Addio Maurizio. Che la terra ti sia lieve.

Ciao Maurizio,
ci hai lasciato all’improvviso,
nello stesso modo
in cui ti presentavi in palestra
negli ultimi due o tre anni.



Era sempre una sorpresa vederti e ancora più sorprendente era parlare con te come se ci fossimo lasciati il giorno precedente.

Sorprendeva me che ti conoscevo da quasi 40 anni ma sorprendeva anche chi ti aveva conosciuto da pochi mesi o magari solo sentito nominare.

Eri travolgente come la stessa tua vita e ieri hai voluto travolgerci anche nella tua morte.

Ognuno avrà un tuo ricordo o più di uno.

Ognuno avrà un’idea di quello che sei stato.

Eri tutto e potevi apparire come il contrario di tutto.

Ti ho conosciuto nel 1976 o ‘77 ad un torneo regionale per non classificati e, mentre per me era uno dei primi tornei di tennistavolo, per te era un rientro dopo un momento di inattività.
Guardavamo insieme il tabellone della gara e nacque una discussione sul possibile orario di termine della gara.
Io pensavo finisse entro mezzanotte mentre tu eri dell’idea contraria alla mia e che quindi il torneo finisse non prima dell’una.
Dopo uno scambio “innocente” sulle proprie opinioni in merito terminasti la discussione con un perentorio: “a regazzì … ma tu che testa di serie sei a ‘sto torneo?”
Io, non capendo molto cosa c’entrasse l’informazione richiesta, risposi che non ero testa di serie e tu terminasti definitivamente la discussione con un perentorio quanto esilarante : “io sono la numero 1 del torneo, quindi ho ragione io!!”.

Eri guascone ma infinitamente buono dentro, tipico atteggiamento di chi, come te è romano d.o.c.
Nello stesso torneo, poco dopo, mi venisti a vedere e mi consigliasti materiali, tipo di allenamento e tipo di gioco e mi facesti i complimenti, a modo tuo.

Da allora è passato tanto tempo e tanti sono i ragazzi che hai consigliato. Non solo consigli tecnici.
Hai portato il nostro sport in una borgata (adesso divenuto quartiere anche grazie a te) e lo hai fatto conoscere a tutte le scuole della tua zona.
A Casalbruciato tutti sapevano che la passione del “Fragoletta”, il ragazzo rosso di capelli, era il ping pong ed hai tentato in tutti i modi di migliorare la vita di molti ragazzi attraverso questo sport.

Idealmente domani tutti loro saranno al tuo funerale, anche se molti di loro li abbiamo persi, in tutti i sensi e qualcuno di loro ti ha anche preceduto nella strada dell’aldilà.

La notizia della tua morte terribile me l’ha data Adolfo con cui tante volte hai fatto trasferte e partite nella nostra palestra e ti assicuro che per lui, come per noi, sei stato un punto di riferimento importante.

Grazie di esserci stato Maurizio ma adesso rilassati e comincia a divertirti anche tu un po’.

Bruno

PS : mi mancheranno le tue telefonate settimanali piene di complimenti per i miei impegni, come mi mancherà rincuorarti per quella vita che non sempre ti ha restituito quello tu cercavi sempre di dare a lei.

Ciao
Maurizio.

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