco di mantenermi come un buon giocatore di serie A2 (che ho vinto due anni fa con Città di Castello).

Tanti anni di alto livello alle spalle e centinaia di partite importanti: quali accorgimenti metti in atto nei momenti di difficoltà?
Nei momenti di difficoltà a volte non riesco a gestire la mia emotività: la partita va via senza che me ne accorga, perché non sono lucido, sono nervoso, distratto, non riesco a reagire con particolari accorgimenti.
Se perdo il controllo difficilmente riesco a rientrare in partita.

Qual è il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?
Il più bello e il più importante è la vittoria del singolo seconda nel 2016 a Lucera, momento più bello della carriera (nel tabellone a eliminazione diretta vittorie su Perri, Daniele Sabatino, Delsante, Adeyemo, in semi su Giardina e finale su Matteo Mutti).
Indimenticabile, bellissimo, grande soddisfazione. Ricordo anche altri momenti, come il doppio Seconda vinto da giovane.

E la tua sconfitta più amara?
Non ricordo particolari sconfitte amare, forse ai Campionati italiani Seconda di Riva del Garda 2013: ero avanti 2-0 in semifinale per poi perdere con Ragni.
Dal minuto 17, gli Highlights della partita su YouTube.

Aspettative e obiettivi (personali e di squadra) per la prossima stagione?
Individualmente spero di mantenere il mio stato e garantire una buon rendimento A2; come squadra sicuramente la salvezza: sulla carta è molto dura ma cercheremo di dare il massimo per mantenere la categoria.

Torni in serie A2, campionato che conosci bene avendoci giocato per anni; breve commento al campionato che ci aspetta e quali sono le squadre più attrezzate?
È un campionato molto duro per noi: lottiamo per la salvezza. Le squadre sulla carta più attrezzate sono Carrara (ma non può salire in A1), Marcozzi e anche Prato.

Hai modo di vedere Tommy allenarsi tutti i giorni e di esserci compagno di squadra: come valuti la sua stagione passata a livello di risultati di miglioramenti e come pensi sarà quella futura?
Seguo Tommy praticamente tutti i giorni. Ha iniziato con il piede giusto si allena in maniera molto dura e si ferma anche un’ora a continuare dopo l’allenamento: lo vedo molto carico.
Quest’anno ha la motivazione dell’A2, categoria in cui è all’esordio. Si deve riscattare dalla scorsa stagione che non è stata molto brillante per lui: in campionato ha fatto il suo ma a livello giovanile ed europeo può fare di meglio.

Valerio Marzulli.

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