Tanto tuonò che piovve

Sono ufficialmente online le classifiche al 1 ottobre, le prime con il nuovo sistema di calcolo dei punti.
Nemmeno il tempo di essere pubblicate che subito si è scatenato il finimondo sui social e sui forum del settore.

A differenza del mio precedente intervento di fine agosto (per chi non l’avesse letto è disponibile al LINK), non entrerò nei dettagli tecnici del sistema ma mi limiterò a qualche considerazione su questa prima emissione di classifiche.
C’è stata una novità rispetto alla prima versione della formula, a cui mi riferivo nell’articolo di fine agosto: la Federazione (forse anche in seguito alle varie critiche ricevute) ha cambiato il fattore K  innalzando a 270 punti il numero massimo di punti ottenibili grazie a una vittoria inattesa (inizialmente il valore era stato fissato a 160).
Questa modifica è stata a mio avviso positiva: come avevo spiegato al punto 4 del mio intervento, era uno dei difetti più gravi da correggere assolutamente.
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4. Domanda: il limite di 160 punti non è troppo basso rispetto al punteggio massimo di 15.000?
    Risposta: vero (ma risolvibile).

Facciamo chiarezza: fino a giugno una vittoria con un pari valore dava 160 punti (ed il 1° del rank ne aveva 15000 ad inizio stagione). Prima delle classifiche uniche nazionali (quindi 5/6 stagioni fa) una vittoria con un pari valore garantiva 80 punti ma il numero 1 del rank ne aveva 7500 ad inizio stagione. Il nuovo sistema è un ibrido dei due precedenti; una vittoria con un pari livello fornisce 80 punti ma il numero 1 ha 15000 punti. C’è  uno squilibrio; ricordo che esiste l’effetto contraltare che potrebbe venire in nostro soccorso ma forse non a sufficienza.
Il valore del numero 1 è troppo alto rispetto al calcolo di conteggio dei punti degli incontri.

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Il rovescio della medaglia di questa modifica è stato però quello di accentuare i notevoli balzi in avanti/indietro che sono presenti nella classifica al 1 ottobre.
Avevo scritto che con questo nuovo sistema la prima emissione sarebbe stata più veritiera: non è stato cosi poiché l’aumento dei punti vinti/persi, passato da 160 a 270, ha notevolmente favorito una maggiore dinamicità della classifica con effetti che si sono rivelati… disastrosi.
Cerea Giacomo, classe 1994, Tennistavolo Como.
Non me ne voglia il ragazzo, che non conosco di persona e al quale faccio i migliori auguri pongistici, ma non può che essere lui l’esempio da cui partire.
922 d’Italia al 1 luglio, 177 al 1 ottobre;  745 posizioni guadagnate in un solo mese.
41 partite disputate, migliore vittoria contro il 419 d’Italia.
Ha giocato tanto (41 partite in un mese sono tantissime, considerando che i più attivi disputano in un anno intorno alle 150-160 partite) e perso solo 5 partite.
Tutto ciò in un mese, settembre, che storicamente premia molto in termini di posizioni scalate.
C’è da aggiungere che uno degli obiettivi perseguiti dagli ideatori del metodo è quello di premiare la quantità (e quindi incentivare la partecipazione ai tornei).
Ma non esistono attenuanti, in nessuna classifica che si rispetti il ragazzo sarebbe ora 177 d’Italia.
Forse ci rimarrà per poco (immaginando che continui a giocare molte partite e perdendo con terza /quarta categoria la discesa sarà quasi rapida quanto la salita) ma il punto è che le sue prestazioni in campo in questo mese non giustificano la sua attuale posizione di classifica.
Anche solo limitandosi ai primi 200-300 della classifica, ci sono decine di casi di giocatori che non hanno disputato nessun incontro e hanno guadagnato qualche posizione in classifica (anche chi scrive, seppur nelle retrovie del ranking, ha guadagnato 14 posizioni senza essere sceso in campo).
Sono sicuro che ognuno avrà trovato situazioni analoghe guardando il proprio rank o quello dei propri compagni di squadra.

