Respice post te. Hominem te memento.

Si sono conclusi da poche ore i Campionati Italiani Giovanili 2018, edizione che rimarrà negli annali della KingPong.
MAI nella storia KingPong e della Castello era accaduto di tornare da Terni con 5 foto da incorniciare.


“Bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro”, diceva Tucidide.
Prima di parlare dell’attualità facciamo un passo indietro. Di una decina d’anni.

Molti di coloro che sono nell’ambiente del tennistavolo da qualche tempo ricorderanno (o forse sono i miei ricordi da bambino ad ingannarmi) la palestra del Peano col pavimento “tipo marmo”, pareti di un giallo ormai scolorito e luci fioche.
Nella mia mente la Castello di quei tempi era la società dei giocatori forti dove bisognava prendere appuntamento per giocare altrimenti si rischiava di rimanere a guardare.

Le prime avvisaglie di rottura con la tradizione si verificano nel 2009; Claudia Carassia e Alessandro Pizzi, talentuosi ragazzi di interesse nazionale diventano tesserati Castello, la quale nel corso degli anni mette loro a disposizione nella strutture del Peano e dello Stadio Olimpico qualificati allenatori come Ioan Corburean, “Olla” ed infine Rosario Troilo.
Iniziano ad arrivare i primi risultati.

Nei 3 anni in maglia Castello Claudia diventa parte della Nazionale Juniores con cui partecipa a due edizioni dei campionati Europei Giovanili (2011 a Kazan e 2012 a Schwechat).
Nel Campionati Italiani Giovanili del 2011 ottiene due bronzi (in coppia con la campana Galiano) nel doppio e nelle squadre Juniores.
Arrivata come 164° d’Italia, nel 2012 lascia Roma in direzione Genova come 25° d’Italia.
Per lei seguiranno varie stagioni in Serie A con le maglie di Genova, Appiano e Bagnolese e la soddisfazione di essere 2 volte Campionessa Italiana di Doppio misto 2° Categoria (2013 e 2018).

Alessandro Pizzi nei 5 anni con la Castello vince due ottimi bronzi nel singolo agli Italiani Giovanili (nel 2011 categoria Ragazzi e nel 2013 categoria Allievi) ed è alle soglie della seconda categoria (n°154) quando decide di trasferirsi a Torino alla corte del maestro cinese Zilong (per coloro con buona memoria, il suo primo tecnico ai tempi del “Circolo Roma”, ma questa è un’altra storia).

Nel 2013 avviene la svolta di Livorno; entra in società Francesco Caldarola e da un’idea sua e degli altri dirigenti si affianca alla Castello la neo-nata società KingPong, creata con lo scopo di avvicinare i giovani al nostro sport e di creare un florido settore giovanile.
La società cresce di anno in anno e sempre più giovani si qualificano agli Italiani Giovanili: dal 2013 al 2015 il capo allenatore è Lusiano Perez che segue i primi passi di Mascoli e Caldarola Jr; nel 2015 arriva da Latina Luciano Esposito coadiuvato dallo sparring Yusuff.

Negli Italiani Giovanili dello scorso anno si torna a medaglia dopo 4 anni grazie a Giulia Varveri e Chiara Angiolella che si aggiudicano il bronzo nelle Squadre Giovanissimi.
Oltre al podio, altre buone prestazioni: Giulia si ferma nei quarti nel singolo e nel doppio femminile (sempre insieme a Chiara), Giorgio Mascoli è tra i primi 16 allievi d’Italia e nel doppio con Giovannetti entra negli 8.
Anche la squadra Giovanissimi (Luca Li – Bianchi – Fogazza) si ferma ai quarti di finale.
Dopo due anni, dallo scorso settembre  ancora un cambio alla guida con il ritorno di Perez.
In questa seconda esperienza Lusiano può contare sulla collaborazione di Yusuff, Giacomo Levati e degli altri tecnici sempre presenti in palestra come Fabio Angiolella, Monia Franchi e RosarioTroilo, oltre alla supervisione del tecnico regionale Bruno Esposito.

L’aria in palestra è cambiata; il Peano non è più “luogo per pochi eletti” ma ai giocatori storici
si affianca il sempre più collaudato progetto giovani; oltre ai vari Mascoli, Caldarola e Rossetti
sono ormai parte del settore agonistico Bianchi Jr, Luca Li, le sorelle Varveri e da settembre
le “new-entries” al progetto King Pong Asia Bertolaccini e Giacomo Felici (senza dimenticare Tommaso Giovannetti, residente al centro Federale di Formia).

Dopo un anno di allenamenti, l’esame finale in unico appello si chiama Italiani Giovanili.
Risultato: 5 medaglie.

La squadra maschile Allievi (testa di Serie 1) vince meritatamente l’oro; secondo successo a squadre per Giovannetti, Felici e Amilcarelli dopo quello della categoria ragazzi del 2016 (quando erano tesserati per il Monterotondo)
Giulia Varveri (TDS 3), nonostante il tutore al braccio sinistro (causato dal recente infortunio al radio), arriva in semifinale senza aver perso un set e nella finale contro la Palmisano vince il primo set e perde in rimonta il secondo dopo aver condotto per 8-3 prima di cedere per 3-1.
Nel doppio Misto Giulia e Luca Li (TDS 4) arrivano ad un passo dalla finale perdendo ai vantaggi del quinto set.
Nella gara a squadre Giovanissimi (TDS 4) Luca, Gabriele e Francesco vincono agevolmente i primi due turni prima di uscire in semifinale contro la “corazzata” Verzuolo.
Tommy Giovannetti (TDS 3) accede senza patemi alla semifinale dove cede in 5 set alla sorpresa Bassi che nel turno precedente aveva superato la TDS 2 Simone Sofia.

Oltre ai cinque podi, anche altre ottime prove meritevoli di essere menzionate:
Luca Li esce nei quarti sia nel singolo Giovanissimi e sempre sia nel doppio insieme a Bianchi.
Asia Bertolaccini arriva a sorpresa nei quarti di finale del singolo Allieve e in coppia con Sara Varveri si fermano negli otto del doppio femminile.

Gli ottimi risultati di questi Italiani Giovanili ripagano degli sforzi compiuti tutti le componenti del mondo KingPong; giocatori, allenatori, dirigenti e accompagnatori.

C’era una particolare usanza tipica nell’antica Roma: quando un generale rientrava nella città dopo un trionfo bellico e sfilando nelle strade raccoglieva gli onori che gli venivano tributati dalla folla, correva il rischio di essere sopraffatto dalle manie di grandezza.
Per evitare che ciò accadesse qualcuno, alle sue spalle, gli pronunciava la frase:
«Respice post te. Hominem te memento»
(Guarda dietro a te. Ricordati che sei solo un uomo).

Finiti i doverosi festeggiamenti, meglio evitare facili entusiasmi e tornare ad un basso profilo ricordando che il percorso è solo all’inizio, consapevoli che ci sono ancora molti aspetti tecnici e non solo da migliorare in ognuno dei ragazzi e c’è ancora molta strada da fare.
Sperando di ottenere risultati ancora migliori.

L’augurio è che questa settimana possa essere il primo capitolo di un lungo romanzo.

Valerio Marzulli

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