Gianfranco Dell’Omo tra i King Pong Friends

… Improvvisando. Secondo me non ci sono schemi precisi.

Come è avvenuto il tuo incontro con il tennistavolo?

Il tennistavolo l’ho conosciuto per caso d’estate in Versilia, ero ragazzino e frequentando una sala giochi iniziai a giocare. L’inverno dopo a Roma comprai un tavolo sul quale giocavo con i miei compagni di scuola. L’estate successiva, sempre in Versilia, continuai e cominciai a fare anche dei tornei…

Qualche ricordo della palestra dove hai iniziato: l’ambiente, il livello tecnico dei giocatori, l’allenatore…
…così l’inverno successivo era l’anno 1972 iniziai a giocare alla Marbert Roma. Roberto Migliarini mi mise sotto negli allenamenti, soprattutto nel top di dritto. Il livello era buono: Giontella 16 anni numero 2 d’Italia, Barsacchi 10 d’Italia, Lazzeri Stefano Costantino Palmieri e tanti altri….

Il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?
Sono due i ricordi più belli. Il primo: una partita di serie A io Ruffolo e Peterlini contro Priftis (campione Greco numero1 d’Italia nelle classifiche) Giontella e Macerata. Vincemmo 5-4 in un incontro che iniziò alle 21 e finì alle 2 di notte. Io vinsi con Priftis e Giontella. Il secondo ricordo: un torneo seconda vinto a Rovato in finale su Manneschi, mi sembra nel 1984.

E la tua sconfitta più indigesta?
La sconfitta più brutta fu ai campionati italiani seconda di Enna, dove persi al primo turno con Carloni (un terza di Terni). Ero la testa di serie numero 3 e allora non c’erano i gironi da quattro.

Una qualità tecnica o caratteriale che decisiva nelle tue vittorie e un difetto che non sei riuscito a migliorare come avresti voluto…
La determinazione e la voglia di vincerenei momenti decisivi. Il mio difetto, negli anni più belli, era la mancanza di resistenza nei lunghi tornei. Infatti ero più temibile a squadre che in torneo.

Come definiresti il tuo gioco? Il tuo colpo migliore e lo schema preferito?
Il mio gioco è senza dubbio d’attacco. Stile classico di un tempo. Palla corta e top spin molto effettati. Il rovescio il mio colpo migliore, anche se le partite più importatnti le vincevo col dritto.

Come cerchi di superare i momenti di difficoltà o i passaggi a vuoto durante una partita?

Improvvisando. Secondo me non ci sono schemi precisi.

Hai un soprannome in ambito sportivo? Come nasce?
Intorno ai vent’anni Bruno Ruffolo mi chiamava “Ciccio” e per incitarmi a squadre gridava: “Vai Ciccio!” Forse perchè in effetti ero un po ciccio all’epoca.

Telaio e gomme?
Ne ho cambiati tanti di telai. In passato mi trovavo meglio con telai elastici Stiga e gomme Sriver da 2,5. Ora, essendo vecchietto, telaio super veloce e rigido per fare meno fatica. Gomme Tenergy..

E quello con la sfortuna: spizzi, retine, interruzione per pallina in campo al termine di un tuo punto vincente…?
Se di spigoli e retine non me ne prendono tanti, sto tranquillo. Ma se penso di essere in una giornata un po’ sfigata mi faccio un po’ condizionare.

Meglio le gare individuali o a squadre?
Meglio campionati a squadre che tornei. Anche se oggi come oggi non trovo molta differenza rispetto agli anni d’oro.

La tua migliore posizione in classifica raggiunta?
Guarda, la classifica mia migliore credo sia stata nel 1981: 2/0, n°2 (quindi numero 12 d’Italia: c’erano 10 prima). Però Appolloni e Macerata 9 e 10 d’Italia erano meno bravi di me. Anche perché quell’anno battei 17 prima categoria. Ma non c’era la classifica a punti.

Aspettative e obiettivi per la prossima stagione?
Le aspettative alla mia età non si prevedono mai, ahimé. Mi sto allenando, credo che farò la B2, non facile per il mio livello. Poi vedremo. Spero solo di stare bene fisicamente.

Infine… Qualche tuo aneddoto in ambito tennistavolo (giocatori o allenatori conosciuti o affrontati, ricordi di varia natura, trasferte mitiche, tic, dubbi regolamentari su particolari situazioni di gioco, ecc…)
Ci sarebbero mille episodi da raccontare, ma mi sembra di essere già stato troppo lungo. Vediamo… in una trasferta a Bruxelles per la coppa europea giocammo contro Charleroy e vincemmo 5-2. Bellissimi ricordi. Tanti episodi col mio inseparabile amico Fabio Angiolella: eravamo come due fratelli. Girammo la scena di un film a Cinecittà una scena dove bisognava giocare a tennistavolo… eravamo ragazzini… Insomma tanti bei ricordi che tengo vivi ancora nella mia memoria, che grazie a Dio ancora mi permette di ricordare tantissimo.


Condividi su Facebook


Tweet

Condividi: