Mental focus

Nel 2011 Werner Schlager scrisse con Bernd Ulrich Gross, ovvero la voce tecnica delle newsletter Butterfly, il libro Tips from a World Champion, un training book che vale la pena prendere ancor’oggi in considerazione.
Una buona parte del libro è dedicata al controllo mentale.

Il tennistavolo, come ogni altro sport, ha una sola ricetta per il successo: spingersi fuori dalla comfort zone mettendosi costantemente alla prova: fisicamente, tatticamente, tecnicamente e sì, anche mentalmente. Anzi, quest’ultimo aspetto potrebbe essere più importante di tutti gli altri.

Poiché si tratta di un gioco estremamente rapido, anticipare con un’analisi tecnica la tua prossima mossa non ha senso. Alla fine la perfezione tecnica è meno importante dell’acuità mentale e dei riflessi rapidi. La mente va preparata il prima possibile in vista delle partite. È indispensabile un lavoro di previsione del prossimo impegno: la caratteristica dell’uomo è la sua tendenza a ricordare il passato. Ma il passato non può essere cambiato. Buono o cattivo, è incastonato nella pietra. 

La mente deve avere un piano preordinato per agire quando serve: nel bel mezzo di una partita un punto vinto o perso non deve essere una distrazione. Prendere nota, archiviarlo per un’analisi successiva e ricomporsi immediatamente. La prossima pallina volerà sopra quella retina prima di quanto pensi. Ma il nemico più grande di un giocatore è la frustrazione. Il tennistavolo richiede calma e concentrazione e la frustrazione non fa altro che rovinare questa necessità. Ecco perché è indispensabile conoscersi a fondo. Bisogna riconoscere una strisciante frustrazione quando inizia a intrufolarsi nella mente. Se riconosci i sintomi, puoi combattere la frustrazione prima che ti faccia prigioniero. Sviluppa i tuoi metodi, trova il tuo posto felice, fai dei respiri profondi. Fai una breve pausa e concentrati. Qualunque cosa funzioni per te, fallo. Una cosa che tutti gli atleti professionisti hanno in comune è che tutti sublimano le loro emozioni negative durante la competizione con le loro personali tecniche. Non sappiamo se provino o meno le emozioni positive che mostrano, ma non importa.
Fanno quello che devono fare, perché è tutto ciò che possono fare.
Gli atleti d’élite non lasciano che l’ansia e lo stress superino la propria forza mentale. Sanno che tutti i giocatori si innervosiscono prima di una partita importante e usano quei nervi per giocare meglio, più convinti e con più passione.

È il quinto set di una partita con il punteggio sul dieci a dieci.
Che fare?
I giocatori che non si sottraggono a una sfida sanno esattamente come gestire questa situazione. Non cambiano le loro tattiche: invece di esagerare per produrre un’ultima, gloriosa esplosione di energia rabbiosa, i buoni giocatori rimangono calmi. Giocano con la stessa calma e razionalità del servizio di apertura. Giocano il loro miglior gioco e aspettano che il loro avversario commetta l’errore “passionale” dell’ultimo minuto.
Schlager consiglia di giocare a una partita a tutto campo proprio come se il punteggio fosse cinque a cinque. I suoi anni di esperienza gli hanno insegnato che preoccuparsi e farsi prendere dal panico per i punti finali di una partita danneggerà solo il proprio gioco. Meglio immaginare di giocare in un momento precedente del gioco, quando il livello di stress non era così alto.

Una parte del libro è dedicata anche al famoso pugno come “espressione di forza di volontà e forza”.
Spesso, dopo un punto particolarmente buono o importante, ci asteniamo dal festeggiare perché ci sembra un’infantile vanità. Poi magari succede che ci ritroviamo a rimproverarci ad alta voce dopo un errore. Questo non è l’atteggiamento giusto da avere. Un buon giocatore, in partita, riduce al minimo l’autocritica e celebra i suoi successi. Non aver mai paura del cho dopo un bel colpo o una vittoria. Aiuta ad attirare la mente su pensieri positivi e mostra all’avversario l’intenzione di vincere la partita.

