Molti tituli. Zero tesserati.

A.M. Story.
Di Bruno Di Folco.
Negli ultimi anni siamo abituati ad applaudire sul podio dei Campionati Italiani Assoluti di tennistavolo diversi atleti che indossano la maglia dell’Aeronautica Militare premiati solitamente dai responsabili del Gruppo Sportivo in divisa con tanto di alzabandiera e inno a fare da contorno.

Sono i nostri migliori atleti e su di loro si fondano le speranze per arrivare a competere per le medaglie europee e mondiali e per partecipare alle Olimpiadi.

La nostra Federazione è riuscita ad ottenere dal CONI, già dal 2009, alcuni arruolamenti proprio per permettere loro di allenarsi nel migliore dei modi, senza avere l’assillo di non percepire un vero e proprio stipendio fisso per tutti i sacrifici sopportati.
Infatti tutti noi sappiamo che gli ingaggi nel tennistavolo non consentono ai nostri ragazzi e ragazze di potersi allenare con costanza e di dedicare il tempo necessario per competere a livello internazionale.
 L’inserimento all’interno del Gruppo Sportivo dell’Aeronautica dei nostri atleti migliori ha significato quindi un importante aiuto per loro (…e non solo) e soprattutto rappresenta un punto di arrivo per molti ragazzi e ragazze che si avvicinano al nostro sport avendo così un obiettivo ben definito da raggiungere.
Nel 2009, siccome gli atleti avieri erano troppo pochi per poter partecipare al Campionato a Squadre di serie A1, si concesse per regolamento la possibilità della partecipazione in prestito per un’altra Società Sportiva rispetto all’A.M.
I primi 4 atleti Azzurri (Bobocica, Stefanova, Rech e Mutti) quindi, oltre ad essere arruolati nell’A.M. potevano continuare tranquillamente a svolgere la propria attività a squadre per il Castel Goffredo, Società per cui tutti erano, all’epoca dell’arruolamento, tesserati. La storia poi ci dice che quasi tutti questi atleti scelsero una Società diversa da quella mantovana per il prosieguo della loro attività a squadre.
Credo anche che questo non sia un caso e credo anche che c’entri qualcosa il rapporto stretto, esistente da 11 anni, tra la società mantovana e la nostra Federazione.
Gli atleti del resto una volta conquistato per merito l’arruolamento hanno cercato una Società che monetizzasse anche il loro impegno sportivo nei Campionati a Squadre, mentre forse qualcun altro pensava che l’acquisizione dello status di aviere bastasse per una riconoscenza eterna.
Punti di vista molto diversi evidentemente, che in alcuni casi hanno non solo incrinato il rapporto con la loro Società, ma addirittura con la maglia della Nazionale.

 I tempi cambiano e con loro i regolamenti: oggi sarebbe anche ora che il Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare pensasse alla partecipazione di una sua rappresentativa nel Campionato a squadre di Serie A1, visto anche che l’attuale numero dei suoi atleti lo permetterebbe ampiamente.

Chiedere una wild card alla Federazione per partecipare alla serie A1 non costerebbe nulla e permetterebbe magari ai nostri atleti di tornare a casa (giocano e si allenano all’estero) sfruttando magari qualche sinergia FITeT & AM.
 Un bel centro sportivo federale co-gestito e risorse che servirebbero a dare lustro ad entrambi. Atleti seguiti in maniera professionale sotto il controllo dei tecnici Azzurri 365 giorni l’anno.
Spero che la prossima Federazione ci pensi, perché questo potrebbe essere da sprone anche per altri Gruppi Sportivi che potrebbero fare altrettanto, sviluppando la concorrenza e aumentando il livello tecnico nel nostro sport.
Le nostre Società Sportive potrebbero competere per fare altre manifestazioni a squadre, magari vietate nella partecipazione ai Gruppi Sportivi Militari. Ma questa è un’altra storia, torniamo alla nostra.

Questa prefazione sui tesseramenti dell’Aeronautica credo sia necessaria perché non tutti conoscono il contesto in cui si è sviluppata la vicenda di cui scrivo.

Un contesto dove è importante conoscere anche il sistema di voto della nostra Federazione, completamente diverso da tutte le altre Federazioni. Un sistema che speravo negli anni si modificasse, e che aveva cominciato a modificarsi, non in maniera sostanziale, a Rimini nel 2010, ma che oramai si è fossilizzato.

