Campionati italiani Blu Dunlop

C’era molta aspettativa per questa manifestazione di uno sport che sta facendo sempre più proseliti.
Dopo le qualificazioni ai campionati del mondo dello scorso gennaio, sulle ali dell’entusiasmo, molti avevano, già dall’ora, confermato la propria presenza a Roma.

E sì perché è proprio qui, nella Caput Mundi, che il 30 giugno e primo luglio ci siamo ritrovati per stabilire il campione assoluto.
Ospitati dalle società Castello/KingPong, un nutrito numero di giocatori, armati delle racchette blu, si sono sfidati per aggiudicarsi
Il titolo di singolo e doppio  assoluto, il titolo di singolo seconda categoria, e, novità delle novità, anche il titolo assoluto a squadre.
Anche se, l’organizzatore dell’evento, Mariano Greco, si aspettava un numero superiore di partecipanti, posso dire che, dal punto di vista della qualità di gioco espressa, c’è stato un notevole miglioramento.
Qualche new entry ha portato delle migliorie alla tecnica, parlo di Moro, che, abituato con l’antitop nel tennistavolo, ha riportato nel ping pong il suo push di rovescio,  un colpo che sicuramente è vincente.
Altri all’esordio, di cui sentiremo parlare in questa specialità, sono De stefano e Crivellaro.
Sul podio sono andati gli stessi che lo hanno fatto le volte passate, a parte Moro, terzo classificato, Ragni al primo posto, poi Gallina, Fatay.
Per ora sono quelli più regolari e meritano di essere li, poi vedremo se con l’evolversi della tecnica, manterranno le posizioni.
La novità tecnica di questi campionati è stata il voler attaccare, chi più chi meno, ma il gioco passivo di difesa o sul tavolo, si è molto ridotto.
Gli scambi sono aumentati di durata e di intensità ed i servizi migliorati nella qualità, tanto che qualcuno copre anche qui la palla (vizi atavici).
Scambiando le impressioni con diversi partecipanti, si è convenuto che il “ping pong” è molto dispendioso energicamente, tanto che nelle ultime partite i più diversamente giovani, tipo me, hanno accusato la stanchezza.
Per il resto che bello non sentire nessuno che dice all’avversario che ha la gomma trattata o che ha messo il buster.
Continuo a ripetere che il blu dunlop non deve essere in concorrenza con il tennistavolo, anzi, per me dovrebbe essere più pubblicizzato proprio dalla FITET, perché potrebbe essere un primo approccio divertente, per introdurre neofiti al tennistavolo.
Prossimo appuntamento importante, le qualificazioni ai Mondiali, presumibilmente a gennaio,  ma speriamo che si facciano nel frattempo, anche dei tornei preparatori,  qualcuno suggeriva di inserire delle gare di blu dunlop negli open.
Per  i risultati completi vi rimando a quello che scriverà Mariano Greco.
Dimenticavo, tra gli esordienti a questi campionati italiani si è presentato un giovincello classe 39, certo Antonio Grancini che “qualche” anno fa giocò con delle racchette simili alle blu Dunlop, le Barna, e, come dicono ai confini con la Svizzera, “ancora gliel’ammolla”.

Buon tennistavolo e pingpong a tutti

L’ostico.

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