Passeggiata inattesa

Risultato inaspettato quello di sabato 6 ottobre a Nulvi nella seconda di andata del campionato di B2 girone G tra il Santa Tecla Nulvi e KingPong Technip.
Inatteso non tanto nel risultato finale, cioè la vittoria per KingPong – anche se, per fortuna, di scontato non c’è mai nulla – quanto piuttosto nel parziale: cinque a zero in due ore e cinque minuti non se lo immaginava proprio nessuno.
Non ce l’aspettavamo perché partivamo con un esordiente in questa categoria, Edoardo Caldarola, e perché non avremmo potuto contare sul nostro numero uno Giacomo Levati. In più, già dalla prima giornata, aleggiava nell’aria l’ipotesi che il Santa Tecla Nulvi fosse sul punto di inserire nel proprio organico un giocatore di punta che li guidasse per lo meno in zona salvezza.
Di fronte a questa eventualità eravamo pronti con delle formazioni ad hoc a seconda che si fosse realizzata o meno l’ipotesi del nuovo top player del Nulvi. Se così fosse stato e se si fosse trattato di un giocatore da tre punti matematici, la situazione si sarebbe complicata davvero tanto per KingPong Technip, visto che sarebbe stato comunque affiancato da due giocatori ostici e di lunga esperienza: il nigeriano Oladimeji Basiru Taiwo, ai più dell’ambiente conosciuto col nome di Giacomo, e il sardo Giancarlo Carta.
In realtà, invece, il Santa Tecla Nulvi è sceso in campo con lo stesso schieramento della prima partita, quella di sabato 29 settembre contro La Castello – Carta, Oladimeji e Francesco Ara – aprendo uno scenario decisamente più vantaggioso per KingPong.
A questo punto diventava importante rivedere la strategia nella compilazione della formazione. Nei nostri piani c’era inizialmente l’idea di disporre la squadra in modo che l’esordiente Caldarola giocasse il suo primo incontro contro il numero tre avversario, Francesco Ara, di modo che, se l’emozione avesse giocato qualche brutto scherzo, si sarebbe comunque trovato di fronte un avversario meno competitivo degli altri due. A questo scopo era indispensabile estrarre dal sorteggio lo schieramento delle XYZ. Così facendo, Caldarola, schierato come X, cioè come numero due della squadra, anche se sulla carta corrisponderebbe al numero tre, avrebbe avuto più probabilità di incontrare Ara – nello schieramento delle ABC la lettera A corrisponde al numero tre della squadra, quello che poi giocherà l’ultima partita sull’eventuale quattro pari – e quindi con più probabilità di partire con una vittoria. In questo modo, tra l’altro, l’albionico Valerio Bucci, numero due in teoria ma, vista la disposizione, numero tre di fatto, avrebbe teoricamente incontrato la loro punta Oladimeji, contro il quale, anche se leggermente inferiore sulla carta, eravamo tutti fiduciosi che avrebbe portato a casa il punto. La terza sarebbe toccata a me (Lusiano Perez) contro Giancarlo Carta, che stando ai precedenti scontri diretti, avrebbe dovuto portare un altro punto dalla nostra parte.
Insomma, nei nostri piani c’era l’idea di partire con un buon vantaggio – tre a zero o per lo meno due a uno – permettendo a tutti, ma specialmente a Caldarola, di affrontare questo primo incontro in un clima più sereno e con un atteggiamento più fiducioso.
In realtà però, la nostra strategia è stata subito smontata dal cambio di rotta del Nulvi, che sotto la guida dell’esperto tecnico croato Davor Kvesic, hanno ben pensato di invertire anche loro il numero due con il numero tre, schierando Carta al posto di Ara, nella speranza di agguantare un vantaggio nei primi tre incontri.
La situazione, in questo modo, diventava interessante, perché avremmo avuto come prima partita Carta contro Caldarola, e il risultato finale non sarebbe stato per nulla prevedibile. Carta è un giocatore esperto, che da anni bazzica in questa categoria. Un attaccante puro, sicuramente rapido, se non fosse per i problemi alla schiena che da un po’ di tempo lo limitano nel gioco, abile nel passogiro e che tende a coprire tutto il campo con il dritto. Anche discreto nei servizi, particolarmente in quello di rovescio e in quello lungo a scorrere di dritto, contro i quali è abbastanza complicato, in ricezione, impedirgli di prendere l’iniziativa.

Caldarola però parte in quarta, tenendo a freno, complice anche una certa fallosità dell’avversario, l’aggressività tipica di Carta. Un Caldarola quindi lucido e calcolatore, che controllando il rivale sferra al momento giusto e nel posto giusto gli attacchi decisivi che lo portano ad aggiudicarsi di misura sia il primo che il secondo set.

Il terzo set è però sempre molto complicato, si sa. Avviene un rilassamento, oserei dire fisiologico, da parte di entrambi i giocatori: chi sta guidando il match tende ad approcciare in maniera più appagata la partita, più confidente nell’errore altrui che determinato a costruire da sé i propri punti; chi invece è sotto tende ad avere un gioco più fluido, osando colpi e strategie di gioco che probabilmente, in altri contesti della partita, non si azzarderebbe a sperimentare. Chi guida il match, in questi casi, dovrebbe conoscere queste dinamiche e approcciare il terzo set consapevole della difficoltà verso cui va incontro.
Così purtroppo non è stato e il terzo set è andato a Carta, a questo punto meno falloso, più fantasioso e imprevedibile nella scelta delle traiettorie. Sono situazioni molto rischiose per chi guida la partita. Ritrovare la giusta propositività, a questo punto, diventa estremamente complicato. L’avversario prende coraggio e torna a credere di potercela fare. Ci si sente quindi molto più sotto pressione e si tende ad avere una cattiva respirazione, poca lucidità e i movimenti molto più meccanici. Si inizia ad avere fretta di chiudere il punto, con la conseguenza di valutare male la pallina e l’avversario, incorrendo spesso in errori grossolani.
È proprio questo quello che è successo.

Da due a zero per Caldarola, in un batter d’occhio la partita era di nuovo aperta – due pari- contro un avversario ormai di nuovo carico e fiducioso. Iniziare bene il quinto set, in questi casi, richiede un profondo lavoro mentale di recupero delle proprie forze, una sorta di reset di tutto quanto è successo, e la capacità di ripartire come se la partita stesse appena iniziando. Così fortunatamente è stato per Caldarola. Un quinto set molto combattuto, contro un Carta non più falloso come a inizio partita ma con un Caldarola di nuovo lucido e calcolatore. Un set tutto sul filo del rasoio in cui, probabilmente grazie ad una maggiore resistenza fisica, Caldarola arriva per primo al traguardo aggiudicandosi il match per undici a nove. Uno a zero per Roma, quindi, e Valerio Bucci in campo contro Oladimeji.

Basiru Taiwo, da buon nigeriano, è un giocatore allround dall’ottimo controllo e dall’incredibile capacità di mascherare gli effetti: taglio-non taglio di rovescio, top spin di dritto carichissimi di effetto o completamente scarichi, smash improvvisi di dritto.
Valerio però riesce a dominare grazie al suo buon controllo e una ricca varietà di servizi a sua disposizione. Tre a zero senza troppi problemi. Con un pizzico in più di continuità ci sarebbe stato ancora più margine.

La terza partita è stata la mia contro Ara. La risposta al servizio è stato l’aspetto più critico della sua partita. Troppi punti persi e un match in cui il gioco sostanzialmente non si è mai aperto. Sicuramente più incisivo Ara nel secondo set, grazie probabilmente a qualche rischio in più che ha preso e a qualche errore di troppo da parte mia, la partita è finita tre a zero segnando anche il tre a zero per KingPong.

Il punto di Caldarola su Carta e quello di Bucci su Oladimeji permettono che l’incontro prenda una piega decisamente a nostro favore. A questo punto bastano i due punti sul loro anello più debole per portare a casa la vittoria.
Si respira un’aria più rilassata, non c’è dubbio.
Caldarola però non si sente certo appagato ed entra in campo contro Oladimeji con la massima determinazione.

Contro un giocatore come Giacomo, specialmente per uno come Edoardo, sicuramente ciò che conta non è mostrare chi ha più muscoli. È una partita che va giocata a testa alta. Pensare di sfondare il muro con le corna è assolutamente una follia.

La differenza fondamentale tra un giocatore maturo e un giocatore ancora acerbo sta proprio nella consapevolezza che si è in due in campo. C’è l’avversario con le sue qualità e i suoi difetti, e quando si riesce subito ad analizzare la partita e l’avversario che si ha di fronte, ci si rende conto che molto spesso possono bastare due o tre piccole accortezze, poche cose semplici ma che portate avanti con estrema attenzione fino alla fine della partita ci accompagnano lentamente ma inesorabilmente verso la vittoria.

Ripetersi devo vincere, posso vincere, sono incitazioni che nella pratica spesso portano a ben poco. Appartengono forse più a dinamiche che hanno a che fare con i cento metri o con il sollevamento pesi, dove probabilmente il condizionamento mentale incide molto di meno rispetto al tennistavolo. Qui da noi è necessario operare tempestivamente un’analisi lucida di tutto ciò che bolle in pentola e scartare immediatamente ogni aspetto superfluo, per riporre tutta l’attenzione su ciò che effettivamente è essenziale. Occorre poi trovare in se stessi l’energia fisica e mentale per portare avanti, punto dopo punto, la linea strategica che si crede sia giusta, sempre attenti a ogni possibile adattamento dell’ avversario.

Caldarola, solitamente incline a giocare da solo e a testa bassa, questa volta ha mostrato un pizzico di maturità in più. Tre a due per lui, undici a nove l’ultimo set. Un punto importante per la squadra e per l’atleta.

L’ultima, sul quattro a zero KingPong, e stata tra me e Giancarlo Carta. Con i padroni di casa ormai frustrati psicologicamente da una serie di sconfitte brucianti, la partita è scivolata via senza troppe preoccupazioni.

Cinque a zero per KingPong, che si assesta tra le prime del girone in attesa di un incontro veramente duro, il derby contro Castello, e una situazione davvero complessa per il Santa Tecla Nulvi se desidera realmente puntare alla salvezza.

La correttezza in campo e l’accoglienza di tutta la società sono state da manuale. Terzo tempo a base di pancetta e salsicce locali per concludere in bellezza un emozionante pomeriggio di sport.

Lusiano Perez.

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