Considerazioni sull’attività individuale 2018/19

Stando alle ultime riforme del regolamento, in vigore da quest’anno, indipendentemente dalla classifica che si acquisisce nel corso della stagione, è possibile partecipare esclusivamente ai tornei nazionali della categoria a cui si apparteneva a inizio anno.
Fa quindi riferimento per tutto il corso della stagione la classifica del primo luglio, quantomeno per la partecipazione ai Tornei nazionali di Categoria, ad eccezione dei Tornei nazionali Terza Categoria ed Assoluti, per cui i primi otto classificati al torneo terza hanno diritto a partecipare al torneo assoluto.

Facciamo un esempio: Mario Rossi il primo luglio è numero 453 delle classifiche italiane, è quindi Quarta Categoria. Secondo l’articolo 3 del regolamento (Regolamenti 2018/2019 dell’Attività Individuale e dei relativi Campionati Parte Specifica), ai Tornei nazionali Quarta Categoria “possono partecipare gli atleti italiani di Quarta Categoria con riferimento alle classifiche emesse ad inizio Stagione“, e questo medesimo principio è appicato anche ai Tornei nazionali Terza Categoria così come ai Tornei nazionali Quinta Categoria.
Se quindi Mario Rossi, dopo tre mesi di attività agonistica – campionato a squadre, tornei regionali, tornei nazionali – dovesse scalare le classifiche e raggiungere, ad esempio, la posizione numero 200, non potrà comunque partecipare ai Tornei nazionali Terza Categoria. Potrà partecipare esclusivamente ai Tornei nazionali della Categoria di riferimento alla classifica che aveva il primo luglio, ovvero ai tornei Quarta Categoria.
Lo stesso naturalmente vale in peius, per cui Mario Rossi, qualora dovesse scendere in classifica a tal punto da raggiungere la Categoria inferiore, la Quinta per l’appunto, potrà comunque partecipare esclusivamente ai Tornei nazionali Quarta Categoria.

Un esempio più realistico potrebbe essere quello di un ipotetico Dario Bianchi, che il primo luglio è posizionato al numero 451 delle classifiche nazionali ma a seguito di tre mesi di attività scende nel ranking fino alla posizione, tanto per dire, 520. Dario Bianchi non potrà ovviamente partecipare ai tornei Quarta Categoria ma potrà gareggiare solo in quelli della sua categoria di appartenenza a inizio stagione, ossia la Terza Categoria.

Se è abbastanza agevole comprendere il perché un atleta appartenente ad una determinata Categoria non possa partecipare ai tornei della Categoria inferiore, anche qualora la sua classifica attuale rispecchiasse quella stessa Categoria inferiore (anche su questo, comunque, se ne potrebbe discutere), risulta invece molto complicato afferrare la ratio alla base del divieto di partecipare, ammesso che la classifica attuale rispecchi quella categoria, ai Tornei nazionali della Categoria superiore.
Se Mario Rossi, che a inizio anno era appunto un border line tra la Quarta e la Terza Categoria, raggiungesse a gennaio la posizione numero 200, si troverebbe costretto tutt’al più a limitare i danni per tutto il resto della stagione: primo perché, potendo partecipare solo ai tornei Quarta Categoria, si troverebbe ad avere tutto da perdere e assolutamente niente da guadagnare; secondo perché, ipotizzando che abbia maturato gli strumenti tecnici, atletici e tattici per scalare ancor di più le classifiche (immaginiamo che Mario Rossi ambisca, per ipotesi, alla posizione numero 140) non avrebbe la possibilità di competere con atleti di livello superiore al suo o per lo meno di pari livello.
In più, è molto probabile che Mario Rossi, con le dovute azioni di contenimento della classifica acquisita, alla fine dell’anno conquisti la Terza Categoria. Mario Rossi quindi inizierà la prossima stagione da Terza Categoria probabilmente senza aver mai incontrato e battuto un Terza Categoria. È vero che nei Tornei regionali Open è prevista la possibilità di partecipare alle gare di una categoria superiore e che il coefficiente di calcolo per la determinazione dei punti classifica è lo stesso dei Tornei nazionali – si potrebbe quindi dire che in questo modo si compensi il divieto che invece opera a livello nazionale – ma non possiamo non tenere in conto il fatto per cui, salvo rare eccezioni, i Tornei regionali Open, per quanto open, in sostanza restino comunque dei tornei regionali, per numero e per qualità degli iscritti, e che non sono neanche lontanamente paragonabili ad un Torneo nazionale.

