Lei non sa chi sono io

Chissà quante volte avrete sentito questa frase, soprattutto i diversamente giovani, visto che era in voga diversi anni fa e che, attualmente è stata sostituita dalla quella, probabilmente più volgare, che è conseguenza della sindrome del marchese del Grillo “io so io, e voi nun siete un….
Ma senza addentrarci in meandri di difficile percorrenza, perché dovremmo toccare argomenti quali la psicologia, la filosofia, lo studio del comportamento umano, ci atterremo ad un’unica cosa: l’educazione.

È vero che con il passare del tempo il modo di comportarsi dell’essere umano è notevolmente cambiato, ma penso che certi punti fermi dovrebbero rimanere tali e non dovremmo rassegnarci alla loro lenta ma inesorabile scomparsa.

Tutto questo preambolo per introdurvi alla storiella fresca fresca di cui sono stato protagonista proprio la prima giornata di campionato. Tra parentesi volevo ringraziare tutti per l’accoglienza riservatami al mio rientro in un posto dove comunque mi sono sentito sempre a casa anche se ad un certo punto le nostre strade si sono divise, per molteplici motivi, e che ho sempre considerato tutti come compagni di squadra, ma soprattutto amici. Andiamo avanti, chi mi conosce penso non faccia fatica ad ammettere che sia uno rispettoso delle regole, e non solo quelle del tennistavolo, e quindi non condivido, come del resto tanti di voi, il malcostume della manipolazione dei materiali e quello che si sta diffondendo a macchia d’olio, della scorrettezza nell’effettuare il servizio. Sottolineo queste cose spesso e volentieri anche durante le mie telecronache, sia su Fitet tv, ma anche su SKY o RAI, dove capita. Per quanto riguarda il trattamento delle gomme sappiamo che i furbetti del quartierino sono riusciti a trovare un metodo che, almeno per ora, gli fa gabbare lu santu, ma il servizio, che viene effettuato sotto l’occhio “attento” dell’arbitro (quando c’è) e dell’avversario (c’è sempre), dovrebbe avere un minimo di ostacoli in più a non rispettare il regolamento. Sappiamo tutti che non è così e, specialmente quando all’arbitraggio c’è un giocatore, le barche imperversano con apparire e scomparire di palline e racchette, degne del mago Walter (mi piace Ligabue che ci posso fare?). Ma, come già detto,  la presenza dell’arbitro non aiuta, anzi. È come quando vedete il traffico congestionato, di sicuro c’è qualche vigile a dirigere. Quindi sabato scorso, prima partita di campionato e primo incontro per me contro un avversario quotatissimo, succede il fattaccio. Primo set inaspettatamente tirato e si arriva sull’11 pari (colpa mia avendo sbagliato due facili chiusure), serve il mio avversario e, guarda caso, spunta la barca da dietro la sua schiena e fa il punto direttamente con il servizio. Non dico niente, anche se sono molto contrariato, servo io e lui risponde bene e vince così il primo set. Andando al mio angolo faccio notare all’arbitro che quel servizio non andava bene e la faccenda finisce lì. Riprendiamo a giocare e l’atteggiamento del mio avversario cambia totalmente nel momento che l’arbitro chiama il let su un suo servizio (non gli ha tolto il punto, solo un avvertimento). Riassumo tutta la sua pantomima in 2 parole: io avevo suggerito all’arbitro! Si innervosisce a tal punto che da quel momento la partita s’infiamma, si procede appaiati e rischia grosso, ma essendoci un abisso tra me e lui, alla fine ha la meglio. Calmati gli animi cerco di parlargli, visto che avevo perso, nel caso contrario la logica avrebbe suggerito di non farlo.

Si riesce a parlare con calma e mi dice che avevo sbagliato a parlare con l’arbitro. Gli spiego che avevo agito così proprio per non farlo innervosire. Parlando direttamente con lui sono sicuro sarebbe stato peggio.

A questo punto scatta il titolo di questo articolo. In assoluta tranquillità mi dice che con quel servizio aveva fatto punto con Prosperini (ovviamente sapete chi è) e anche a livello internazionale non lo avevano mai richiamato. Ci siamo ragazzi, era scattata la lesa maestà, mi ero permesso di alzare la testa, di macchiare la sua fedina pongistica con cotale affronto. Sembrava comunque essere tutto finito, dopo queste spiegazioni, ma non era così. Alla prima occasione, una lamentela di un suo compagno di squadra nei confronti del nostro Furious Bruno, ha fatto scatenare l’inferno. Mi si è avvicinato accusandomi che era colpa mia se era successo questo e che da quel maledetto momento in qui avevo interloquito con l’arbitro, si era rovinata  la partita. Non sto neanche a raccontarvi cosa ha poi combinato, chi era presente ha potuto, suo malgrado, constatarlo, chi non c’era non si è perso nulla e non vale la pena riportarlo. Si è andati ben oltre il limite rischiando di arrivare alla rissa. Ora, ed è da sabato che me lo sto chiedendo, come ci si deve comportare? Bisogna lasciar perdere o cercare di far rispettare le regole? Per quanto mi riguarda penso che lascerò perdere perché poi, gira che ti rigira, ci vanno a rimettere anche i compagni di squadra (vedi Carlo Bozza). Mi riserverò di parlare solo quando starò gareggiando in tornei. Per il resto spero di potervi raccontare cose più piacevoli, penso non sarà difficile!
L’ostico.

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