Ostico, Blu Dunlop e carta vetrata

Se all’inizio della mia “carriera” pongistica, mi avessero detto che nel 2018 sarei sceso ancora in campo, già avrei avuto delle perplessità, ma se avessero aggiunto che avrei giocato con una racchetta rivestita di carta vetrata, li avrei mandati a farsi un giro.

Per i diversamente giovani, le racchette blu Dunlop sono molto simili a quelle che si trovavano nelle confezioni “Arco Falc”, uno strato sottilissimo di rivestimento su un telaio di legno.
Le blu Dunlop hanno come rivestimento della carta vetrata, tanto che non si possono usare le nuove palline (meno male) che si romperebbero ad ogni scambio.
Ho avuto modo di scrivere di questa “specialità” qualche tempo fa, quando fui chiamato a commentare su Sky le finali del mondiale di Londra.
Questa volta però, anche per le insistenze degli amici del tennistavolo, ho partecipato come giocatore.
Molti di questi amici sostengono che il mio gioco, e specialmente la mia racchetta (2 puntini corti), siano molto simili alle caratteristiche principali del blu Dunlop.
Lo scorso anno non avevo potuto prendere parte alle qualificazioni per altri impegni, ma quest’anno è stata la volta buona.
Ho coinvolto mio figlio e mio fratello, il primo ex giocatore di tennistavolo il secondo neanche quello, e siamo partiti alla volta di Bologna con tanta voglia di divertirsi, ed io, con qualche piccolissima, remota speranza di fare il colpaccio.
Quando la mattina sono entrato in palestra, nonostante i mie 45 anni di tennistavolo, non nascondo che ho provato l’emozione del principiante, era la mia prima partecipazione ad una gara di “ping pong”.
Anche se mi ero allenato nei giorni precedenti, ero conscio di dover apprendere soprattutto la condotta di gara degli altri, che colpi usassero prevalentemente, come sfruttavano il double point.
E sì, perché una volta per ogni partita, 2 su 3 a 15, si può, al proprio turno di servizio giocarsi questo jolly, dichiarandolo prima dello scambio. Se si fa il punto vale doppio, altrimenti se ne perde uno solo.
Ai mondiali questo momento di gioco è spettacolare, il giocatore che intende sfruttare questa possibilità, si avvicina al tavolo della giuria, prende in mano una pallina di colore diverso da quello dello scambio precedente, e spinge un pulsante, spegnendo automaticamente le luci intorno e accendendone delle altre “sparate” sul tavolo.
Per ritornare ai nostri praticanti nazionali,  prevale ancora il gioco di difesa, e quindi, è inevitabile che arrivino in fondo quelli più dotati fisicamente, ed è quindi altrettanto pronosticabile che Ragni sia sempre il favorito.
Alcune assenze eccellenti per altri impegni ma 5 giocatori nei primi 100 del tennistavolo, hanno dato un discreto lustro a queste qualificazioni.
Su tutti Ragni che, ancora una volta si qualificherà per i mondiali, insieme all’irriducibile Adejemo Fatai.
Si può dire che la qualificazione passa attualmente per questi 2 nomi, il primo grazie alla sua straordinaria preparazione fisica, il secondo soprattutto per la sua grande esperienza.
Tutti e due hanno una cosa in comune, il sapersi adattare all’avversario e modulare il loro gioco di volta in volta.
Il mio torneo, che è andato anche bene, con un quinto posto più che dignitoso, si è fermato proprio al cospetto di questi due giocatori, gli unici con cui ho perso.
Ho dei margini di miglioramento più ampi dei loro, che giocano solo in difesa, ma, purtroppo ho anche dei margini di invecchiamento, più ampi, per cui sarà sempre più difficile, se non mi sbrigo, qualificarmi ai mondiali.
Penso poi che si avvicineranno moltissimi altri giocatori, e la prima verifica l’avremo i primi di luglio, quando si svolgeranno i campionati italiani.
Ne parlavo durante la manifestazione con l’organizzatore, Mariano Greco, per gli amici, Zorro, che si sta prodigando per lo sviluppo del ping pong blu Dunlop.
Le sue previsioni per quell’evento sono molto positive, tanto da chiedermi di cercare disponibilità su Roma.
Quindi farò del tutto per dargli una mano, perché credo molto in questa specialità, che, anche se utilizza attrezzatura del passato, ha portato una ventata di freschezza nel tennistavolo.
A questo punto, non solo buon tennistavolo a tutti, ma anche buon ping pong!

L’ostico.

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