Se Mario Rossi fosse un atleta molisano, sarebbe probabilmente penalizzato rispetto ad un suo concorrente lombardo. Per quanto Mario Rossi abbia la possibilità di viaggiare fino in Lombardia e partecipare al Torneo regionale Open lombardo, molto probabilmente non incontrerà atleti siciliani o toscani che invece sarebbero suoi diretti rivali in un ipotetico Torneo nazionale.
Mario Rossi, secondo il regolamento vigente, ha un’unica possibilità di gareggiare a livello nazionale nei Terza Categoria: i Campionati Italiani. Secondo l’articolo 10 comma 2, possono partecipare “i primi 38 atleti qualificati dai Tornei Nazionali di 4a categoria e le prime 8 atlete qualificate dalle gare di 4a categoria dei tre Tornei Femminili denominati “Giornate Rosa”; la prima atleta classificata nella gara di 4a categoria di ogni Torneo Nazionale femminile (Giornata Rosa); 90 atleti e 52 atlete provenienti dalle qualificazioni Regionali riservate esclusivamente ad atleti di 4a categoria; gli atleti giovanili di 4 a categoria in possesso di wild card concessa in base all’art. 25 del Regolamento Individuale“.
È previsto quindi un meccanismo di qualificazione ai Campionati italiani per quanto riguarda la partecipazione alla Categoria superiore alla propria, meccanismo che passa attraverso delle prove sia nazionali che regionali. Mario Rossi, conquistando attraverso i Tornei Quarta Categoria i punti necessari alla qualificazione (tenderei ad escludere da questo ragionamento le eventuali concessioni di wild card ché, essendo soggette ad una valutazione da parte di una commissione, non sono certe e quindi non sono un diritto), riuscirà a fine stagione a partecipare ai Campionati italiani Terza Categoria.

A questo punto però subentra un problema, se vogliamo, di tipo qualitativo. Mario Rossi, e tutti quelli che come lui accedono alla gara attraverso il sistema delle qualificazioni, si confronterà con atleti che per tutto il corso della stagione hanno avuto la possibilità di competere con giocatori Terza Categoria. Il livello di competitività tra le due Categorie è molto diverso e probabilmente l’abitudine a doversi muovere ad un certo livello influisce sul rendimento. Gli atleti di Terza Categoria, rispetto ad un Mario Rossi, avranno avuto la possibilità di competere a questo livello, e per tutto l’anno, grazie alla classifica di inizio stagione. Il criterio su cui opera la selezione è dunque quello della classifica. Ma anche Mario Rossi, come abbiamo detto, da gennaio (ipotizziamo) rientrerebbe in un ranking che, almeno in teoria, dovrebbe indicare l’appartenenza di fatto a quella determinata categoria.
Per Mario Rossi quindi, in concreto, il criterio della classifica non opera. Ci troviamo di fronte a una sorta di iniquità. Se il criterio della classifica vale per Dario Bianchi per poter partecipare a tutti i Tornei nazionali Terza Categoria e ai Campionati italiani, perché non vale per Mario Rossi dal momento in cui anche lui gode di una classifica che lo posiziona pienamente in quella Categoria? In un modo o nell’altro, Mario Rossi è penalizzato: lo è perché da un certo punto in poi della stagione può gareggiare solo con atleti inferiori a lui; lo è perché è limitato di fatto nella possibilità di scalare ulteriormente la classifica oltre una certa posizione; lo è nel confronto diretto con tutti quegli atleti che a differenza sua hanno potuto gareggiare per un’intera stagione ad un livello a cui a Mario Rossi è stato impedito l’accesso.

Proviamo ad aggiungere anche un altro elemento alla nostra ipotesi, che a mio avviso aggrava ancora di più questa iniquità. Supponiamo che Mario Rossi e Dario Bianchi siano entrambi atleti di tredici o quattordici anni, che siano cioè entrambi rientranti nei settori giovanili. È molto probabile, ed infatti è assai frequente, che un atleta di quell’età, a seguito dello sviluppo fisico e della maturazione che ne deriva, sia fisica, appunto, che mentale, compia un notevole salto in avanti nel suo livello di gioco. Supponiamo anche che Dario Bianchi e Mario Rossi stiano procedendo pressoché sulla stessa linea quanto a crescita fisica, tecnica e mentale. Sappiamo tutti che le classifiche giovanili, da cui si determinano le teste di serie per i Tornei nazionali e per i Campionati italiani giovanili, non sono indipendenti dalla classifica assoluta ma si determinano sulla base di quest’ultima.

A questo punto, immaginando che il livello di gioco sia lo stesso per entrambi e che un’eventuale sfida si risolverebbe sul filo del rasoio, Mario Rossi ne risulterebbe anche in questo caso decisamente penalizzato. Subirebbe uno svantaggio sia in termini di posizionamento in classifica, e quindi come testa di serie nell’eventuale competizione giovanile, perché a differenza di Dario Bianchi non ha avuto la possibilità concreta di affrontare rivali che gli permettessero di scalare la classifica assoluta oltre una certa posizione: partire come testa di serie inferiore, a parità di livello, comporta uno sforzo e una difficoltà maggiore nel raggiungere un determinato turno del tabellone rispetto a chi parte come testa di serie più alta; Mario Rossi subirebbe anche uno svantaggio di tipo qualitativo, perché in un’eventuale scontro diretto, l’esperienza maturata da Dario Bianchi in una stagione intera trascorsa nella Categoria superiore a quella di Mario Rossi, gli permetterebbe probabilmente di avere la meglio nei momenti decisivi del match, cosa che forse non sarebbe stata così scontata se anche Mario Rossi avesse avuto le stesse opportunità.

Il quesito di fondo rimane dunque quello di capire quali sono le ragioni su cui sono stati fondati questi provvedimenti, da cui appunto derivano probabili iniquità e forti dubbi circa i criteri da seguire: maggiore definizione delle categorie?
Stabilità delle classifiche? Maggiore partecipazione alle competizioni regionali?
Sarebbe interessante capirlo. Continueremo a pensare.

Lusiano Perez

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