2014 EYC e il prequel polacco – B. Di Folco

Terminati gli Europei Giovanili di Riva del Garda torno a scrivere qualcosa sulla situazione della nostra Federazione. Non mi sembrava giusto, soprattutto per gli atleti impegnati, turbare con i miei scritti le prestazioni di qualcuno e mi sono permesso una pausa.

Sabato e domenica scorsi sono stato a Riva e devo dire che si respirava un bel clima sia alla Fiera e sia nell’albergo dove alloggiavano i nostri azzurrini. Bello davvero a dimostrazione che si può fare bene in molte cose.

Personalmente tornavo nella cittadina trentina esattamente dopo un anno e certi fantasmi dell’edizione 2013 dei Campionati Italiani mi sono tornati alla mente; notti bianche per rendere decenti certe palestre e corsa contro il tempo per allestire un impianto che comunque si prestava poco a quella manifestazione. Anche il clima ostile contribuì non poco ai problemi del momento ma lasciamo perdere adesso quei ricordi.

E’ stata dura metterci la faccia all’epoca e adesso, tornarci dopo le mie dimissioni da Consigliere, è stato veramente come farmi una passeggiata di salute.

I risultati dei “nostri” non mi sono sembrati esaltanti ma certamente in alcuni di loro si intravedono grandissime qualità e possibilità di ottenere risultati importanti.

Avere degli atleti di punta nel movimento giovanile è importante almeno quanto avere una base ampia da cui poterli scegliere.
Il punto è stato proprio questo nelle discussioni in Consiglio Federale che riguardavano il Progetto Tecnico.

A mio parere, avere dei risultati rilevanti, da parte di pochissimi atleti, non deve essere l’obiettivo di noi dirigenti, mentre può esserlo per gli allenatori e per il nostro direttore tecnico.
Insomma è giustificato proporlo, se ti chiami Patrizio Deniso, ma non è giustificato accettarlo se ti reputi un dirigente con a cuore un movimento intero.

E’ ancora meno giustificabile se la proposta fatta dal direttore tecnico combacia con gli interessi solo di una parte geografica dell’Italia o addirittura combacia con gli interessi di una singola società sportiva.

Non ne parliamo se addirittura combacia con gli interessi della Società sportiva più grande d’Italia e se questa Società sportiva è la stessa del presidente federale!!

Il problema poi diventa ancora più evidente quando atleti di interesse nazionale, atleti su cui altre società sportive hanno investito i loro sforzi economici per qualche anno, preferiscono tesserarsi per la stessa società sportiva. Imbarazzante.

Sarebbe ancora più grave poi se lo stesso presidente federale proponesse loro e alle loro famiglie, questa soluzione, prospettandogli una crescita tecnica che altrove sarebbe più lenta o magari impossibile.

Non comprendendo che, così facendo, di fatto, ammette la propria incapacità a ricoprire il ruolo che occupa da 10 anni.

Imbarazzante, ma è quello che sta succedendo palesemente negli ultimi 2/3 anni.

Ho fatto questa breve premessa per meglio inquadrare quanto è successo nello scorso Torneo Internazionale di Polonia svolto dal 28 maggio al 1° giugno in merito ad alcune scelte della Federazione.

Scelte che spettano, in parte al settore tecnico, ma che devono essere vagliate e vistate dal responsabile del settore tecnico per il Consiglio Federale … appunto il presidente federale.

Di solito, negli Open Internazionali Giovanili, vengono convocati anche tecnici delle società sportive in affiancamento ai tecnici federali, soprattutto quando gli impegni di questi ultimi si accavallano, oppure quando i direttori tecnici lo richiedono.

Scelta che certamente avrebbe maggior senso se riguardasse un numero di tecnici societari maggiore, ma che di solito, si limita ad un paio di società, una in particolare per essere precisi.

Voglio anche chiarire che ho la massima stima dei tecnici in questione ed in particolare la ho per Alfonso Laghezza, che ho visto lavorare a Castel Goffredo e che ha fatto una scelta precisa di professionismo già da qualche anno, con un’esperienza importante in una società di vertice come quella mantovana.

Quindi non discuto affatto la capacità della persona, ma il metodo usato dalla Federazione a vantaggio di qualcuno e a svantaggio di altri (tecnici di sicuro, ma anche di atleti come specificherò in seguito).

Quanto successo in Polonia comunque esula persino da tutto quanto premesso e cercherò di riassumerlo in poche righe per renderlo comprensibile e cercando di attenermi solo ai fatti accaduti.

La gara in Polonia si svolgeva in 4 giorni, nei primi due giorni (giovedì e venerdì)  le gare a squadre e negli ultimi due giorni (sabato e domenica) le gare di singolo e di doppio.

I nostri ragazzi e ragazze erano appunto seguiti in Polonia dal tecnico federale Valentino Piacentini e dal tecnico di società (Castel Goffredo) Alfonso Laghezza.

Effettuati i primi 3 giorni di gara rimanevano in gara per la fase finale dei singolari e del doppio misto Cristiana Dumitrache e Daniele Pinto che ben si erano comportati nella gara a squadre e che stavano mantenendo le aspettative e la loro testa di serie anche nella gara di singolare e di doppio.

Superfluo ricordare che, la partecipazione a questa gara internazionale, era finalizzata alla preparazione per i Campionati Europei dove proprio i due atleti menzionati dovevano essere e lo sono stati, i nostri atleti di punta.

Superfluo inoltre ricordare che le risorse economiche per la partecipazione alle gare internazionali non sono enormi e che per il settore tecnico è importante scegliere le giuste gare a costi contenuti per poterne effettuare un numero sufficiente.

Insomma cosa è successo quella domenica mattina di tanto strano e, a mio modo di vedere, assurdo?

La Dumitrache, Pinto ed il tecnico Laghezza non si sono presentati in palestra per la giornata conclusiva dell’Open di Polonia e, di buon mattino, anziché continuare le gare, hanno preso l’aereo per tornare in Italia!!

Motivazione? il tecnico di Castel Goffredo doveva essere presente a Terni perché la sua società lo riteneva indispensabile per i Campionati Italiani di Categoria.

Incredibile? INCREDIBILISSIMO!!!

Ancora più incredibile se penso che qualche mese prima mi ero prodigato durante la stesura del programma gare degli Italiani, di non far combaciare gli impegni dei nostri atleti in Polonia con i loro impegni durante gli stessi Campionati Italiani.
Evidentemente non avevo preventivato anche le esigenze della società di Castel Goffredo! Sono un dilettante evidentemente!

Riassumendo.

Si è preferito far fare esperienza ad un tecnico di società anziché utilizzare un tecnico federale già stipendiato e si sono anteposte le esigenze di una società sportiva alle esigenze degli atleti e delle altre società con atleti impegnati nell’Open.

Non devo sottolineare che i soldi mal utilizzati sono di tutte le società sportive italiane  vero?

Siamo tutti consapevoli di questo … o no?

Alla prossima puntata, magari vi racconto dell’Open di Lignano, così vi fate un’idea di quello che sta succedendo da qualche mese e del perché mi sono dimesso ora e non prima.

Saluti.

Roma 21 luglio 2014                   

Bruno Di Folco    

Condividi su Facebook

Tweet

Condividi: