PRIMA STAGIONE

Roma Sud, anni Duemila.
Cosa ci direbbe un tavolo da ping pong se potesse parlare? La storia di un lungo legame, di sfondo una città che si trascina indolente verso il Terzo Millennio: passato, presente e futuro raccontato da chi non ti aspetteresti mai…

EPISODI

Classe 1987, da Iwo (Nigeria), 170 km da Lagos e dall’Oceano Atlantico, Tijani Yusuff Adewale da 4 anni fa parte della famiglia KingPong. Quest’anno scenderà per la prima volta in campo come giocatore. Sabato 22 abbiamo perso l’occasione di vederlo in campo al Torneo Open a causa di una lombalgia. Lo aspettiamo nell’esordio casalingo contro Prato del 29 settembre.

Come hai iniziato a giocare in Nigeria? Parlaci del tennistavolo nel tuo Paese: è uno sport molto praticato? Qual è il livello dei giocatori?
In Nigeria ho iniziato a giocare fuori dalla porta di casa: da bambini eravamo abituati a giocare dei tornei che si organizzavano all’aperto.
Una volta arrivai in finale e un allenatore di tennistavolo mi chiese se avessi voluto andare ad allenarmi in una palestra: fui felicissimo di iniziare ad allenarmi in maniera professionale e fu lì dove iniziai ad imparare la tecnica del tennistavolo.

Qualche ricordo della palestra dove hai iniziato: l’ambiente, il livello tecnico dei giocatori, l’allenatore.
Ho iniziato a giocare in una palestra all’età di 15 anni.
La palestra si chiamava Oyo State Sports Council Adamasingba Ibadan e l’allenatore era coach Ajani. In palestra c’erano tanti giocatori di alto livello come Aruna Quadri (classe 1988, attualmente 22 del mondo), Rasaq Hamzat e Gbenga Kayode (tesserato per il Norbello con cui in 3 stagioni ha perso 4 partite su 101, ndr).
Successivamente mi sono allenato anche all’Ibadan Recreation Club and Liberty Stadium.

Quali sono stati i tuoi risultati sportivi in Nigeria? Hai vinto qualche torneo? Che classifica avevi in Nigeria? Hai mai giocato in nazionale?
Il miglior risultato in Nigeria fu quando passai dalla categoria junior alla senior e vinsi con l’ex campione d’Africa Taofeek Maya agli ottavi di un torneo nazionale.
Ho giocato varie volte per la nazionale nigeriana; ai trials di qualificazione per Sydney 2000 vinsi 11 partite e ne persi 1.
Con la maglia della nazionale ho vinto la medaglia d’oro a squadre ai Gateway Games 2006 e quella d’argento agli Abuja National Sports Festival 2004.
Ho fatto parte della nazionale qualificandomi 2 volte attraverso i trials e sono stato tra i migliori 8 giocatori in Nigeria. Prima di lasciare la Nigeria per l’Europa ero numero 12, il mio best ranking.

Qual è il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?
La mia migliore vittoria è stata nel 2008, quando sono passato da junior a senior e agli ottavi di un torneo nazionale ho sconfitto il l’ex campione d’Africa Taofeek Maya.

E la tua sconfitta più amara?
La mia giornata sfortunata è stata quando al Festival Nazionale dello Sport ho perso nel quarto di finale con Kazeem Makanjuola (nella scorsa stagione tesserato con la Marcozzi Cagliari in A2). Ero avanti 2-0 e 9-6 eppure ho perso.

A che età hai lasciato la Nigeria? Da quanti anni giochi in Europa? In quali campionati hai giocato?
Ho lasciato la Nigeria per l’Europa a 25 anni, sette anni fa.
Il primo Paese dove ho giocato è stato il Portogallo: nel 2011 ho giocato metà stagione nella prima divisione regionale per il Ponta Do Pargo (Madeira, isola dell’oceano Atlantico al largo del Marocco, nota per dato i natali a CR7) e abbiamo vinto il campionato. Nel 2012 mi sono trasferito in Italia, dove ho allenato prima a Matera al tennistavolo Pegasus e poi a Santa Maria di Castellabate (Campania).
Successivamente sono stato sparring a Latina e questo è il mio quarto anno in KingPong; durante i primi due contemporaneamente ho giocato nel campionato svizzero.

Come sono andati i due anni in Svizzera?
Un’esperienza molto buona: ho giocato in seconda divisione e siamo arrivati secondi per due volte. Il primo anno ho fatto circa il 93% di vittorie e il secondo anno il 90%

Tanti nigeriani nel nostro girone di A2: l’higlander Adeyemo Fatai (tesserato per Prato), poi Arishekola Hassan (Ennio Cristofaro), Oyetayo Shola (Marcozzi Cagliari) e Babatunde Banji (Terni). Hai mai avuto modo di incontrarli? Chi conosci e chi pensi sia più bravo o meno rispetto a te?
Si, ci sono molti giocatori nigeriani in Italia e molti sono proprio nel nostro girone di A2.
Oyetayo Shola lo conosco bene: ci ho giocato contro molte volte, anche se è passato tanto tempo, almeno 7/8 anni fa. Ricordo almeno 5 sfide tra noi con 2 vittorie mie.
Arishekola Hassan l’ho incontrato una volta cinque anni fa e vinsi 3-1, ma ora lui (come del resto gli altri miei connazionali in Italia) si allena a molto bene ad alto livello.
Non ho mai avuto modo di giocare contro gli altri due giocatori.
Sono così bravi che non posso dire di essere migliore di loro; al momento mi darei una possibilità al 50 e 50, poi sarà il campo a stabilire i valori.

Per te è il quarto anno alla KingPong: quanto è difficile giocare facendo lo sparring senza avere grandi occasioni per allenarti ad alto livello?
Non è facile fare solo lo sparring senza l’impegno delle gare agonistiche di campionato o dei tornei. Quando fai solo lo sparring tendi ad essere un po’ più pigro perché non hai pressione su di te e tendi a perdere la concentrazione. A volte per essere uno sparring c’è bisogno di molta pazienza e resistenza perché ci si confronta con giocatori di basso livello, in alcuni casi dilettanti. Ma è il tuo lavoro ed è ciò per cui sei pagato.
Per i 4 anni con KingPong posso dire di sentirmi bene e felice perché tutti gli allenatori, i giocatori sono così gentili con me ogni volta che arrivo in palestra mi sento sempre bene e mi trattano come in una famiglia.

In estate hai partecipato al 2018 ITTF Challenge – Seamaster Nigeria Open (8-12 agosto). Cosa puoi dirci riguardo questa esperienza?
Ho superato il girone con 2 vittorie su Obayomi M. per 4-3 e sul Ghanese Asare W.
Nel tabellone principale sono uscito ai 32esimi contro il Francese Seyfried Joe (classe 1998, 182 del mondo).

Sei contento di iniziare a giocare in A2 in Italia? Che stagione sarà?
Sono molto felice di giocare in A2 in questa stagione perché da quando mi sono trasferito in Italia non ho giocato partite di campionato. Penso che la A2 quest’anno sarà difficile perché ci sono molti giocatori che sono scesi dalla A1 come Massarelli, Ragni e molti giocatori della Nigeria.
Per quanto mi riguarda, penso che il girone di andata non sarà semplice perché è da tanto che non ho esperienza delle partite. Ma devo dare il massimo al 100%. Ho aumentato i miei esercizi fisici e sono concentrato non solo nell’attività di sparring.

Valerio Marzulli.

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