Resoconto della sesta

« Tutto quello che abbiamo fatto, Kertész l’ha fatto prima. ».
Sono parole di Henry Cartier-Bresson, forse il fotografo più conosciuto dal grande pubblico e per molti il più grande di tutti i tempi. Ma allora, chi è Kertész? Un gigante della Fotografia e la maiscola è d’obbligo.
Nato a Budapest nel 1894, Kertész ha svolto la parte più matura della sua carriera a Parigi e negli Stati Uniti.
Iniziò a fotografare agli inizi del Novecento, quando si riteneva che la fotografia non fosse un’arte, ma solo una tecnica di fredda riproduzione del reale che non consentiva l’eleborazione individuale e artistica.
Kertész non era un un teorico, ma dimostrò con il suo lavoro che nell’atto del fotografare si compie una scelta e inquadrare significa selezionare una porzione di spazio e di tempo estrapolandola dal fluire del reale, mettendola, appunto, in-quadro.
All’età di 20 anni Kertész scattò la foto in alto, che ha quindi più di un secolo, ma conserva ancora una grandissima forza e modernità.
Certo, è una riproduzione fedele di ciò che era di fronte all’obiettivo del fotografo.
Un uomo incurvato dagli anni cammina su una strada di Budapest.
Il suo è un passo lento, lo capiamo dalla distanza del suo piede destro rispetto al sinistro.
Lo sguardo è rivolto in basso, l’ombra lunga ci indica che siamo al tramonto.
La figura sfiora il muro illuminato, confortante e familiare, di una parete cittadina.
Chissà quante volte l’uomo avrà percorso quel tratto di strada.
Ma appena superata la casa l’aspetta il buio, improvviso, profondo. Lui non lo può sapere.
Il fotografo invece lo sa perché vede ciò che l’anziano uomo dalla sua prospettiva non può ancora vedere.
Quel buio non è solo la fine del giorno, è la rappresentazione simbolica di un’esistenza che volge alla fine.
Una fine inaspettata, che ci può sorprendere all’improvviso, proprio come il buio oltre la parete calda e soleggiata.
Il racconto di un momento particolare si carica di valori universali, come avviene nell’arte.

Kertész dimostrò come qualsiasi aspetto del mondo, dal più banale al più importante, meriti di essere fotografato.
Fotografo il quotidiano della vita, quello che poteva sembrar banale prima di avergli donato nuova vita, grazie ad uno sguardo nuovo.
Amo scattare quel che merita di essere fotografato, il mondo quindi, anche nei suoi squarci di umile monotonia.
Sono nato chiuso, ma un chiuso aperto alla strada, ed ho cercato la felicità nel silenzio di un istante.
Batteva intanto il cuore al tempo di un click.
Ho cercato gli occhi innocenti, di cui ogni sguardo sembra il primo, le menzogne dietro la superbia ed i sorrisi fatui, fantasmi seduti al sole su delle vecchie sedie.
Senza trucchi ho cercato di vedere, ho cercato di capire”.
Questa foto è un non racconto.
Il nulla di un mare non identificato, in una stagione incerta, attraverso la ringhera ordinaria di un balcone anonimo.
La figura a sinistra è sfuocata dal vetro martellato che ci separa.
Eppure, se ci pensate, Kertész mette in atto la rappresentazione dell’atto stesso del fotografare: quando inquadriamo, il soggetto ci appare sfuocato nel vetro smerigliato e il fotografo deve mettere a fuoco.
E guardate, nella parte alta della foto, il punto in cui il filo separa vetro e cielo: senza quel filo ci sarebbe continuità tra il cielo e il vetro.
Ciò che è vicino sulla terra e ciò che è lontano in cielo sono della stessa materia.
E quella materia è la grana della pellicola fotografica…

Incrocio. Blois, 1930

Questa foto è riportata spesso nei corsi di lettura dell’immagine.
Da qualunque elemento iniziate a guardare, la disposizione degli elementi vi riporta sempre all’interno della foto, senza che lo sguardo se ne possa distaccare.

Distorsione n. 23. Parigi, 1933.
Questa appartiene alla serie delle Distorsioni.
Kertész affittò uno specchio deformante da un circo e nel suo studio a Parigi realizzò una serie di fotografie di due modelle, Hajinskaya Verackhatz e Nadia Kasine.
Il fotografo è di fronte ad una modella nuda dal corpo armonioso, un archetipo della bellezza.
La sua macchina fotografica non deve fare altro che riprodurre fedelmente il reale e fissare per sempre le splendide forme della giovane donna.
Ma sullo sfondo della parete c’è uno specchio da circo che restituisce l’immagine riflessa della modella, seguendo le stesse leggi dell’ottica che regolano la fotografia.
Ma ora il corpo della modella non è più il simbolo della bellezza, quanto piuttosto qualcosa di incomprensibile e perfino mostruoso…
Ma allora qual è la verità della realtà che abbiamo di fronte?
La fotografia restituisce entrambe: la bellezza e la deformazione. La pretesa che la fotografia sia solo una banale riproduzione del reale è così superata per sempre.
Tulipano maliconico, 1939.
Non ci dilunghiamo, ma riuscire ad attribuire un sentimento ad una natura morta…

Ed eccoci ai risultati della sesta giornata.
  B1 – GIRONE C  
Oriolo – Castello Di Cesare 5-0
Cinque vittorie attese Oriolo fissano il risultato della giornata.

