Si va in scena

Bella ed emozionante l’atmosfera di sabato sera al PalaKP intorno ai più o meno cinquanta agguerritissimi contendenti, tra le varie categorie, che si apprestavano ad esordire nei campionati a squadre della stagione 2018/2019. Appassionati, amici, parenti e gli stessi giocatori delle serie minori, che finite le loro battaglie e con l’asciugamano ancora al collo, andavano uno dietro l’altro ad accrescere il festoso pubblico nella palestra n°2. Tutti rigorosamente muniti di manine clapper, tutti ansiosi di seguire l’evento atteso da mesi: la serie A.

Un’occasione, quella di avere in casa la serie A, che regala qualcosa un po’ a tutti. Agli appassionati “di zona”, per godersi più da vicino momenti di gioco che altrimenti vedrebbero solo sullo schermo; agli amici e parenti dei soci, che hanno modo di conoscere meglio questo sport; ai giovani virgulti della società, per imparare dai più bravi e sognare il loro futuro, immaginandosi anche loro un giorno i nuovi eroi del loro club.

In serie A ci sono molti più atleti stranieri rispetto alle serie minori. Il carattere internazionale di una competizione rende più affascinante lo spettacolo e più invitante l’analisi del gioco. Scuole diverse, stili e approcci differenti, si incrociano dando vita ad uno spettacolo virtuoso, degno di essere visto.

In questo primo incontro della stagione di seria A2 maschile, tra la KingPong, squadra di casa, e gli ospiti del Circolo Prato, c’erano ben tre atleti nigeriani schierati in campo. Per il Circolo Prato, l’intramontabile Fatai Adeyemo, da anni in cima alle classifiche italiane, e il forte Jamiu Azeez Olugbenga; per la home team, Tijani Yusuff Adewale, da anni preziosissimo collaboratore della società e da quest’anno anche giocatore di punta. A completare la formazione di casa, Luigi Rocca, pilastro della scorsa stagione e Tommaso Giovannetti, giovane promessa del tennistavolo italiano. Per il Circolo Prato, invece, Lorenzo Ragni, numero trenta delle classifiche nazionali.

Vedere da vicino un professionista è tutt’altra cosa che vederlo in TV. Si può sentire lo stridore battente delle scarpe sul pavimento nei rapidi passi che spingono il giocatore da una parte all’altra del campo; si percepisce la potenza fisica dell’atleta, sprigionata tutta in così poco spazio e in così poco tempo; la percezione della velocità e dell’effetto della pallina è reale e rende l’idea della precisione tecnica e della difficoltà di ogni colpo. Si vede il sudore del giocatore, si sente il respiro, si percepisce la sua fatica, e se ne intravedono le emozioni.

Forse sono state proprio le emozioni a tradire i tre della KingPong in campo sabato sera. Le emozioni possono giocare brutti scherzi e nel tennistavolo sono spesso determinanti. Un’amara sconfitta che però non ha scalfito l’entusiasmo del pubblico, che ha salutato le squadre a fine incontro con un lungo e caloroso applauso.

Lusiano Perez

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