Massimo Ferri tra i King Pong Friends

Come è avvenuto il tuo incontro con il tennistavolo?
Il primo incontro è stato con il ping pong: come per molti ragazzi nei primi anni ’70, il tavolino da ping pong era disponibile in estate nello stabilimento balneare e durante tutto l’anno o nei bar o nei ricreatori delle parrocchie.
E’ lì che, con qualche amico, ho cominiciato a giocare a ping pong.

 Qualche ricordo della palestra dove hai iniziato: l’ambiente, il livello tecnico dei giocatori, l’allenatore…
Dove ho iniziato il tennistavolo non era una palestra, ma un circolo ARCI (una stanza e un tavolino da smontare e rimontare, litigate continue con gli anziani che giocavano a carte…), a cui afferiva l’unica squadra di Siena che dalla fine anni 70 faceva qualche campionato. Il primo campionato è stato la serie D regionale nell’anno 1980-81, in squadra con Claudio Doldo (tuttora in attività) e Francesco Nobile, che invece nel corso degli anni ha smesso. La prima squadra del Circolo era composta da Carlo Petreni, Marco Buonazia e Fabio Monaci: tutti giocatori più grandi di me, con gioco tipico degli anni 70-80….mai avuto un allenatore: tutti quanto autodidatti!
Nell’anno 1985-1986 è cominciata l’avventura con la Libertas Siena di Corrado Bagella.

Il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?

Campionati italiani 2010 a Ponte di Legno, 3° categoria: qualificato dalla Regione (oltre il n. 600), vinco il girone partendo da n. 4 (tre vittorie, con Simone Pippo, all’epoca n. 150 d’Italia, Massimiliano di Giuseppe, n. 297 e Roberto Grano, n. 600). Primo turno del tabellone con la x e poi vinco con Lorenzo Girone, n. 197 d’Italia, per poi perdere nei 64 da Paolo Carosso 11-7 al V set. E’ stato un sogno…..

E la tua sconfitta più indigesta?

Sicuramente campionati italiani 2012, Riccione, 4° categoria: nei 32 perdo da Enrico Puppo (nessun toscano è andato oltre quel turno). Considerato il giocatore ci poteva anche stare, ma non quando sei avanti 10-3 al quinto set e perdi 12-10!

Una qualità tecnica o caratteriale che decisiva nelle tue vittorie e un difetto che non sei riuscito a migliorare come avresti voluto…
Qualità tecnica positiva il gioco di taglio e la difesa da lontano; in partita dovrei tirare di più, visto che il top per un difensore mancino può essere decisivo. Caratterialmente prima di perdere dò il sangue in partita, ma allo stesso tempo dovrei stare un po’ più calmo…..

Come definiresti il tuo gioco? Il tuo colpo migliore e lo schema preferito?
Sono un difensore, preferibilmente da lontano; i colpi migliori sono il palleggio tagliato e la difesa tagliata da lontano.

Come cerchi di superare i momenti di difficoltà o i passaggi a vuoto durante una partita?
Cercando di “isolarmi” e prendendomi i miei tempi

Hai un soprannome in ambito sportivo? Come nasce?

Ferrinho, alla brasiliana…..è stato coniato dal mio amico Francesco Cosci

Telaio e gomme?
Telaio Butterfly Matsushita pro def e Donic Blufire M3 2.1 sul dritto e Tackiness Chop 1.3 sul rovescio

Il tuo rapporto con i materiali: maniacale o indifferente?
Assolutamente normale: sul rovescio non ho mai cambiato tipo di gomma (ho provato un anno la Tackiness Chop II, ma l’anno dopo sono tornato alla classica).

E quello con la sfortuna: spizzi, retine, interruzione per pallina in campo al termine di un tuo punto vincente…?
Diciamo che non la prendo bene…..

Il momento o l’aspetto della gara che preferisci e quello che vorresti proprio evitare…
Le lunghissime attese tra gli incontri

Meglio le gare individuali o a squadre?
Mi piacciono molto entrambe

La tua migliore posizione in classifica raggiunta?
n. 369, il 30.11.2012

Aspettative e obiettivi per la prossima stagione?
Spero di poter gradualmente ritornare al tavolino: sono stato un anno fermo a causa di un intervento chirurgico al cuore (valvola mitralica), e a 53 anni non è facile ricominciare…ci proverò, speriamo bene. Tutto quello che verrà, sarà di guadagnato.

Se il tennistavolo fosse un brano musicale?
Eye of the Tiger….gli occhi della tigre!


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