Queste classifiche non sono attendibili. 
Hanno cercato di cambiare per il meglio, ma credo sia giusto e non ci sia nulla di male nel riconoscere che non si sia riusciti a raggiungere gli scopi prefissati.
  • Non ero convinto allora e rimango ancora più perplesso oggi sulla formula adottata per il calcolo dei punti: con questo algoritmo ci sono scarsi margini di manovra per cercare di migliorare la situazione.
  • Le vittorie inattese pagano troppo poco, non si è premiati a sufficienza quando si vince con giocatori molto più forti.
  • Il fattore K è stato aumentato a 270 ma permangono ancora gli opinabili fattori peso delle varie tipologie di torneo che di fatto limitano di molto i punti vinti/persi.
Se il motivo per cui si mantengono questi pesi è quello di incentivare a fare attività nazionale, credo che questo obiettivo debba essere raggiunto tramite altre vie; non è molto coerente che due vittorie contro lo stesso avversario, ma in tornei diversi, paghino diversi punteggi.
Il ricalcolo è stato tolto per poter permettere a tutti di potersi verificare in modo certo e immediato i punti alla fine della partita; il sistema precedente era troppo cervellotico e credo sia stato giusto modificarlo.
Tuttavia l’emissione della classifica è una operazione più complessa di quanto si possa pensare, ci sono molti aspetti che devono essere tenuti in considerazione.
Ad esempio, lo scambio di punti tra giocatori introdotto porta ad avere variazioni notevoli di rank da un mese all’altro; la situazione precedente era troppo cristallizzata; la soluzione migliore potrebbe essere pensare ad un metodo che faciliti le scalate ma che eviti di avere da un mese all’altro sbalzi degni delle peggiori giornate a Wall Street.
Solo per fornire una idea di quello che intendo, si potrebbe pensare a dei correttivi.
Ad esempio qualcosa di questo tipo: indipendentemente dai punti guadagnati, non si può salire oltre il rank del migliore avversario che hai battuto (in questo modo Cerea sarebbe diventato 419).
Potrebbe sembrare una proposta ragionevole ma non lo è perché una regola deve essere sempre applicabile; se il 2 o il 3 d’Italia non sfidassero mai il numero 1, sarebbero destinati per sempre a rimanere tali anche se il numero 1 incappasse in diversi scivoloni.
In seconda battuta, si potrebbe pensare a una ulteriore sofisticazione: non si può salire oltre il rank del migliore che si batte più una certa percentuale di tolleranza (vinco col 419, posso diventare massimo 400)
Si potrebbe pensare a un sistema dove chi non gioca in un certo mese non possa in nessun modo migliorare la propria classifica; e cosi via…
La questione fondamentale è che nel pensare un metodo bisogna tenere in considerazione molti aspetti (incontri tra uomini e donne, varie tipologie di torneo, ecc..) e problemi complessi necessitano di soluzioni complesse.


Come uscire da questa situazione
Questo sistema non funziona e, a mio avviso, non può assolutamente essere utilizzato per questa stagione.
Forse le cose potrebbero migliorare col passare dei mesi ma rimane comunque un sistema iniquo con difetti strutturali.
Se fossi io a decidere, rimanderei l’introduzione di un nuovo sistema alla prossima stagione e proseguirei l’attuale annata con il sistema che era in vigore fino a giugno.
Non sono un esperto ma è ragionevole pensare che non ci siano i tempi tecnici e burocratici per ideare, testare e approvare un nuovo metodo di calcolo.
Quello di cui sono sicuro è che prima di proporre una terza via sarebbe consigliabile studiare a fondo tutte le caratteristiche che devono essere presenti nel nuovo metodo; cercare quindi un modo di calcolo che possa essere adeguato e last but not least fare delle simulazioni per verificare che quanto scritto sulla carta e codificato nella formula, funzioni bene anche nella realtà.
Nelle scienze matematiche ed economiche, soprattutto quando si parte da zero, considerare in un primo momento un modello non adeguato è la regola, non l’eccezione.
Ma riconoscere di aver sbagliato e cercare di migliorare un poco alla volta, tramite l’analisi e la continua verifica di quanto fatto è l’unica via che porta al successo.
E non vale solo nella matematica.

Buona stagione a tutti.
Per qualsiasi inesattezza, dubbio, perplessità o semplice curiosità potete scrivermi all’indirizzo mail
valerio.marzulli@gmail.com
Valerio Marzulli
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