L’allenatore Alex Perry della Grantham Academy punisce i giocatori per non essere riusciti a esibire la propria grinta dopo aver guadagnato un punto su un avversario. E questo non per coltivare una squadra di sgradevoli bulli. Lo fa perché i suoi giocatori imparino a guardare ai punti conquistati invece di rimanere mentalmente appesi ai propri errori.

Che dire del contatto visivo?
Molti allenatori incoraggiano i giocatori a stabilire un frequente contatto visivo con i loro avversari, come un modo per affermare il dominio e per intimidire l’avversario. Può funzionare, ma non è sempre l’approccio migliore. Essere mentalmente preparati per una partita e fiduciosi della vittoria non significa essere la cosa più ingombrante e più cattiva della palestra. Tutto ciò che richiede la vera preparazione mentale è avere una fiducia calma e costante in te stesso e nelle tue capacità: la fiducia in se stessi è una qualità assolutamente essenziale, stando attenti a mai sconfinare nella sfrontatezza o nella eccessiva fiducia.

Un’altra abilità importante consiste nel mantenere un controllo rigoroso su movimenti, reazioni e atteggiamenti del corpo. L’importanza del linguaggio del corpo non deve essere sottovalutata.

Uno spettatore in qualsiasi evento sportivo professionale, noterà che i migliori giocatori non sono mai fuori controllo. Si mettono costantemente al comando delle loro azioni e reazioni, in ogni momento, silenziosi e attenti. Il tuo avversario non deve avere una visione del tuo stato d’animo. Prova a riprenderti e a guardare le partite. Hai notato delle abitudini che occorrono in alcune circostanze della partita? Fai uno sforzo e smetti di fare quello che lascia trapelare eccessivamente il tuo stato d’animo. Sarai sorpreso, quando ti libererai di tali azioni, di quanto possono migliorare i tuoi risultati.

E le persone che parlano da sole?
Questo atteggiamento ha un nome. Si chiama self-talk ed è in realtà un modo molto salutare di affrontare lo stress e rimanere positivi nel gioco. Il dialogo interiore è semplicemente l’atto di rassicurarsi. Le persone che parlano da sole si comportano con se stessi come il proprio coach. Dirsi di “rimanere calmo”, di “focalizzare” o di “stare duro” è in realtà molto utile, anche se molti giocatori si rifiutano di farlo. Rinunciano a incoraggiarsi e motivarsi per fare meglio. Qualsiasi terapista può dirti che motivare te stesso e allenarti a rimanere positivo in situazioni di tensione ti servirà molto più che torturarti dei tuoi errori.

Cerca di non punirti: migliorerà immensamente il tuo gioco.

Il talento da solo non porta da nessuna parte. Tutti gli atleti di alto livello hanno una cosa in comune: lavorano sodo. Trascorrono molte ore allenandosi e perfezionandosi. Anche le abilità mentali devono essere raggiunte allo stesso modo. L’allenamento mentale deve essere una priorità.

Ci sono alcune persone che hanno una predisposizione naturale alla calma, alla fiducia in se stessi e all’acume mentale. Ma anche loro hanno bisogno di allenarsi per migliorare la propria prontezza mentale. Se non hai quella predisposizione naturale, puoi allenarti a maggior ragione per diventare come loro. L’unico modo per acquisire esperienza è farlo. Più a lungo giochi, più diventerai abile nel gestire lo stress e correggere i tuoi difetti. Non rifiutare mai l’opportunità di giocare una partita, sia per competizione che per allenamento. Ogni partita è una prova e un’ulteriore opportunità per affinare il tuo mestiere.

Se rimani nei tuoi limiti, dove ti senti a tuo agio, non migliorerai mai. Devi superare i tuoi limiti, muoverti al di fuori della tua comfort zone, stimolarti e metterti alla prova.

Se vuoi migliorare, sia fisicamente che mentalmente, devi mettere sotto pressione te stesso.

Es gibt keine alternativen, parola di Werner Schlager.

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