Progetto Tecnico Federale 2014/2015

 Di Bruno Di Folco

Quest’anno il Progetto Tecnico è stato approvato dopo 3 riunioni specifiche a Roma. Una riunione informale fatta appositamente il 10 maggio e due Consigli Federali svolti il 17 maggio e il 21 giugno.

Se non ci fossero stati problemi evidenti e diversità di vedute, si sarebbe approvato il Progetto senza alcun problema dopo la prima riunione.


Curioso notare come tra la prima riunione informale ed il primo Consiglio Federale dovesse passare 1 settimana, evidentemente il contenimento dei costi per questo genere di riunioni non è una priorità. Convocarlo il giorno prima della riunione formale avrebbe fatto risparmiare qualche migliaia di euro alla Federazione credo.

Lo scopo della riunione informale era quello di cercare di “smussare” gli angoli di certi consiglieri federali che potevano avere da ridire su certe scelte.

Ovvio che uno dei consiglieri in questione fossi io.

Mi aspettavo che nella riunione informale la segreteria federale ci presentasse un’analitica situazione dello scorso Progetto tecnico federale per valutare cosa era stato fatto, come era stato fatto e quanto si era speso per farlo.

Niente di tutto questo.

Neanche una cifra su quanto era stato speso e una situazione discorsiva su quanto era successo nelle 4 palestre federali.

Si era già proiettati sul futuro Progetto nonostante appunto ci fosse molto da discutere su quello appena passato.

Era palese a molti di noi che, rispetto a quanto approvato nel Progetto 2013/14, nel suo piano di attuazione, qualcosa non era andato come doveva andare.
Eppure alla mia richiesta di vedere i conti divisi per ogni singola palestra di interesse federale, la Segreteria non aveva nessun dato a disposizione.

Imbarazzante.

Sette ore di discussione in una riunione informale senza essere al corrente delle spese fatte e senza avere in mano uno straccio di Progetto.

Una riunione che sembrava fatta più che altro per tastare il polso a quei consiglieri, come il sottoscritto, che avevano più volte manifestato il desiderio di scelte tecniche e politiche collegiali anziché esclusivamente del presidente.

Nel Consiglio Federale del 17 maggio a differenza della riunione informale del 10 maggio mancavano ben 4 consiglieri; strano, ora che bisognava votare o meno il Progetto, qualcuno aveva improvvisi e inderogabili impegni.

Addirittura nel pomeriggio, quando appunto bisognava approvare o meno il Progetto, un consigliere è dovuto persino andar via, facendoci rimanere nel minimo numero indispensabile per poter deliberare.

Il Progetto proposto era di fare 3 centri federali a Torino, Castel Goffredo e Terni e di supportare ognuno con sparring partner federali (2 a Castel, 1 a Torino e 1 a Terni) e di monitorare costantemente il lavoro fatto durante la settimana dai tecnici federali.

Senza scendere nei particolari degli atleti che avrebbero dovuto partecipare settimanalmente agli allenamenti nei 3 centri non c’erano atleti del sud Italia tra i primi posti delle classifiche del loro settore e il centro di Terni doveva essere strutturato in maniera molto diversa rispetto ai 2 centri del nord Italia.

In pratica si pretendeva da giovani atleti dell’Abruzzo, della Campania, del Lazio e della Puglia oltre ovviamente agli atleti dell’Umbria, una presenza settimanale per 2 giorni (ipoteticamente lunedì e martedì) con spostamenti anche di 500/600 kilometri tra andata e ritorno.

Allucinante non solo proporlo ma anche pensarlo.

Forse era solo una proposta per far fallire il centro di Terni, visto che a mio avviso avrebbe incontrato le normali “resistenze” di società e genitori degli atleti stessi, e così poter continuare il Progetto con i soli 2 centri del nord, in fondo, come si era fatto l’anno precedente in maniera ufficiosa.

A mio avviso uno schifo.

Dopo 8 ore di Consiglio e con soli 5 consiglieri presenti oltre al presidente, dopo che i toni con il direttore tecnico si erano alzati oltre la soglia della normale dialettica, il Progetto così come presentato, non passa (… senza peraltro votare) e viene dato mandato di riformularlo quanto prima.

Pertanto scatta per qualcuno l’operazione che definirei “Allarme Rosso” e la data, già stabilita, del 21 giugno, diventa così qualcosa di più che importante.

Tra il 17 maggio e il 21 giugno grazie anche ai Campionati Italiani di Terni (…in seguito racconterò come si giunse all’assegnazione di Terni per questi Campionati Italiani da parte del Consiglio Federale) c’è la possibilità, per il presidente, di far quadrare i conti dei consiglieri assenti e di quelli presenti ma clamorosamente contrari al Progetto.

Ora posso solo dire che molti sono stati convinti della bontà del nuovo Progetto ma presto potrò dire anche come qualcuno di loro è stato convinto.

Ma adesso andiamo al Consiglio Federale del 21 giugno.

La proposta è certamente meno assurda e sostanzialmente potrebbe anche avere un senso approvarla ma, visto come era andato il precedente anno e visto che il presidente continua imperterrito nella sua opera di tesserare per la società di Castel Goffredo altri giovani promesse del resto d’Italia pongistica (Colantoni, Bracco, Bressan e ora anche altri) mi sembra personalmente sia arrivato il momento anche  per questo motivo di prenderne le distanze.

Torniamo però al Progetto 2014/2015.

I due Centri di Torino e Castel Goffredo hanno 3 sparring partner e mezzo oltre la presenza dei tecnici federali durante la settimana mentre per il Centro di Terni la fumosità del Progetto aumenta ancora qualora fosse possibile.

Viene inserita una cifra a bilancio preventivo di 18 mila Euro per Terni ma si dice che la cifra potrebbe essere stornata per gli altri 2 centri qualora non partisse (!!).
Alla mia richiesta di conoscere la periodicità degli interventi tecnici, visto che per gli altri 2 centri è settimanale, mi si risponde che ancora non è ben definita (!!).

Insomma, forse mi sbaglierò e sarò lieto di farlo, ma il centro di Terni c’è solo per “tacitare” il centro sud e per non permettere più a nessuno in Consiglio Federale di ricordare che la Federazione Padana Tennistavolo ancora non esiste.

Nel Progetto ci sono anche altre cose, come i contributi per gli sparring societari, le borse di studio per gli atleti che scelgono il tennistavolo come loro priorità, e e stages per gli atleti del Progetto Giovani seguiti dagli allenatori di Matteo Quarantelli.

Ci sono anche degli innovativi progetti speciali per 3 regioni (Campania, Calabria e Puglia) a cui si destinano 5 mila Euro ognuna, con l’obbligo però per queste regioni di impegnarne altrettanti con i propri fondi regionali per fare progetti integrativi in un certo senso a quello nazionale.

Progetti innovativi questi, ma senza linee guida, che danno così un senso di provvisorietà e di unicità al contributo erogato da parte del nazionale. Speriamo che queste esigue (rispetto all’ammontare del Progetto) risorse economiche vengano usate al meglio perché anche queste sono regioni che hanno potenzialità enormi al loro interno.

Viene modificato o meglio, cancellato, il Progetto Sicilia che inizialmente prevedeva l’erogazione di un contributo anziché per le società sportive che hanno atleti di interesse nazionale per lo stesso Comitato Regionale Sicilia.
Anche qui a mio avviso dovrebbe esserci una stretta collaborazione, come del resto in altre regioni, tra le società destinatarie dei contributi e il Comitato Regionale delegando addirittura il controllo della progressione tecnica degli atleti  e dando così maggior importanza al tecnico regionale.
Comunque in Sicilia si è deciso di comportarsi come nel resto dell’Italia dando il contributo alle società e non al comitato.

Io e Raffaele Curcio non abbiamo approvato il Progetto a differenza di tutti gli altri consiglieri. Io ho approvato solo i contributi dei Progetti Speciali per le 3 regioni.

Del resto, approvare un Progetto Tecnico sapendo che quello dello scorso anno agonistico è stato stravolto dopo la sua approvazione senza neanche una comunicazione in Consiglio Federale, sarebbe stato assurdo a mio avviso.

Adesso ho letto sul sito federale che il presidente nelle prossime settimane andrà nei Comitati Regionali per spiegare quanto approvato, certamente lui saprà essere più esaustivo di queste poche righe ed esorto i consiglieri e presidenti regionali a porre domande affinché lo sia sempre di più.

Il Progetto Tecnico a volte appassiona molto meno di discussioni sulle classifiche, sui tornei e sui campionati a squadre, ma una grande parte del bilancio federale (direi 800 mila Euro) gravita intorno al Progetto Tecnico e la “politica” di una Federazione è la diretta conseguenza dello stesso Progetto.

Sminuirne l’importanza significa non conoscere bene la propria Federazione.

Roma 4 luglio 2014                   

Bruno Di Folco    

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