  B2 – GIRONE F  
Marcozzi Cagliari – KingPong Mitici 5-3
Ancora una volta i Mitici non possono schierare la formazione al completo, stavolta si tratta di Ferranti.
Con l’handicap dei punti persi in partenza da Andrea Pizzzi, che con dedizione sacrifica il proprio weekend per garantire il numero legale, per King Pong si potrebbe parlare di un pareggio 3-3 sul campo.
Infatti Del Bravo supera Poma e Sarigu, Costanzi ha la meglio su Sarigu.
Per i sardi Ferrero e Poma su Costanzi, Poma su Del Bravo.
A determinare il referto, come detto, le due inevitabili (a questi livelli) sconfitte di Pizzi.

Quinto passo falso consecutivo per I Mitici e, da quanto abbiamo potuto intuire da alcuni commenti a caldo, non sembra proprio che abbia favorito il buonumore…

  C1 – GIRONE N 
Muravera – Castello Comitec 5-2
Ci si poteva attendere di meglio dalla trasferta sarda. Di Caldarini su Bordingoni e Piras i due punti Castello, entrambi al quinto set, con la situazione sul 2-2. Poi le tre vittorie consecutive Muravera, che porta in tavola un indigesto porceddu sardo.

  C1 – GIRONE N 
Zeus – King Pong Di Cesare 5-0
Vittoria netta come da pronostico, con due punti di Fatello, due di Bianchi, uno di Chessa e nessun set perso. Nel frattempo con la vittoria di Alghero su Norbello, KingPong si riprende la testa della classifica a 10 punti, in coabitazione con Roma 12

  C2 – GIRONE A  
Dynamo Verde – Castello Parker 5-1
In apertura la promettente vittoria netta di Marcolini su Antonelli.
Poi è la volta di Marzulli a fare 11 punti con Messina. Forse un po’ troppo diluiti.
La Dynamo opera il sorpasso con De Ficchy su Incelli e non rientra più nella corsia di destra: un triplice 3-1 per Messina, Cutruzzulà e De Ficchy su Marcolini, Incelli e Placidi, nell’ordine.
Playoff quasi certamente sfumati, la salvezza non dovrebbe essere in discussione.
Bisognerà dare un senso alla stagione, a partire dalla prossima giornata.


  C2 – GIRONE B  
Vigor Velletri – KingPong 4-2
Si sapeva che era difficile, e così è stato.
In apertura Elia Sabatini supera Bonavita 3-1.

Poi sorpasso Velletri ad opera di Dicomani su Coppola e Fantozzi su Di Laurenzio.
Pareggio 2-2 King Pong grazie a Coppola su Bonavita.
Siamo alle due ultime partite, ciascuna per un punto in classifica.
Sabatini cede in tre set a Fantozzi, solo l’ultimo combattuto.
Anche l’altro punto va al Velletri: con il 3-1 di Dicomani su Walter Regis.

   D1 – GIRONE B   
KingPong Technip – TT Latina 4-2
Christian Zanotti vince le sue, su Rossetti e Mascoli.
Pineschi perde le sue, con Mascoli e Caldarola.
L’esito dell’incontro dipende dagli incroci con Alex Zanotti.
I bivi con Caldarola e Rossetti portano sulla Pontina, anche se per Caldarola la sconfitta è al quinto set.

  D2 – GIRONE C  
KingPong – TT Latina 5-1
Convincente vittoria di Ercolani & Co., che allungano la striscia positiva della squadra, con tre vittorie e un pareggio nelle ultime quattro giornate. Due vittorie di Ercolani e Vezza e una di Violetta.
Di Guidi su Violetta il punto Latina della giornata.

  D2 – GIRONE D  
Castello Argento – Dragoni Blu 2-4
I Dragoni confermano sul campo i favori del pronostico, ma Castello non è andata lontana dal pareggio, grazie al punto di Coltellacci su Vitale e a quello di Lai su Ricci: un 3-1 giunto però nell’ultima partita e a risultato acquisito, quando la squadra di Dragoncello era avanti 4-1.
Come prevedibile Conciatori ha fatto la differenza, con le vittorie su Pacifici e Franchi.

  D3 – GIRONE D  
KingPong Atac – turno di riposo
Un pareggio e una sconfitta nelle prime due giornate per KingPong Atac.
Il turno di riposo consentirà tre settimane di allenamenti senza la tensione della partita: l’occasione giusta per presentarsi pronti per la sfida del 12 dicembre in casa del CRAL.

  D3 – GIRONE E  
KingPong Teen – Eureka 5-1
Terza vittoria convincente della D3, con due vittorie di Esposito, due di Giovanni Cefalo e una di Raffaella Riondino, subentrata nell’ultima partita a vittoria acquisita.
Andrea Di Ianni si impone al quinto set su Nicolò Cefalo, ed è la prima partita persa dalla squadra sulle 18 disputate nelle tre giornate.
La KingPong è in testa alla classifica con tre vittorie. Nella prossima giornata l’aspetta il turno di riposo e vedremo se sarà raggiunta al comando dalla Bankitalia Romolo, se sarà in grado di superare Isola Tre.

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLO
Appena disponibile il referto, vi riporteremo anche il risultato della TT Lazio, squadra della D3 girone F che disputa le partite casalinghe nella palestra del Peano.

  D3 – GIRONE F  
TT Lazio – Eureka Vigna Murata 4-2
Due punti di Capuzzo, su Palamone e Vincenzi; uno di Michele Gallo su Cavallaro e uno di Luca Gallo su Vincenzi confezionano la terza vittoria per TT Lazio,  che vale la testa solitaria della classifica.

New York, Central Park Boat Basin, 1944
Condividi: