La Federazione dei “figli di un Dio minore”- di B. Di Folco


Volevo continuare il discorso del progetto tecnico federale, a mio avviso, già fortemente sbilanciato nella sua impostazione, che ha visto negli ultimi mesi alcuni accadimenti secondo me a dir poco incresciosi.

Come ho già scritto in occasioni precedenti, l’impostazione data al progetto è orientata verso alcune società specifiche e verso una parte del nord Italia, ma soprattutto regna, da parte di chi dovrebbe gestirlo politicamente, quella che io definirei una “confusione programmata”.

Citerò due esempi accaduti quest’anno che penso possano meglio chiarire la definizione usata.

•    Open Giovanile di Lignano 12-16 marzo 2014
Alcune premesse sono d’obbligo per capire meglio la situazione. Oltre alla rappresentativa nazionale, convocata appunto dai tecnici federali, l’anno precedente, all’Open di Lignano del 2013, era stata data la possibilità sia ai Comitati Regionali sia alle società interessate, di poter iscrivere gli atleti che loro ritenevano in grado di poter essere competitivi in una gara internazionale.
Così facendo, di fatto, si permetteva ad un maggior numero di atleti di fare esperienza internazionale a costo zero per la Federazione nazionale (le spese infatti erano a carico delle società o dei Comitati Regionali).

Nei mesi di gennaio e febbraio molti sono stati i dirigenti, allenatori e genitori degli atleti, che chiedevano quale fosse la modalità scelta dal settore tecnico per le iscrizioni alla gara per il 2014. Le notizie erano abbastanza vaghe anche perché credo la Federazione  aspettasse delle indicazioni in merito da parte dell’ITTF.

Con l’avvicinarsi della data degli Open di marzo, le indicazioni della Federazione Internazionale sono state quelle di poter iscrivere un massimo di 12 atleti per nazione per ogni singola gara (Juniores, Cadet e Minicadet).

Il settore tecnico pertanto decise di non dare una possibilità di iscrizione diversa da quella che passava attraverso la propria convocazione ufficiale.

Non entro nel merito di chi furono gli atleti e le atlete convocate per quella gara internazionale. Mi permetto solo di dire che qualche atleta, su cui la Federazione stava investendo dei soldi, non fu convocato, a differenza di atleti mai convocati fino a quel momento e mai più convocati dopo quella gara (Europei compresi).
Quanto meno una strana decisione.

La scadenza delle iscrizioni da parte delle Federazioni (solo loro hanno l’accesso al sito ITTF attraverso una password, con un sistema molto simile ai nostri tornei nazionali per le iscrizioni) era il 20 febbraio 2014.

Il giorno stesso, alle ore 15.52, la segreteria inviò a tutti i consiglieri federali la mail informativa, allegando la convocazione ufficiale.

Ho inserito l’orario, oltre indicare il giorno, non per un’inutile precisazione, ma a dimostrazione di una cosa che ho reputato molto grave all’epoca e di cui chiesi immediatamente spiegazione ai vertici federali: andando sul sito ITTF si poteva notare che alle ore 14.36 dello stesso giorno, era stato iscritto dalla nostra Federazione un atleta non rientrante nella convocazione ufficiale!!!

Un atleta la cui presenza al Lignano Open 2014 non era stata comunicata a nessun dirigente federale e che peraltro sforava i parametri numerici imposti dalla Federazione Internazionale.
Un atleta che mai era stato convocato dal settore tecnico nell’anno agonistico in corso e che era stato così evidentemente favorito rispetto ad altri ragazzi che pure erano sotto osservazione dallo stesso settore tecnico.

Incredibile!

E’ inutile fare il nome del ragazzo in questa lettera, perché lo feci all’epoca, il giorno stesso della convocazione ufficiale e fu al centro di numerose mail intercorse tra me e l’ufficio preposto, tra me e il settore tecnico e tra me e il presidente federale.
Ovviamente anche tutti i consiglieri federali erano tra i destinatari delle mail e la questione fu anche oggetto di discussione in una riunione specifica a maggio 2014.
Fare il nome dell’atleta, inoltre, svierebbe il problema e non servirebbe a dimostrare nulla (…ma se uno volesse basterebbe controllare la convocazione con gli atleti partecipanti alla gara).

Vorrei però che si comprendesse come la mancanza di una guida politica all’interno del settore tecnico ha portato ad errori che mai dovrebbe commettere una Federazione che deve salvaguardare in egual misura e dare  le stesse opportunità a tutti i suoi tesserati.

Il responsabile del consiglio federale per il settore tecnico è il Presidente per chi non lo avesse capito o per chi non lo sapesse. E’ lui che dovrebbe spiegare i confini entro i quali i direttori tecnici e gli allenatori federali si devono muovere ed è sempre lui che dovrebbe verificare se quanto deliberato dal consiglio federale e quanto di fatto avviene è corrispondente a quanto deliberato.
Bisogna avere, non solo una competenza e conoscenza specifica, ma anche una capacità di intervenire prontamente, sapendo cosa si sta facendo.

Capacità o volontà che è mancata anche in un altro momento dell’anno ed esattamente ad inizio 2014.

Poco prima di un torneo nazionale predeterminato svoltosi a Torino (5 gennaio 2014), il settore tecnico ha effettuato un miniraduno di atleti minicadet.
Un raduno “anomalo” rispetto agli altri stages perchè venivano invitati gli atleti offrendo loro solo un pernottamento e due pasti e invitando le società di appartenenza a far fronte al costo del viaggio di andata e ritorno e, ovviamente, l’intera eventuale permanenza per il successivo torneo nazionale.

Questa sorta di raduno, denominato Top 8 se non erro, era quanto di più discriminante possibile, perché presupponeva spese completamente diverse a seconda della provenienza dell’atleta e poteva avere un senso solo ed esclusivamente qualora ce ne fossero stati altri identici a nord/est, al centro e a sud dell’Italia durante l’anno agonistico come in seguito mi  fu anche promesso.

Quel raduno invece è stato l’unico effettuato durante l’anno agonistico e a tutt’oggi.

Pagarsi le spese del viaggio a Torino da Milano o da Reggio Calabria, da Udine o da Firenze è profondamente diverso. Lo capirebbe anche l’ultimo dei nostri dirigenti di società. Non si possono fare delle convocazioni a stages nazionali non pensando a queste cose.

Imbarazzante per l’intera Federazione ITALIANA Tennistavolo di cui mi sono onorato di far parte in qualità di dirigente per 30 anni tra incarichi al provinciale, al regionale e al nazionale.

Sentire le giuste rimostranze di genitori che non potevano pagare ai propri figli il raduno e non sapevano come dirlo loro, è stata una delle cose più umilianti e imbarazzanti che ho dovuto sopportare in tanti anni in cui ho svolto il mio ruolo di dirigente.

Non potevo rimanere e/o condividere delle scelte del genere, essere insensibile a problematiche che sono la base del mio “credo” di dirigente e che sarebbero anche semplici da correggere e da gestire.

La Federazione deve dare le stesse possibilità ai ragazzini nati in qualunque parte d’Italia e questo è il compito che spetta ai dirigenti.
I tecnici devono seguire i dettami dei dirigenti per quanto riguarda il metodo di scelta degli atleti su cui lavorare e non devono successivamente subire alcun condizionamento.
In palestra devono comandare i tecnici su tutto, ma fino alla porta della palestra, tutti gli atleti devono avere la possibilità di arrivarci.

Questo è il compito dei dirigenti.

Confido che si arrivi ad ottenere questo risultato e se le mie esternazioni serviranno anche a questo scopo sarò contento di contribuire a farlo anche così.

Girare e visitare i Comitati Regionali è bello oltre che, di fatto un obbligo, se si hanno certi ruoli, ma sono poi certe decisioni che fanno vedere o meno se si è dei bravi dirigenti.

Roma 28 luglio 2014

Bruno Di Folco

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