Di Folco scrive ai dirigenti del TT italiano


Cari Consiglieri federali e Presidenti regionali,

sono passati 40 giorni da quando Vi ho inviato una lettera che preannunciava un mio impegno a raccogliere le firme delle Società sportive per richiedere una Assemblea Straordinaria atta a modificare lo Statuto federale.

L’impegno, come scrissi nella lettera, è per rendere il nostro Statuto simile a quello della quasi totalità delle altre Federazioni e per venire incontro alle richieste, per ora solo verbali, del CONI che si è stancato di sopportarci con uno Statuto così strutturato.

Raccontai nella precedente lettera l’episodio che mi vide spettatore, dell’allora Segretario Generale Dr. Raffaele Pagnozzi, che esortava, con modi simpatici e garbati, il presidente Sciannimanico ad intervenire subito dopo la sua terza rielezione a riformare lo Statuto.

Ad oggi mi risulta che nemmeno nella recente riunione svoltasi a Roma a fine novembre con i Presidenti regionali, la Dirigenza federale abbia affrontato l’argomento.

Confermando quanto già scritto, Vi ricordo che voler cambiare lo Statuto federale non è schierarsi con nessuna parte (maggioranza o opposizione).

Cambiarlo sarebbe solamente un atto di democrazia per una Federazione come la nostra che basa le sue fondamenta su piccole realtà societarie.

Lungi da me l’idea di equiparare una Società ad un voto, come succede peraltro in molte altre Federazioni, ma bisognerà creare un meccanismo che riesca ad incentivare tutte le Società ad investire nei giovani e che abbia  come obiettivo non solo la promozione ma anche il conseguimento del risultato ai più alti livelli agonistici possibili.

In questo momento sono poche le realtà che hanno questa spinta e sono chiaramente molto vicine a chi governa la nostra Federazione, proprio a dimostrazione della stortura presente nel nostro Statuto.

Non bisogna avere paura della democrazia e non bisogna essere schierati con questo o con quel Dirigente per auspicare uno Statuto diverso dall’attuale.

Come sapete sono stato per molti anni Presidente regionale e per qualche anno Consigliere federale e ben conosco lo spirito di servizio e di sacrificio che bisogna possedere per ricoprire tali ruoli.

Non bisogna avere il timore di “mantenere delle posizioni” che sono solo di grande sacrificio e devono essere riconosciute per i meriti conseguiti e per la stima conquistata con il lavoro e non per l’accordo politico sportivo con una parte numerica residuale delle Società sportive.

E’ assurdo che nelle tre Regioni italiane con il più alto numero di Società , 3 o 4 dirigenti da soli possano detenere la maggioranza del pacchetto dei voti in un’Assemblea.

Vi allego, proprio per queste tre Regioni, un prospetto, a solo titolo esemplificativo.
Spero che non me ne vorranno i tre amici Presidenti, Nicola D’ambrosio, Paolo Puglisi e Paolo Lentini che anzi considero tra i più meritevoli proprio per l’impegno e per i numeri espressi dalle loro Regioni.

Considerando, come ben sapete, la possibilità di avere 2 o 3 deleghe al momento dell’Assemblea regionale (art.30 c.7 dello Statuto) si potrebbe avere una concentrazione e la relativa maggioranza di voti, con un numero di Dirigenti molto esiguo, appunto 3 o 4.

Ribadisco che questo sistema di voti plurimi è stato creato molto prima dell’elezione di Franco Sciannimanico a presidente federale e che adesso non si deve considerare il volerlo cambiare come l’essere contro l’attuale Dirigenza.

Chi volesse far intendere questo sarebbe intellettualmente disonesto e chi dovesse crederlo commetterebbe un macroscopico ed ingenuo errore.

Spero che Voi, che siete i massimi Dirigenti del nostro sport, comprendiate bene invece l’importanza di allinearsi, in tema di Statuto, alle altre Federazioni sportive nazionali, e che questo farebbe acquistare quella credibilità, agli occhi del CONI, che un po’ viene a mancare per i risultati di livello Mondiale o Olimpico che altre Federazioni invece vantano rispetto alla nostra.

Auspico che alle 40 Società che già hanno espresso il desiderio di Assemblea Straordinaria, possano aggiungersi anche le Società a cui Voi fate riferimento e che vi rendiate così protagonisti di un cambio epocale che non deve farvi paura perché forti del lavoro che avete fatto in questi anni.

Vi ringrazio per l’attenzione prestata e Vi saluto cordialmente, rimandando la discussione in merito anche in assemblee che vorrete indire nelle Vostre Regioni.

Roma 1 dicembre 2014                         Bruno Di Folco

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