Il Centro Federale itinerante


Il “contro-editoriale” di Bruno Di Folco.
Aprile 2015 


Sembra fatta, stavolta è Formia!!
Vabbè anche le volte precedenti ci siamo andati vicino eh? Ma stavolta sembra proprio la volta buona.
Tre o quattro anni fa sembrava fatta per Viterbo (distante meno di 60 km da Terni), tanto che il presidente federale nominò la caserma che doveva ospitare il centro federale, per due o tre volte in Consiglio Federale e almeno una volta nelle Conferenza annuale con i Presidenti regionali.
A Viterbo sarebbe dovuto sorgere all’interno in un hangar della caserma dell’Aeronautica dove prestava servizio il Maresciallo Carmine Ventrone, un amico pongista tragicamente scomparso 2 anni fa.
Il presidente in persona parlava spesso dell’accordo trovato con i vertici dell’Aeronautica per questo impianto, gloriandosi del costo irrisorio delle spese per il vitto di 2€ per ogni pasto (mentre l’alloggio sarebbe stato a costi minimi per la Federazione).
Ricordo che nel 2012 ebbi anche delle telefonate, giustamente risentite da parte dello stesso Carmine e dell’allora Delegato F.I.Te.T. di Viterbo, Paolo Simoni.
Lamentavano entrambi di non essere stati informati di questo “progetto federale” nonostante i loro ruoli e la loro presenza riconosciuta sul territorio; giustamente se la prendevano anche un po’ con me inconsapevoli che io non ne sapessi nulla, esattamente come loro e l’allora Presidente regionale Scatena.

Nonostante le promesse e le certezze sbandierate, Viterbo morì prima di nascere. Servì al sottoscritto per comprendere appieno alcune cose. Non riesco nemmeno a scrivere il motivo per cui Viterbo, a detta del presidente non decollò, mi fa male solo ricordarlo.

Veniamo al “Giulio Onesti” di Roma.
Negli ultimi mesi anche questa sembrava una cosa fatta. Io a Roma e al centro CONI dell’Acquacetosa ci sono stato centinaia di volte. Il Comitato Regionale Lazio ha gestito una piccola palestra con 3 tavoli al suo interno per anni e la disponibilità limitata della struttura è nota, viste anche le moltissime attività svolte da altre Federazioni.
Trovare un posto all’interno per un nostro centro federale mi sembrava impossibile, però qualcuno insisteva nel dire che era sicuro e infatti …non se ne è fatto nulla.

Veniamo ai giorni nostri. Formia, Centro CONI “Bruno Zauli”.

Un centro di eccellenza una trentina di anni fa per l’atletica leggera, che ho avuto la fortuna di frequentare molte volte in estate. Pietro Mennea era di casa ed io andavo a vedere i suoi allenamenti oltre al Meeting estivo, molto famoso e prestigioso in quegli anni.
Un centro CONI ancora molto utilizzato da tante Federazioni sportive e, speriamo a breve, anche dalla nostra.

Partire però a fine marzo con il progetto del Centro federale a mio avviso è un po’ partire in ritardo.
Se il Centro fosse rivolto agli atleti arruolati nei Gruppi Sportivi Militari, come a mio parere sarebbe meglio, forse potrebbe andar bene, ma sembra invece che sia destinato agli atleti giovanili.

Mettere in piedi la parte tecnico-sportiva ma soprattutto l’organizzazione che occorre per supportare la presenza di una decina di ragazzi e ragazze non è affatto semplice.
La nostra Federazione ha un precedente molto importante con il centro federale di Fiuggi dove Deniso plasmò campioni come Valentino Piacentini e Massimiliano Mondello ma i problemi di far vivere insieme degli adolescenti lontano da casa e dalle loro famiglie e la loro difficile convivenza, meriterebbero una preparazione ben diversa rispetto alla attuale.
La Federazione ha un obbligo morale nei confronti di questi ragazzi e delle loro famiglie e non può solo pensare alla loro pratica sportiva.
Per degli adolescenti l’assenza improvvisa della famiglia e l’andare a vivere in un contesto completamente diverso come quello di un Centro federale, il convivere 24 ore al giorno con ragazzi dell’altro sesso, può generare quelle dinamiche adolescenziali che sono state uno dei problemi di Fiuggi.
Servono dei punti di riferimento ben precisi per loro e per le loro famiglie per qualunque problematica extra sportiva, serve personale qualificato e soprattutto preparato sotto molti punti di vista.

La logistica del “Bruno Zauli” di Formia è particolarmente vantaggiosa per chi si deve dedicare allo sport in maniera totale, ma questi ragazzi dovranno anche  frequentare le scuole e si dovrà prevedere tutto, nei minimi dettagli.

Non è una parte da sottovalutare se non si è incoscienti e se non si vuole far naufragare il progetto prima della sua nascita.

Servono dei mezzi idonei per raggiungere le scuole così come per raggiungere la stazione di Formia, che dista dal Centro CONI circa 3 km non percorribili facilmente a piedi per ragazzi e ragazze, visto anche che il Centro è ubicato sulla Via Appia, arteria sempre molto trafficata.

Bisognerà prevedere un supporto psicologico ai partecipanti del Centro con dei professionisti che sappiamo trattare con degli adolescenti e sappiano cogliere eventuali segnali di disagio.
La Federazione è obbligata moralmente a fare tutto questo e non può preoccuparsi solo della parte tecnica, il passato centro di Fiuggi deve essere uno sprone a considerare tutti questi fattori.
Bisogna anche analizzare bene i fattori che allora portarono alla sua chiusura.

Adesso discutiamo anche delle scelte tecniche che si faranno.
Mai fatti nomi quando ero Consigliere federale e figuriamoci ora, scriverò sull’argomento senza intromettermi nelle future scelte tecniche.

Si parla di 12 atleti tra maschi e femmine. Ovviamente i “papabili” per partecipare a questo centro federale sono i migliori delle varie categorie giovanili, ma potrebbero esserci delle defezioni tra questi atleti e quindi vedremo fino a che punto della classifica saranno ripescati i loro sostituti.

Bisognerà vedere anche se ci sarà sempre un “senso tecnico” nel caso si verificassero defezioni importanti. Credo che l’obiettivo della Federazione debba essere concentrare gli sforzi sportivi e quindi economici sui migliori, per colmare il gap tecnico che attualmente ci divide da nazioni pongisticamente più evolute della nostra.

Se questo non avvenisse per delle defezioni importanti da parte dei convocati, forse sarebbe meglio continuare come ora, oppure cercare soluzioni diverse.

Rimango molto stupito anche dal sentire il presidente federale dichiarare in contesti istituzionali, che, qualora non si raggiungesse il numero degli atleti convocati, si potrebbero aprire le porte del Centro anche ad altri atleti, che però dovrebbero pagarsi la permanenza. Ha parlato di 50€ per ogni giorno di permanenza.
Una cosa illogica e, a mio avviso, assurda.
Se il Direttore Tecnico accettasse un atleta di riserva dei 12 nel Centro, sarebbe evidente che vedrebbe in lui delle speranze e delle qualità per cui non si capirebbe questo diverso trattamento economico. Non voglio pensare che si voglia speculare sul Centro o peggio si faccia lo sport solo per i “figli di papà”.

La Federazione deve credere negli atleti convocati nel Centro, altrimenti lasci ad altri soggetti queste operazioni commerciali di dubbia moralità.

Un Centro Federale non è mica uno stage estivo di 5 giorni dove si deve fare “cassa”.  Ripeto, una cosa assurda solo pensarlo.

Altre considerazioni importanti riguardano chi sarà tra i tecnici nazionali ad essere presente nel Centro di Formia.
Chi saranno gli sparring che dovranno per forza esserci ed essere qualificati, non solo pongisticamente.
Trent’anni fa i ragazzi che parteciparono al Centro di Fiuggi avevano nelle loro Società di appartenenza delle situazioni di allenamento precario e saltuario.
Oggi non è più così.
I migliori atleti giovanili già hanno allenatori e sparring di alto livello e qualcuno ha possibilità di allenarsi anche molto frequentemente, tutti i giorni.
Per decidere di cambiare, bisognerà offrire loro un netto miglioramento rispetto a quello che già hanno a “casa” loro.

La Federazione questo lo sa bene, visto che sono stati monitorati e supportati economicamente negli ultimi anni, con un progetto specifico i migliori ragazzi e ragazze.

Vedremo nei prossimi 3 mesi cosa si offrirà loro e se questo progetto di centro federale, che reputo frettoloso e sbagliato nel concetto di base, farà la fine di quelli di Viterbo e dell’Acquacetosa di Roma.
Magari per continuare a lavorare e a investire i soldi del settore tecnico a Castel Goffredo e Torino, più legittimati di prima, rafforzati da un fallimento a Formia.

Bruno Di Folco

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