Nigerian Archives

Elemento cruciale della pratica sportiva è la motivazione, intesa come spinta ad agire per il raggiungimento di uno scopo: può essere intrinseca (autonoma, quando deriva da stimoli interni come il piacere, il divertimento, il desiderio di mettersi in gioco) o estrinseca (quando si è spinti da incentivi esterni, premi, remunerazioni, desiderio di ricevere elogi e gratificazione da altri).
Nel primo caso avremo un atleta finalizzato all’apprendimento di nuove abilità e al perfezionamento di quelle già acquisite con lo scopo di migliorare la sua performance, nel secondo un orientamento al risultato, con la conseguente scelta di avversari agonisticamente inferiori, di obiettivi più semplici e di risultati immediatamente tangibili.

In Nigeria, settimo paese al mondo per numero di abitanti, è ampiamente diffusa, tra adulti come tra ragazzi, la pratica di giocare partite scommettendo denaro. Si raccontano aneddoti di soldi destinati all’acquisto delle scarpe per la scuola o conservati per il funerale del padre, persi su un tavolo da pingpong, che qui può sostituire facilmente quello da poker.

Le scommesse, messe in atto tanto dai giocatori quanto dagli spettatori, puntano su qualsiasi evento e su qualsiasi condizione di partenza, tenendo conto del livello di gioco degli opponenti: due contro uno, uno seduto e l’altro in piedi, punti di vantaggio, un giocatore che usa solo il rovescio, numero di retine o spigoli presi durante una partita o un set, insomma chi più ne ha più ne metta. Potete immaginare quanto, con le Naira (valuta locale) di mezzo, gli animi si accendano facilmente per un punto contestato, motivo per cui l’anziano del gruppo è deputato a redimere le dispute più accanite.
I soldi si mettono sul pavimento prima di giocare, e spesso, quando la posta in palio assume un valore consistente, si usa restituire la metà della vincita. Più di una volta mi è capitato che ragazzi di 11/12 anni, avendo perso i soldi del bus affidati loro dai genitori per tornare a casa, mi chiedessero i pochi spicci per acquistare il biglietto e per non doversene tornare a piedi… e di corsa.
Si può quindi affermare che, stante la premessa sulla motivazione, la scommessa rappresenta il paradigma per eccellenza che caratterizza lo stile di gioco degli atleti africani: è evidente quanto il secondo tipo di stimolo è quello che più influenza il loro stile: con una simile posta in gioco non proverò mai un nuovo servizio, un flip di rovescio o un colpo che aumenta i rischi di sbagliare e perdere così i miei soldi. Da qui il tipico gioco un po’ di rimessa, sempre attento a mettere la palla in campo, che ha caratterizzato per molto tempo e nella maggior parte dei casi il giocatore-tipo nigeriano.
Questo atteggiamento limita molto la loro crescita tecnica, e sono pochi i fortunati che, partecipando a stage della Nazionale o giocando all’estero, hanno modo di sviluppare un bagaglio di colpi più completo. Del resto, è anche vero che in Nigeria ci sono pochissime competizioni durante l’anno, e se, come abbiamo scritto, non è facile allenarsi duramente senza avere un traguardo da raggiungere, forse una bella scossa di adrenalina all’idea di perdere la grana…

Luciano Esposito

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