Inizio stagione con ombre e sprazzi di luce

Il “controeditoriale” di Bruno Di Folco
settembre 2014

Comincio  da  questo  mese  di  settembre  2014  un  modo  nuovo  per comunicare  il  mio  pensiero  su  quello  che  sta  accadendo  all’interno della nostra Federazione e, in generale, all’interno del nostro mondo pongistico.

Lo spirito di questo mio “controeditoriale” sarà quello di evidenziare cose che a volte sfuggono ai nostri dirigenti societari oppure commentare fatti e situazioni del nostro mondo sportivo.
Non sarà un editoriale “contro” ma sarà una comunicazione “a favore” del nostro Tennistavolo, nella certezza che qualcosa possa migliorare.

Comincio focalizzando qualcosa del Progetto Tecnico attuale, visto anche che è stato l’argomento principe delle riunioni tra il presidente federale e i dirigenti dei comitati regionali negli ultimi due mesi. Evidentemente si sentiva l’esigenza di “tastare” il polso alla base e di divulgare la “propria verità”.

Ho già espresso le mie perplessità su alcune cose inserite nel Progetto ma oggi  voglio  soffermarmi  soprattutto sulla  parte  relativa  ai  cosiddetti “Progetti speciali” contenuti in esso.

Anzi,  voglio  mettere  a  confronto  quanto  successo  ultimamente  in  una regione che non ha ricevuto alcun contributo speciale, come il Lazio ed una delle tre regioni beneficiarie del contributo speciale, la Puglia.

Nel  Lazio  è  cambiato  l’intero  Comitato  Regionale  dopo  le  dimissioni  di Mimmo Scatena (…sarà un’epidemia contratta dai dirigenti romani questa delle  dimissioni)  e  il  nuovo  Consiglio  Regionale,  capitanato  dal “sempreverde” Mario Fortuna, ha istituito un bando pubblico per affidare l’incarico di Tecnico Regionale.
Nel  bando  in  questione,  oltre  al  curriculum  delle  esperienze  da presentare, venivano  indicate  le  cose  da  fare dal  Tecnico  incaricato  del ruolo ed il suo compenso annuale qualora lo avesse svolto completamente (7mila €).
Ovviamente, parliamo di soldi stanziati dal Comitato Regionale Lazio con il proprio budget annuale e comunque solo con le proprie risorse economiche.
Poi, a mio avviso, sia la novità introdotta e sia i tempi ristretti per fare la scelta, non hanno giocato a favore del Lazio e solamente quattro tecnici (di due regioni diverse) hanno risposto al bando; tra l’altro hanno risposto tecnici  con pochissimi  anni  di  esperienza  alle  spalle ma  con  una  grande voglia di offrire il loro entusiasmo e la loro disponibilità, mentre mi sarei aspettato che rispondesse qualcuno di più “navigato” nel ruolo, non fosse altro perché la cifra è davvero un grosso sforzo economico per il Lazio.

In Puglia invece è stata fatta una scelta molto diversa.
Vediamola insieme.

Il nuovo Comitato Regionale, con il vulcanico neo-Presidente Mino Barbieri ha  avuto  la  fortuna  (o  il  merito)  di  poter  gestire  dei  soldi  messi  a disposizione  dal  Consiglio  Federale  il  20  giugno  scorso,  5mila €,  ed  ha aggiunto a  questi, altri  5mila € dalla  cassa  del  suo Comitato Regionale affidando  così  l’incarico  di  tecnico  ad  una  bravissima,  ma  con  poca esperienza nel ruolo in quanto giocatrice di alto livello, Rossella Scardigno.

La  scelta  non  è  stata  in  questo  caso totalmente del  Comitato  Regionale pugliese,  così  come  si  legge  nella  delibera  dello  stesso  C.R.  Puglia,  ma bensì è stata “condivisa  con il Settore Tecnico Nazionale” che ha indicatoin  Rossella  Scardigno  la  persona  adatta.  Da  notare  che  la  delibera regionale  è  del  29  giugno,  solo  pochi  giorni  dopo  lo stanziamento  del Consiglio  Federale  del  20  giugno,  veramente  una  solerzia  encomiabile  da parte di tutti.

Certamente Rossella ha un futuro roseo come tecnico almeno come lo ha avuto da atleta di vertice del nostro sport ma forse il ruolo ricoperto da tanti  anni  dal  padre  Leonardo  all’interno  della  Federazione,  prima  come vicepresidente  e   attualmente  come  consigliere  federale,  avrebbe suggerito una scelta diversa. Punti di vista.

Come minimo è una scelta deontologicamente discutibile quella di Leonardo Scardigno,  padre  di  Rossella,  di  votare a  favore  di un  contributo economico alla  Puglia a  fine  giugno poi  terminato  con  il  contratto  di sua figlia Rossella dopo pochi giorni.
Molto discutibile ed in fondo inspiegabile (o forse spiegabilissima) anche l’intromissione  del  Settore  Tecnico  Nazionale  nell’indicare  al  Comitato Regionale proprio Rossella Scardigno come tecnico adatto a ricoprire quel ruolo.
Insomma, che dire?
Sono lieto di fare attività con la mia società con dei dirigenti illuminati come quelli che abbiamo nel Lazio!! 
La trasparenza degli atti ed il comportamento deontologicamente corretto sono due doveri importanti quando si amministrano i soldi di tutti.
Attualmente, scarseggiano entrambi, speriamo che la situazione migliori.

Grande risultato per il settore paralimpico le due medaglie conquistate da Podda e Borgato a Pechino; sono sintomo di un grande lavoro degli atleti e dei tecnici che lavorano con loro.
Il  settore,  a  mio  avviso,  ha  ancora  ampi  margini  di  miglioramento  e andrebbe  seguito  con  ben  altri  investimenti  da  parte  della  Federazione; inconcepibile  poter  contare  solo  su  un  Direttore  Tecnico,  seppur bravissimo  come  Alessandro  Arcigli  e  su  un  solo  tecnico  dedicato  al settore, come Donato Gallo (bravissimo anche lui).
Peraltro, entrambi  i  tecnici sono part-time, avendo  loro  un  altro  lavoro retribuito oltre quello federale.
La mole di lavoro che devono svolgere è talmente tanta che servirebbero altri rinforzi per un settore che è un fiore all’occhiello del nostro sport.
Riusciamo  quasi  sempre  a  fare  le  “nozze  con i  fichi  secchi” con  questo settore  paralimpico, ma  leggere  che  una  delle  due  medaglie  alla  vigilia della gara si affidava a Facebook per trovare compagni di allenamento a 15 giorni  dall’evento,  fa  capire  che  tanto  ancora  si  può  fare  con  questi magnifici atleti.

Bravi, bravi, bravi!!

Andando  all’altra  Nazionale,  i risultati  degli  atleti all’Open  del  Belgio  ci fanno sognare una nazionale competitiva in Portogallo ai prossimi Europei.
Del  resto il  lavoro ed  i  risultati del  direttore  tecnico  Patrizio  Deniso, soprattutto per quanto riguarda la squadra maschile, è quello che noi tutti ci aspettavamo una volta fatto ritornare a lavorare per la Federazione.
Sono  certo  che  i  risultati  saranno  sempre  migliori  nei  prossimi  anni soprattutto  se  non  si  perderà  il  talento  e  la  grinta  di  Leo  Mutti  e  si lascerà  lavorare  Deniso  togliendogli  qualche  incombenza.  Secondo  me Patrizio offre  il  meglio  quando  è  a  contatto  con  gli  atleti  di  vertice, motivandoli e allenandoli come pochi o forse nessuno in Italia, mentre si perde un po’ quando deve avere incombenze di altro genere che sconfinano o confinano con la politica della Federazione.
Il Progetto Tecnico della Federazione ne è un esempio.

Per il settore femminile la grande novità è il rientro del tecnico Maurizio Gatti  richiamato prima in  sordina  a  dirigere  stage e ora addirittura a partecipare ai prossimi Campionati Europei.
Deve  essere  successo  qualcosa  d’importante se  dopo  pochi  mesi  dal  suo non-rinnovo del contratto si è ritornati su di lui. Eppure sia il Presidente che il Consiglio Federale che aveva deciso di cambiare rotta nel settore femminile  era  lo  stesso  di  18  mesi  fa  e  certamente  Gatti  non  era considerato dall’allora neo D.T. Deniso un allenatore su cui puntare.

Inoltre mi domando se nessuno dei tanti tecnici federali era in grado di fare un certo tipo di lavoro con le donne, nonostante che gli attuali tecnici federali siano stati TUTTI scelti proprio dai nostri due direttori tecnici.
O forse sono altre le ragioni, lo vedremo prossimamente.

Di certo c’è che Nicoletta Stefanova, indiscussa numero 1 italiana, dopo i Mondiali salterà anche gli Europei; per un’atleta su cui la Federazione dice di voler puntare per la partecipazione alle prossime Olimpiadi mi sembra una scelta incomprensibile.
Se ci sono ragioni diverse dai motivi tecnici o da improbabili turn-over per cui  l’atleta  non  viene  convocata  sarebbe  meglio  per  tutti,  atleta  e Federazione, dire come stanno le cose, assumendosene le responsabilità.

Ognuno si assuma le proprie, già sarebbe un bel passo avanti per la nostra Federazione.

Bruno Di Folco

 


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