Che soddisfazione

Ultimo fine settimana dedicato al campionato e, per me, più o meno fine dell’attività agonistica per quest’anno.

Ci sarà ancora un piccolo strascico per la serie A veterani, a cui tengo moltissimo.

Quindi tempo di bilanci, e, soprattutto di valutazione della mia scelta fatta ad inizio stagione.

Dopo diversi anni in cui mi ero dedicato più all’insegnamento e alla crescita tecnica di qualche ragazzo, e, automaticamente giocare in campionati di più basso livello, ho voluto provare l’ebrezza di riscendere in campo sul serio, di rivivere momenti “adrenalici” ormai quasi dimenticati.

L’occasione mi si è presentata, per una serie di circostanze che non sto qui a raccontarvi per non annoiarvi, quando, parlando con gli amici della società dove ho militato tanti  anni, la  Giovanni Castello, mi è stato proposto non solo di rientrare con loro ma di giocare in B1 e in serie A1 veterani.

Oh! Parliamoci chiaro, non era una proposta per la mia bravura, ma si era creata l’esigenza di avere un giocatore che coprisse queste due attività e io rispondevo a questi requisiti.

Anche se la proposta era molto allettante, le mie perplessità erano tante, forse nella serie A1 veterani qualche cosina l’avrei anche potuta fare ma in B1 sarebbero state solo brutte figure.

Ma, alla fine, è stata proprio questa sfida che mi ha fatto decidere di andare.

Ovviamente ho nascosto bene, ma la prima giornata di campionato è stata per me come il primo giorno di scuola, l’ansia,  le emozioni, le paure sovrastavano ogni altra cosa.

Ci sono volute diverse giornate prima di vincere la prima partita, un mare di set persi ai vantaggi, partite perse al quinto, sembrava tutto contro di me.

I miei avversari fortissimi e io un mezzo principiante. Poi, grazie anche al cambio del telaio e a molti allenamenti in più, è stata tutta n’ata storia, come ci ha insegnato Pino Daniele.

Ho acquistato fiducia nei miei mezzi e, non che abbia fatto sfracelli, ma ho battuto bravi giocatori e ho abbastanza  impegnato la maggior parte degli avversari incontrati.

Un grazie doveroso lo devo dire ai miei compagni di squadra, Bruno Esposito e Carlo Bozza, che, nonostante tutto, mi hanno sempre supportato, sia tecnicamente che umanamente.

Qualcuno mi potrebbe dire, si, tutto bello, ma il risultato finale è “retrocessione”.

Questo lo sapevamo prima di scendere in campo, il nostro livello non era quello delle altre squadre, ma che avremmo venduta cara la pelle lo sapevamo, e così è stato.

È come quando seduti al tavolo di poker abbiamo un bel punto, sappiamo che chi ci sta di fronte lo ha superiore, ma devi andare a vedere, è gioco!

Abbiamo giocato fino all’ultima giornata, non siamo mai mancati, se non in casi estremi, e nell’ultima giornata, già retrocessi da tempo, abbiamo impegnato severamente la squadra che si stava giocando il primo posto.

Questo si chiama sport, e non lo diciamo a parole, ma lo dimostriamo coi fatti, sicuri che tutti possono dire la stessa cosa?
Scusate la piccola nota polemica ma è rivolta solo a chi dovesse risentirsi per questa affermazione.

Ah dimenticavo, il titolo, “che soddisfazione”.

Ultima partita di questo campionato, perdo 3 a 1 con Adeyemo  Fatai, per chi non lo avesse presente n.23 delle classifiche, quarto set 11-9 per lui.
Alla conquista dell’undicesimo punto alza le braccia al cielo e caccia un urlo di esultanza, se non sono soddisfazioni queste!

L’ostico.

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