Carlo Rossi tra i King Pong Friends

…  non ne potrei fare a meno e sarebbe la cosa che amerei di più.

Come è avvenuto il tuo incontro con il tennistavolo?

Ho iniziato a giocare grazie a mio padre.
Lui giocava sino a qualche anno fa, è stato un forte seconda categoria, e io vedendo lui ho iniziato a giocare.

Qualche ricordo della palestra dove hai iniziato: l’ambiente, il livello tecnico dei giocatori, l’allenatore…
La palestra in cui ho iniziato a giocare era la palestra in cui mio padre giocava i suoi ultimi anni di carriera, ma lì non c’erano allenatori che mi potevano seguire.
Così sono andato alla Marcozzi, la società in cui gioco ora.
Quando sono arrivato alla Marcozzi, era appena arrivato Antonio Gigliotti e con lui ho iniziato a giocare seriamente.

Il tuo successo sportivo nel tennistavolo che ricordi più volentieri?
In questo momento i miei traguardi più belli che ho raggiunto sono il podio in doppio   di qualche giorno fa ai Campionati Europei Giovanili di Riva Del Garda e il podio di Strasburgo in singolo dello scorso agosto, in un torneo che è come un europeo per più piccoli.

E la tua sconfitta più indigesta?
Non ho una particolare sconfitta che non ho mandato giu, non più di tanto.

Una qualità tecnica o caratteriale che decisiva nelle tue vittorie e un difetto che non sei riuscito a migliorare come avresti voluto…
Ho tanti pregi, come ho tanti difetti, ma mi sento ancora piccolo per dire che non ho  mai migliorato qualcosa, quindi mi allenerò molto e cercherò di migliorare i miei difetti.

Come definiresti il tuo gioco? Il tuo colpo migliore e lo schema preferito?
I colpi che mi sento più sicuri sono il servizio e la risposta, su cui conduco il resto del gioco.

Come cerchi di superare i momenti di difficoltà o i passaggi a vuoto durante una partita?
Sino a qualche tempo fa sfogavo la mia rabbia per le difficolta della partita anche con il nervosismo, lanciando racchette o sbattendo, ma ho capito che non serve a nulla, anzi…
Perciò non ho un metodo preciso per passare questi momenti.

Hai un soprannome in ambito sportivo? Come nasce?
Sì ho piu soprannomi: uno è guancione, perche ho le guance enormi hahahah e uno è “nano”, vi lascio capire perché 🙂

Telaio e gomme?
Uso il telaio Zhang Jike e le gomme Tenergy 05 e 64

E quello con la sfortuna: spizzi, retine, interruzione per pallina in campo al termine di un tuo punto vincente…?
Dipende dalle situazioni in cui mi capitano ahahah.
Se in momenti decisivi, mi fanno abbastanza arrabbiare.

Il momento o l’aspetto della gara che preferisci e quello che vorresti proprio evitare…
Preferisco quando vinco e vorrei evitare quando perdo…

Meglio le gare individuali o a squadre?
Preferisco le gare a squadre per certe cose e le gare individuali per altre, mi piacciono molto entrambe

La tua migliore posizione in classifica raggiunta?
La posizione migliore è quella attuale: 78 mi sembra.

Aspettative e obiettivi per la prossima stagione?
L’anno prossimo cerchero di vincere il titolo di campione italiano allievi, di andare bene agli europei e di fare bene anche in campionato.

Se il tennistavolo fosse un brano musicale?
Non lo ascolterebbe nessuno hahah.

E se fosse un cibo, un piatto o una bevanda?
In questo caso non ne potrei fare a meno e sarebbe la cosa che amerei di più.

Infine… Qualche tuo aneddoto in ambito tennistavolo (giocatori o allenatori conosciuti o affrontati, ricordi di varia natura, trasferte mitiche, tic, dubbi regolamentari su particolari situazioni di gioco, ecc…)
L’esperienza che ho appena vissuto è stata un esperienza fantastica, lasciando da parte  la medaglia, è stata una cosa importante perche mi ha arricchito sia dal punto di vista tecnico che da quello mentale.
Mi è servito molto e mi ha insegnato molte cose.


Condividi su Facebook

Tweet

Condividi: