Il bicchiere è mezzo vuoto

Di Folco e il contro-editoriale di dicembre.
Stavolta non ho fatto fatica a trovare un titolo per il mio articolo, avendo ricevuto un assist perfetto dal titolo dell’editoriale della Federazione che parlava di “bicchiere mezzo pieno”.
Avrei voluto iniziare scrivendo il mio “in bocca al lupo” al mio successore in Consiglio Federalema, incredibilmente, dopo esattamente sei mesi dalle mie dimissioni, non posso ancora farlo.
Sabato scorso c’è stato un nuovo Consiglio Federale, il secondo appunto dopo le mie dimissioni ed ancora erano “titolati” per parteciparvi solamente 9 Dirigenti.
La decima sedia (…poltrona mi sembra il termine meno adatto per un Consigliere) sembra trovi difficoltà ad essere occupata, perché, dopo la rinuncia del primo dei “non eletti” Luca Pancani, sembra che la Federazione abbia escluso il secondo dei “non eletti”, l’arbitro Sante Gigante perché non in possesso dei requisiti previsti dallo Statuto, ma comunque autodichiarati all’epoca e che Sante abbia fatto ricorso alla sua esclusione.
Spendo due righe sulla situazione che appare allo scrivente paradossale e denota sia una certa superficialità e sia la scarsa importanza data al ruolo rimasto scoperto, da parte della Federazione.
E’ utile sapere che quando ci si candida per una carica elettiva federale qualunque, si compila un’autocertificazione di possesso dei requisiti indicati dallo Statuto e la si consegna alla stessa Federazione. Questa, ha l’obbligo di constatarne la regolarità, verificando quanto dichiarato da ognuno, al fine di permettere alle Società sportive di scegliere i loro rappresentanti, regionali o nazionali che siano.
Evidentemente questo non è stato fatto subito prima dell’Assemblea elettiva di Terni e men che meno nei due anni a seguire. Per assurdo, i 20 Dirigenti candidati in quell’Assemblea, avrebbero potuto dichiarare la loro idoneità a ricoprire il ruolo di “consigliere nazionale” ma non averne i requisiti  visto che la Federazione li avrebbe controllati solo dopo il termine dell’Assemblea stessa.
Il C.T della nazionale di calcio definirebbe la cosa “agghiacciante”, io semplicemente …“imbarazzante”.
Potevano farlo almeno subito dopo le mie dimissioni e invece … ancora nulla.
Un’altra vicenda nebulosa riguarda l’assunzione di due atleti da parte della Polizia Penitenziaria annunciata più di un anno fa dal presidente Sciannimanico, addirittura mesi fa era stata assicurata al Consiglio Federale l’imminenza dell’assunzione con le visite mediche da fare da li a pochi giorni.
Speriamo si riesca a farla entro la fine dell’anno agonistico per permettere agli atleti interessati una possibilità di allenamento migliore in virtù di una tranquillità lavorativa.
Passo ora al tennistavolo giocato che in fondo è quello di cui mi sono sempre occupato e che dovrebbe essere il motore che spinge noi tutti ad impegnarci.
Le Nazionali continuano a corrente molto alternata e, soprattutto la maschile ci ha deluso non poco nei recenti campionati Europei a squadre.
Negli ultimi anni si sono spese molte energie, e non solo, per la crescita tecnica del gioiellino Mutti, ora sarebbe un delitto non supportare l’atleta nella sua scelta di trovare, fuori da Castel Goffredo, la sua dimensione di giocatore internazionale.
Per la nazionale femminile il D.T. Deniso, sconfessando quanto detto dopo il suo rientro in Federazione, ha recuperato la professionalità di Maurizio Gatti e spinto la Federazione a firmare un nuovo contratto per l’allenatore lombardo.
Qualcuno aveva attribuito a Maurizio, nei suoi 10 anni di lavoro con la Federazione spesi nel settore femminile, una sorta di fallimento e qualcuno ora vede addirittura questo rientro come una mossa strategica importante per le prossime elezioni di fine 2016.
Ho troppo rispetto per Patrizio Deniso per credere in questa seconda ipotesi.
In bocca al lupo a Maurizio e chissà che non raccolga proprio ora quei risultati con la nazionale assoluta che tutti ci auguriamo.
Per l’attività dei nostri giovani migliori prosegue l’attuazione del Progetto Tecnico, con allenamenti giornalieri a Torino e a Castel Goffredo e sporadici allenamenti a Terni.
In un anno agonistico la differenza dei valori tecnici assoluti sarà ancora maggiore, ma evidentemente a qualcuno sta bene così, in fondo basta non lamentarsi troppo.
Per l’attività dedicata agli “under 13” invece il lavoro dei Tecnici federali che fanno capo a Matteo Quarantelli si concretizza con periodici stages a Terni e Caserta.
Si cerca di essere presenti con una buona frequenza per allenare e monitorare girando  tutte le Regioni collaborando il più possibile con i Tecnici regionali e con quelli di Società.
E’ un lavoro molto diverso e, a mio avviso, molto stimolante per tutti, atleti, allenatori, società sportive e comitati regionali.
Per il campionato di Serie A1 vorrei fare alcune considerazioni.
Il livello tecnico è indubbiamente sceso negli ultimi anni e le cause sono sicuramente diverse. A mio avviso l’allontanamento degli sponsor dalle Società e la crisi economica del nostro paese sono tra le cause principali, ma la Federazione potrebbe valorizzare meglio il suo prodotto. Se siamo scomparsi dalla televisione per i costi troppo elevati dobbiamo almeno essere presenti con lo streaming che ha costi molto più contenuti e permetterebbe ai nostri tesserati di godere di partite che comunque andrebbero valorizzate.
Tra l’altro i campionati, maschile e femminile, sono livellati e molti sono gli incontri avvincenti e senza una squadra certamente vincitrice.
Ma del resto se non si riesce neanche a gestire il “live scoring” dubito si riesca a farlo con lo streaming. A proposito del “live scoring”, scaricato sulle Società di casa per la sua buona riuscita, non si capisce a cosa siano serviti i 35 tablet acquistati lo scorso anno dalla Federazione.
Votai a favore del loro acquisto avendo la certezza che il loro utilizzo sarebbe stato ad uso esclusivo dei Giudici Arbitri sia durante i Tornei nazionali che durante le partite di serie A1, evidentemente mi sbagliavo e di molto. Serviranno ad altro.
Continua ancora ad essere designato un solo arbitro per la serie A1 maschile e femminile e non vengono dotati dei tablet nemmeno quelli designati per i Tornei nazionali.
Questione di costi? Avevamo creato la figura del “coordinatore societario” durante i Tornei proprio per creare risorse economiche nuove per il Settore arbitrale e utilizzarle diversamente.
Evidentemente, anche in questo caso, gli intendimenti erano diversi.
Siamo quasi a metà stagione per quanto riguarda i Tornei nazionali e mi sembra che i Tornei senior e i nuovi Tornei Giovanili Unici siano state due novità ben accettate dalle nostre Società. 
Lo scorso week end a Terni si respirava un’aria di soddisfazione tra i giovani atleti, contenti di confrontarsi con tanti loro coetanei nello stesso torneo.
Si dovrà certamente migliorare nel software della gara o su un suo migliore utilizzo da parte del corpo arbitrale.
Quest’anno i Tornei nazionali dedicati alle categorie e al ranking sono diminuiti molto numericamente rispetto allo scorso anno a favore di un’attività di stages e di un’attività torneistica regionale.
Probabilmente la loro diminuzione si farà sentire soprattutto in quelle Regioni dove i Comitati regionali non riescono a dare un’offerta di gare regionali soddisfacente ed un intenso numero di stages giovanili.
La problematica comunque è complicata e la affronterò prossimamente, visto che a mio parere ci sono implicazioni diverse, comprese quelle economiche di gestione federale.
Chiudo questo “contro” editoriale facendo una considerazione sulla proposta di Assemblea straordinaria di cui sono promotore; nonostante siano già molte le Società che finora hanno aderito, sono proprio le “piccole” Società che non lo hanno ancora fatto ed è un chiaro sintomo di scarsissimo interesse alla vita federale.
Non è un buon segnale per loro, ma soprattutto per la stessa Federazione. Spero che qualcuno se ne renda conto e si attivi per coinvolgerle maggiormente.
Colgo l’occasione di questo scritto per augurarvi buon Natale e un 2015 pieno di soddisfazioni pongistiche e personali. Viva il Tennistavolo.
Roma 15 dicembre 2014                                                                  Bruno Di Folco  

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