Neanche più di 100 Società che hanno richiesto negli ultimi mesi a gran voce un’Assemblea Straordinaria per cambiarlo, sono state prese in considerazione, anzi sono state scandalosamente ignorate, senza neanche una risposta o una contro-proposta decente da parte del gruppo politico dirigente.
Un’arroganza che ha fatto disamorare dalla politica sportiva “attiva” molti nostri Dirigenti di Società, un’arroganza che è nemica del confronto delle idee e che porta solo a degli insuccessi, non solo sportivi.
Insomma tutta la vicenda nasce proprio dai voti plurimi assegnati al G. S. Aeronautica Militare nell’Assemblea elettiva del Lazio del 2013 (a seguito delle dimissioni del mio amico Domenico Scatena eletto nel 2012), dove questa Società era quella che deteneva il pacchetto di voti più consistente tanto da arrivare al massimale dei voti da esprimere pari al 12% dei voti totali. Il mio stupore per quell’importanza “politica” strideva in maniera palese con il controllo fatto a posteriori del numero dei tesserati: zero!!

Come era stato possibile attribuire il massimo dei voti plurimi ad una Società con zero tesserati? Com’è possibile che una Società con zero tesserati non sia stata dichiarata inattiva dalla Federazione come recita lo Statuto ed esclusa negli anni 2010, 2011, 2012, 2013? Tutto nasce così.

Da queste semplici due domande nascono i successivi passaggi che ho intrapreso insieme ai Dirigenti delle 3 Società romane che hanno condiviso le mie perplessità e dato forza alla mia voce: l’Isola che non c’era, il GS CRAL Comune di Roma e, ovviamente, la APD Giovanni Castello.

A febbraio 2015 presentiamo pertanto un esposto alla Giunta del CONI rappresentando il problema e fornendo, tra le altre cose, delle stampate fotografate dalla gestione tesseramenti del sito federale.
Il CONI, dopo qualche mese, esattamente a giugno 2015 ci risponde che la Federazione aveva chiarito tutti i dubbi, dichiarando loro che i tesseramenti non erano evidenti nel vecchio programma applicativo federale mentre lo erano diventati con quello nuovo. Solo un problema di software obsoleto insomma.

Certi delle nostre tesi e anche leggermente irritati dalla risposta ricevuta, abbiamo insistito, chiedendo, a luglio 2015, in virtù della Legge 241/1990, copia di tutti i tesseramenti dell’Aeronautica con i relativi versamenti alla nostra Federazione.

Ad agosto 2015, finalmente, la Federazione ammise che non esisteva alcun tesseramento per i 4 Azzurri per il Gruppo Sportivo Aeronautica Militare, ma solo il loro noto arruolamento in A.M..

Forti di questa ammissione abbiamo riproposto il tutto alla Giunta del CONI, presieduta dal Presidente Giovanni Malagò e, fornendo le nuove risultanze, abbiamo chiesto di svolgere le verifiche previste peraltro dallo Statuto del CONI che legittima il CONI stesso ad effettuare un’azione di controllo per quello che accade nelle Federazioni per le affiliazioni, i tesseramenti e lo svolgimento dell’attività agonistica.
In data 13 ottobre 2015 la Giunta del CONI, in una nuova riunione, stabilisce così di nominare una Commissione d’inchiesta formata da 3 avvocati responsabili ognuno di importanti funzioni e responsabilità all’interno del CONI al fine di stabilire la verità e le eventuali ricadute degli accadimenti narrati.
Contemporaneamente (23 settembre 2015) stiamo anche portando la vicenda davanti al Procuratore Federale per esperire anche i gradi di giudizio federali qualora servisse di andare oltre la giustizia sportiva. Personalmente non avrò problemi a farlo, perché la mia Società sportiva, come le altre, deve avere gli stessi diritti e gli stessi doveri e la Federazione deve essere la casa di tutte le Società sportive, senza privilegio per alcuno.

Tralascio volutamente il contenuto delle richieste e le considerazioni che sono contenute in ogni singolo esposto citato perché sono certo che la Commissione saprà valutarle nel giusto merito. Alcuni riferimenti del Regolamento Organico, dello Statuto Federale o dello Statuto del CONI possono essere controllati da chiunque avesse la voglia e il tempo di farlo.

Mi permetto infine di precisare che certamente i Dirigenti del G.S Aeronautica Militare si sono fidati di qualcuno che li ha consigliati in maniera errata e che certamente gli atleti in questione hanno fatto altrettanto.

Staremo a vedere nei prossimi mesi cosa succederà.

Bruno Di Folco

Condividi: