Giovanni Giorgione tra i King Pong Friends

… Da evitare… il primo set.  Preferisco il secondo…
Come è avvenuto il tuo incontro con il tennistavolo?
In parrocchia a 6 anni con l’obiettivo di battere mio fratello più grande di 10 anni il quale non perdeva occasione di mettermi sotto al naso la sua unica coppetta vinta nel torneo “chiesa di Sant Anna”…

Qualche ricordo della palestra dove hai iniziato: l’ambiente, il livello tecnico dei giocatori, l’allenatore…
Mio fratello, Gino, quando avevo 14 anni, mi fa: “Giua’, sta un certo Sergio D’Auria che organizza un torneo. Va a vedè”. A quel torneo arrivai ultimo su 10 partecipanti! E. D’Auria: “Giua’, non fa niente, vieni ad allenarti e tra due anni batterai pure a me” e mi regalò uno Stiga allround con tackiness Drive e Sriver killer. Per l’esattezza passarono 20 mesi! Da quel giorno e per 15 anni a Benevento nessuno è stato più in gamba di me.

Il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?
Un anno, stagione 96/97 mi sembra di ricordare: tutti e tre i tornei terza vinti e passaggio a seconda categoria.

E la tua sconfitta più indigesta?
Campionato italiano di terza categoria a Bologna 1997 mi pare. Sono testa di serie numero 1 del torneo è perdo subito dopo il girone. Unica partita persa in un anno di terza categoria. Non dico contro chi per non fargli pubblicità…

Una qualità tecnica o caratteriale che decisiva nelle tue vittorie e un difetto che non sei riuscito a migliorare come avresti voluto…
A 48 anni suonati cerco ancora di imparare il top di diritto. Gli avversari lo sanno e per questo mi tirano sempre lì. Mi vogliono bene.

Come definiresti il tuo gioco? Il tuo colpo migliore e lo schema preferito?
Nato difensore al tavolo divento attaccante in vecchiaia. Mi adeguo all’avversario?

Come cerchi di superare i momenti di difficoltà o i passaggi a vuoto durante una partita?
Cantando.

Il tuo gesto scaramantico nel tennistavolo?
Perdere sempre il primo set del torneo o della partita di campionato.

Hai un soprannome in ambito sportivo? Come nasce?
Qualcuno mi chiama bigeorge. Facile.

Telaio e gomme?
Ebenolz. V.  Per le gomme chiedete all’amico Panichella, sarà più preciso di me!

Il tuo rapporto con i materiali: maniacale o indifferente?
Datemi un pezzo di legno con sopra due gomme ed io mi adeguerò.

E quello con la sfortuna: spizzi, retine, interruzione per pallina in campo al termine di un tuo punto vincente…?
Odio i casinari che stanno ad altri tavoli in un torneo e che pensano di essere solo loro a giocare in quel momento…. quelli che, mentre stai concentrato al tavolo per la tua partita, loro stanno facendo lo show….. E gli arbitri assistere allo spettacolo… Una volta gli incontri erano a 21 e se perdervi concentrazione poi potevi recuperare.  Il più forte vinceva sempre.

Il momento o l’aspetto della gara che preferisci e quello che vorresti proprio evitare…
Da evitare… il primo set.  Preferisco il secondo..

Meglio le gare individuali o a squadre?

Il campionato quando i compagni sono anche amici (veri). Il  Torneo quando il fisico lo permette.

La tua migliore posizione in classifica raggiunta?
N. 80, non ricordo quale classifica  tra il 95/97, non le ho più trovate. Nell’89/90 ero sui 100, oggi 116, (e 11 anni consecutivi di abbandono).

Aspettative e obiettivi per la prossima stagione?
Vincere, vincere, vincere, vincere… Ed ogni tanto dispensare un po’ di felicità.

Se il tennistavolo fosse un brano musicale?
Eh…. già, sembrava la fine del mondo ma sono ancora qua… V. R.

E se fosse un cibo, un piatto o una bevanda?
Le due fettine di pane  con la frittata dentro che mammà mi preparava quando partivamo per qualche gara

Infine… Qualche tuo aneddoto in ambito tennistavolo (giocatori o allenatori conosciuti o affrontati, ricordi di varia natura, trasferte mitiche, tic, dubbi regolamentari su particolari situazioni di gioco, ecc…)
Certi fatti li narro solo a tavola e dopo che mi avete ‘mbriacato.. Eh… già..
Un saluto al TT Giovani Castello per l’occasione.

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