Cristina Semenza tra i King Pong Friends

… nello sport bisogna sentirsi sempre forti altrimenti si parte sempre in svantaggio
Come è avvenuto il tuo incontro con il tennistavolo?
Il tennistavolo era ed è ancora la passione dei miei genitori. Ogni domenica partecipavano a qualche torneo regionale Lombardo, ed io e mia sorella gemella , mentre loro gareggiavano per passare il tempo saltavamo da un tavolo all’altro per cercare di imitarli, avevo circa 9 anni.

Qualche ricordo della palestra dove hai iniziato: l’ambiente, il livello tecnico dei giocatori, l’allenatore…
La palestra dove ho iniziato era semplicemente il Circolo della Banca Commerciale “La Gardanella “ appena fuori Milano. All’inizio erano proprio allenamenti diciamo familiari, poi pian pianino ho avuto anche il primo allenatore e venivano ad allenarsi anche persone già brave. Qui ha iniziato anche Giuliani Filippo, dopo circa 20 anni , da quegli allenamenti, ci siamo risentiti e insieme nell’età veterani abbiamo vinto il titolo Italiano di doppio misto seconda. Una soddisfazione bellissima.

Il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?
Sicuramente la medaglia d’argento vinta agli Europei Giovanili di Lussemburgo nel doppio Femm. Con Arisi, riuscire a disputare una finale agli Europei e salire sul podio è indimenticabile.

E la tua sconfitta più indigesta?
Mah,  le sconfitte sono più o meno tutte indigeste, cerco sempre di capire dove o cosa ho sbagliato e poi cerco di rimuoverle eh eh!!

Una qualità tecnica o caratteriale che decisiva nelle tue vittorie e un difetto che non sei riuscito a migliorare come avresti voluto…
Una qualità forse e quella di non mollare mai, più la partita è importante e più riesco a caricarmi. Il difetto è sicuramente la poco autostima, nello sport bisogna sentirsi sempre forti altrimenti si parte sempre in svantaggio

Come definiresti il tuo gioco? Il tuo colpo migliore e lo schema preferito?
Il mio è un gioco d’attacco, appena posso cerco di tirare, anche perché il blocco non è proprio il mio forte, se non tiro ho già perso!! Il mio colpo migliore, fino a poco tempo fa era il top di dritto, adesso avendo un problema alla cervicale lo faccio proprio male… l’idea di smettere è lì, ma finora il richiamo del tavolo è troppo forte e si fa quello che si può ….

Il tuo gesto scaramantico nel tennistavolo?
Con gli anni ho capito che la scaramanzia non serve proprio a nulla, il risultato dipende solo da se stessi e dall’approccio mentale con il quale si scende in campo.


Telaio e gomme?
Telaio Samsonov Thibar, Coppa X3 sul rovescio e sul dritto non so, avevo Tenergy 64, ma costa davvero troppo e quindi ho deciso di risparmiare eh eh! A settembre ci penserò.

Il tuo rapporto con i materiali: maniacale o indifferente?
Direi indifferente, in 30 anni ho cambiato tre telai giusto perché non li producevano più . Quando si incollava, avevo la mania dell’incollaggio, mi piaceva troppo il suono, ad ogni torneo incollavo un’infinità di volte. Forse meglio adesso, si perde meno tempo.

E quello con la sfortuna: spizzi, retine, interruzione per pallina in campo al termine di un tuo punto vincente…?
Le retine e gli spigoli fanno parte del gioco e bisogna saperle accettare, delle volte ti fanno magari perdere, altre volte ti fanno vincere, sono punti come tutti gli altri.

Meglio le gare individuali o a squadre?
Io preferisco di gran lunga giocare a squadre, condividere la vittoria con altre persone per me è bellissimo, rispetto all’individuale riesco sempre a giocare meglio, forse perché sento più la responsabilità e riesco a mettere da parte la pigrizia!! Magari quando ero più giovane era un po’ diverso, ma adesso gli stimoli giusti li trovo esclusivamente a squadre o nei doppi!!

La tua migliore posizione in classifica raggiunta?
N.3 verso gli anni novanta, mi sembra. Disputai anche una finale assoluta, dove persi come sempre dalla mia eterna amica/rivale Alessia Arisi.

Aspettative e obiettivi per la prossima stagione?
La prossima stagione disputerò la serie B femminile, con l’obbiettivo di salire in A2, e farò la quarta giocatrice e il tecnico in A1. E’ la mia prima esperienza esperienza da tecnico, speriamo di non saltare subito eh eh! E comunque la cosa fondamentale è di divertirsi sempre insieme alle proprie amiche/compagne.

Infine… Qualche tuo aneddoto in ambito tennistavolo (giocatori o allenatori conosciuti o affrontati, ricordi di varia natura, trasferte mitiche, tic, dubbi regolamentari su particolari situazioni di gioco, ecc…)
Ricordo con molto affetto gli infiniti stage a Fiuggi, all’epoca di Stencel e Ostermann, erano durissimi, ma con il senno di poi direi indispensabili.
Ricordo che una mattina dopo le due ore e mezza di allenamento in palestra, ci mandarono a correre. Bisognava arrivare fino al lago e tornare indietro, circa 7 km in tutto.
Arrivammo al lago, in piena sofferenza, al ritorno rimanemmo indietro io, Arisi e un atleta slava mi sembra, onestamente non mi ricordo a chi venne l’idea, ma sta di fatto che provammo a fare l’autostop. Si fermò un furgoncino pieno di pane e brioches e riuscimmo a tornare in un tempo umano!!
Quante risate, per fortuna non si accorsero di niente, altrimenti mi sa che in quella giornate avremmo consumato tutta la suola delle scarpe.

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