TENNIS, VIRGOLA, TAVOLO

Steve Dainton, CEO ITTF, racconta in un editoriale sul sito federale le decisioni che stanno maturando per il prossimo futuro del tennistavolo mondiale. La premessa parte da alcuni punti che Dainton ritiene ormai acquisiti, il primo dei quali riguarda le prospettive a breve termine: il ritorno alla “normalità”, date le attuali condizioni, non potrà in nessun caso avvenire prima del 2022. Sia per gli eventi internazionali, sia per le organizzazioni nazionali. Premessa, tra l’altro, che se fatta da una delle federazioni olimpiche lascia qualche dubbio sull’effettivo svolgimento del “recupero” di Tokyo 2020.

VERSO IL MODELLO ATP

Ma veniamo alla pianificazione delle principali azioni che ITTF intende portare avanti nei prossimi anni. La notizia in primo piano è di sicuro l’accelerazione che la Federazione sta dando alla creazione di una struttura che gestisca in toto gli eventi professionistici individuali: già dal 2021 si delineerà un modello tennis per le stagioni future: via i campionati mondiali individuali e al loro posto un circuito Grande Slam, che Dainton ribattezza Grand Smashes, gestito da un organismo indipendente, stile ATP, che realizzerebbe definitivamente il sistema World Table Tennis già messo in campo da un paio di anni. Alla Federazione, e quindi agli organi nazionali, il compito di organizzare e disputare i Campionati mondiali a Squadre e solo di riflesso il circuito professionistico individuale. Harimoto o Calderano saranno in futuro i Medvedev o i Berrettini del tennistavolo, con il loro team e magari i loro tifosi di bandiera, rappresentanti di loro stessi e del valore individuale acquisito. Probabilmente i mondiali a squadre tenderanno alla Coppa Davis: ipotizziamo anche, a quel punto, una perdita progressiva di interesse e di prestigio per la carriera dei giocatori. Per la competizione tra nazioni rimarrà, come lascia intravedere lo stesso Dainton, la manifestazione suprema per eccellenza: le Olimpiadi.

“I tre o quattro eventi principali che si terranno ogni anno sul palcoscenico internazionale raggiungeranno un pubblico più vasto e metteranno in mostra i nostri campioni molto meglio di un’unica manifestazione in calendario una volta ogni due anni. Da questi eventi verrà comunque fuori il Campione del Mondo”.

(Steve Dainton)

IL “TOUR”

Ricapitolando: tre o quattro tornei del Grande Slam (Grande Smash), l’epilogo ATP Finals (WTT Cup Finals), i Masters (Star Contender e Contender Series, più o meno gli equivalenti di un 500 e di un 250). Questo, nell’intenzione di ITTF, semplificherà la narrazione del tennistavolo mondiale e permetterà un approccio più snello e pragmatico verso pubblico e sponsor, anche grazie a un asset indipendente orientato principalmente alla commercializzazione degli eventi.

“Trarremo vantaggio da una piattaforma di eventi internazionali orientata al business e gestita da esperti del settore, con gli investimenti necessari a disposizione e concentrati esclusivamente sul valore dello sport e del sistema”.

(Steve Dainton)

Lo Star System

ITTF sceglie quindi di allinearsi definitivamente all’idea di sport visto come parte integrante del mondo dell’entertainment, mutuando dal suo “fratello maggiore” tennis le principali linee guida, che garantiscono ai singoli campioni la totale gestione della loro carriera, del rapporto con il loro pubblico e della loro immagine commerciale. Il risultato auspicato è il raggiungimento di uno Star System analogo a quanto avviene nel calcio, nel tennis, nel motociclismo o nell’automobilismo, a cui delegare gran parte dell’appeal e della narrazione epica. Alla fine, dello sport, quello che resta nella storia sono i campioni.
A noi non resta che sperare che il mondo del tennistavolo abbia la forza di sostenere un ambizioso programma che attualmente poche discipline sono riuscite a rendere realmente efficace.

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