La parola a Lusiano

La stagione 2018/2019 ha avuto inizio. Chi gestisce l’attività agonistica nel settore giovanile sa bene quanto sia importante selezionare accuratamente le gare a cui i propri giovani atleti dovranno partecipare. La nostra esperienza ci ha insegnato che la partecipazione tout court a tutte le gare previste dal calendario non necessariamente porta ad una crescita dell’atleta. Spesso si è indotti a pensare che quante più siano le gare a cui si partecipa, tanto più cresca il bagaglio di esperienza del giovane atleta. In linea di principio potrebbe anche essere giusto, ma nella pratica abbiamo a che fare con lo sviluppo mentale, cognitivo, culturale, biologico, generale, di un giovane individuo che sarà chiamato a svolgere molti altri compiti nella sua vita di atleta e di persona, e ci si imbatte inevitabilmente in altri fattori ugualmente prioritari.

In primis c’è la scuola. La frequenza quotidiana delle lezioni, i compiti, le interrogazioni costituiscono di per sé un carico di lavoro già abbastanza faticoso per un adolescente, spesso reso ancora più impegnativo dalle ripetute assenze dovute alle gare. A questo va aggiunto l’allenamento, assolutamente prioritario per la formazione del futuro atleta, soprattutto in una fase di crescita tecnica e personale così delicata. In questo quadro, trovare il tempo e lo spazio per il recupero fisico e mentale diventa un’impresa estremamente difficile.

Ci si trova quindi ad attraversare intere fasi della stagione in cui il recupero servirebbe ma mancano le occasioni. Il circolo si vizia. Gli allenamenti vengono limitati per lasciare spazio alle gare e le gare, anziché servire da effettivo banco di prova del lavoro tecnico svolto in palestra, diventano un’abitudine di cui non ci si può privare. Non di rado le conseguenze più immediate sono demotivazione, perdita di fiducia, scarso rendimento in gara e in allenamento, insicurezza, condizione psicologica negativa nella gara successiva.

Questo è quindi il periodo della stagione in cui ci si trova, come tutti gli anni, nella problematica condizione di pianificare bene l’attività e provare a creare, laddove possibile e secondo gli obiettivi di crescita e di risultati che ci si è posti, quella soluzione di continuità che separi le fasi della preparazione da quelle della competizione e che al tempo stesso permetta ai ragazzi di organizzarsi al meglio la vita scolastica, in modo da evitare inutili cortocircuiti nei momenti vitali della stagione.

Una novità di quest’anno, sicuramente importante da questo punto di vista, è l’introduzione delle prove di qualificazione per i Campionati italiani di categoria. Le prove regionali e quelle nazionali, da cui unicamente dipende l’ingresso alla categoria superiore dei Campionati italiani, acquisiranno tutt’altro peso nell’articolata compagine delle gare dell’anno. L’affluenza si suppone sarà più alta rispetto agli anni precedenti, così come il livello di competitività.

Questo rimescola un po’ tutto e chi si era immaginato qualcosa di diverso farà bene a rivedere i propri piani.

Lusiano Perez

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