Giada “Nessuna” Ferri tra i King Pong Friends

… Io voglio la maglia con scritto Nessuno. Ci porterà fortuna.

Come è avvenuto il tuo incontro con il tennistavolo?
E’ avvenuto grazie a babbo, che ha ripreso a giocare solo quando io ero già grandicella ma quando ero più piccina mi portava spessissimo a vedere le partite di campionato il sabato pomeriggio in palestra, insieme a mamma. E non dimentichiamoci, oltretutto, che uno dei primi regali pervenuti a mamma per me fu una racchettina da tennistavolo in miniatura… Si può dire che col tennistavolo io ci sia nata.

Il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?

La vittoria lo scorso anno in campionato con Francesca Tatulli. Non avendoci mai vinto in vita mia, diciamo che la mia è stata una giornata di lucidità più che altro… Ma è stata davvero una grandissima soddisfazione. Anche perché poi grazie alla mia vittoria abbiamo pareggiato l’incontro 3-3 anziché perderlo 4-1.

E la tua sconfitta più indigesta?
Al primo turno di singolo dei campionati italiani di terza categoria di quest’anno, a Terni, contro la siciliana Jessica Scucchia. Ero riuscita a rimontare da 2-0 sotto e mi sono fatta fregare con due servizi suoi sul 9-9 al quinto… Altro che indigesta, credo che non la manderò giù per un bel pezzo!

Hai un soprannome in ambito sportivo? Come nasce?
Nessuna. Penso che ormai tutti mi conoscano così. E quanta gente poi è venuta sempre a chiedermi “Perché Nessuna?”. Nacque nel 2010 quando si stava per fare il doppio misto Allievi ai campionati italiani giovanili con Francesco Papa, volevamo fare (come sempre abbiamo fatto) le magliette uguali e lui se ne uscì con un “Io voglio la maglia con scritto Nessuno. Ci porterà fortuna.” Io all’inizio dissi di no, poi acconsentii mettendo, ovviamente, ”Nessuna” sulla mia maglietta. Al di là del successo strepitoso di queste magliette (il fotografo ci inseguì per tutta la palestra per fotografarci!) alla fine ci portò davvero fortuna, visto che arrivammo in semifinale. Da allora, il “soprannome” mi è rimasto. Anche perché appena ho provato a toglierlo come nome di Facebook, in tre giorni 5 persone mi chiesero perché non fossi più Nessuna…

Telaio e gomme?
Telaio Timo Boll Spirit, con impugnatura anatomica.
Gomme: sul dritto Donic BlueFire M1, sul rovescio Donic Coppa X3.

La tua migliore posizione in classifica raggiunta?
50, tra ottobre e dicembre scorso.

Infine… Qualche tuo aneddoto in ambito tennistavolo (giocatori o allenatori conosciuti o affrontati, ricordi di varia natura, trasferte mitiche, tic, dubbi regolamentari su particolari situazioni di gioco, ecc…)

Credo che non dimenticherò mai, mai e poi mai, la mia prima volta da riserva in serie A1. Avevo 13 anni, ero reduce da 2 settimane di febbre altissima e dovevo fare da “tappabuchi” perché una delle giocatrici titolari mancava. La partita tanto era con Castelgoffredo (a quel tempo Stefanova, Monfardini ecc), quindi era ingiocabile a prescindere. Ricordo che entrai in campo imbottita di medicinali perché ancora non stavo del tutto bene, giocai contro la Stefanova e lei, chiaramente, mi lasciò un po’ giocherellare. Ma il peggio, credo,fu quando a fine incontro arrivò l’arbitro (mi pare fosse Mariotti…) e comunicò che 4 atlete dovevano sottoporsi al controllo antidoping. Ovviamente, tra quelle 4 atlete c’ero io… Come esordio nella massima serie direi che non poteva andarmi “meglio”, no? Non dimenticherò mai, oltretutto, la cinese che avevamo allora (Wang Yu se non sbaglio) che mi fece bere qualcosa come 2 litri e mezzo d’acqua prima di entrare a fare il controllo… Da dimenticare.


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