La VII edizione del Montemurri


Lunedì 7 luglio si è svolta la VII edizione del Montemurri.

Al Torneo Montemurri non ci iscrive.
Non contano classifiche, punti, categorie, ma solo una qualità:
essere un “Montemurro”.
Sul sito Fitet non ci sono indicazioni tecniche su come diventare un Montemurro, o come   scoprire di esserlo.
In realtà il “Montemurrismo” non è una qualità specifica, ma un mix di elementi e comportamenti che hanno “un’aria di famiglia” come direbbe Wittgenstein, “ossia una parola che può indicare cose anche molto differenti che non hanno propriamente qualcosa in comune, ma che sono variamente imparentate l’una con l’altra”.
Ed allora eccole queste cose in comune del Montemurro, in un elenco sommario e non esaustivo:
– disquisisce per ore (soprattutto in auto, nei lunghi viaggi di ritorno dai tornei più lontani) su telai, racchette e sulle loro alchemiche combinazioni;
– porta con sè un certo distacco nei gesti e nel portamento, che può essere scambiato per “puzza sotto il naso”;
– tende a “stare sulle sue”;
– racconta con grande dovizia di dettagli solo delle proprie vittorie, mai degli insuccessi (pochi e in ogni caso immeritati);
– siede spesso dalla parte della ragione: i posti dalla parte del torto sono sempre tutti occupati dagli altri;
– disdegna con un profondo fastidio i giocatori di classifica inferiore e a cui dedica uno sguardo distratto, pieno di fastidio e commiserazione;
– esprime una perfida soddisfazione per le sconfitte dell’amico più caro, soprattutto se più in alto in classifica…;
– il suo abbigliamento in gara è sempre impeccabile e all’ultima moda;
– solo una piccola stilla di sudore imperla appena la sua fronte, mentre le magliette degli altri giocatori sono fradicie;
– il proprio stile di gioco non è orrendo, ma efficace, mentre i gesti tecnici degli altri “non si possono guardare”.

– Un montemurro non perde MAI. 

… Al massimo era stanco per la partita precedente, non era in forma, l’avversario è stato fortunato, la retina era alta, il tavolo era diverso da quello con cui si allena, la luce non era uniforme, ecc. ecc.

Giunto alla settima edizione, il torneo organizzato da Gabriel Mansourati si trova di fronte ad importante bivio, tipico delle fasi di crescita: come aumentare la notorietà del torneo e mantenerne allo stesso tempo l’identità originale?
Accanto alle situazioni tipiche del montemurrismo, abbiamo infatti registrato alcuni comportamenti che possiamo definire eretici: giocatori che si scusano sinceramente per uno spizzo favorevole; un giocatore che in un caso assegna un punto all’avversario senza che questi lo avesse reclamato; giocatori sconfitti che riconoscono come l’avversario abbia giocato meglio e meritato il passaggio del turno.
Segnali inquietanti, scricchiolii sinistri che dovrebbero essere valutati attentamente dalla Direzione Gara in vista delle prossime edizioni.
Selezionare gli invitati o estendere la partecipazione?
Questo il dubbio che accompagnerà la Direzione Gara nei prossimi mesi.

Nel complesso, la macchina organizzativa del torneo è apparsa ben rodata: quest’anno la formula è risultata più snella, con partite 2 su 3 fino ai quarti di finale e Best of Five negli ultimi turni.
Così la conclusiva cena al ristorante/pizzeria Lo Zodiaco di Fiumicino del “Montemurro” Lo Franco è iniziata in orario accettabile e adatto ad una bella sera di luglio.
Sempre impeccabile e di gran livello la dotazione di coppe, con il fiore all’occhiello delle targhette in metallo incise.
Anche l’ufficio stampa dello staff ha funzionato benissimo, con continui aggiornamenti e sollecitazioni nei mesi, nelle settimane e nei giorni antecedenti il torneo.

Nella palestra del Liceo Classico Aristotele, campo gara di Roma 12, si sono affrontati venti partecipanti in cinque gironi.

Dalle semifinali Carletti-Montemurro e Angiolella-D’Angelo emergono gli stessi protagonisti della passata edizione: D’Angelo e Montemurro, che anche quest’anno si porta avanti due set.
In questo caso D’Angelo non riesce a compiere la rimonta e la conclusione avviene in tre set, con grande soddisfazione degli affamati giocatori/spettatori.

Emanuele D’Angelo si consola con la coppa speciale dell’Atleta dell’Anno, istituita dalla Direzione Gara: a lui va infatti il premio Telepass, per il grande contibuto dato allo sviluppo economico del Paese.
Durante gli ultimi campionati italiani, iscritto a tutte le gare possibili, ha infatti percorso innumerevoli volte il tragitto Roma-Terni per disputare le gare, distribuite nell’arco di svariati giorni.

https://flic.kr/s/aHsjYTwZwL

Per visualizzare le foto del torneo clic sull’immagine o sul link dell’ALBUM

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